5 x 1000
HomeCoronavirusCoronavirus nel veneziano, ancora ricoveri. ISS: "Bisogna essere pronti ad altri interventi"

Coronavirus nel veneziano, ancora ricoveri. ISS: “Bisogna essere pronti ad altri interventi”

Coronavirus a Venezia: 37 nuovi positivi. Una sorta di “record” (in negativo, naturalmente) dato che da settimane non si arrivava a quella cifra in 24 ore. Entrando nello specifico, è emerso che i nuovi casi alla Fincantieri (lavoratori di ditte esterne) di Marghera sono ora 6 che si vanno chiaramente ad aggiungere alla dozzina di […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Coronavirus a Venezia: 37 nuovi positivi. Una sorta di “record” (in negativo, naturalmente) dato che da settimane non si arrivava a quella cifra in 24 ore.
Entrando nello specifico, è emerso che i nuovi casi alla Fincantieri (lavoratori di ditte esterne) di Marghera sono ora 6 che si vanno chiaramente ad aggiungere alla dozzina di casi scoperti precedentemente.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Preoccupa il fronte dei ricoveri dato che, numeri alla mano, ci sono stati 6 nuovi ingressi in due giorni.
I ricoverati all’Ospedale di Dolo sono ora un totale di 21 persone con una persona in rianimazione.
Sono 3 i degenti all’Ospedale dell’Angelo di Mestre mentre ora sono 3 anche quelli ricoverati nel “veneziano” Ospedale Civile di Venezia.
27 dunque, globalmente, le persone attualmente ricoverate a Venezia e provincia per Covid.

Salgono gli “attualmente positivi” arrivati (anzi, ritornati) sopra i 400 casi, erano infatti 412 alle 17 di venerdì.

Gli “isolamenti fiduciari” sono oggi 1.464 nel Veneziano.

VENETO
Sono 173 in più rispetto a ieri i casi positivi al Coronavirus registrati in Veneto, che portano il totale a 24.529 dall’inizio della pandemia. Lo riporta il Bollettino regionale (dati di venerdì 11/09), che segnala tre nuove vittime, con totale a 2.138.
I soggetti attualmente contagiati sono 2.964, 38 in più nelle 24 ore; in isolamento ci sono 7.908 soggetti, dei quali 2.029 risultano positivi.
La situazione negli ospedali vede 143 ricoverati in area non critica, dato invariato su ieri, . Nelle terapie intensive 17 ricoverati (-1).

5 x 1000

QUARANTENA DI 10 GIORNI
Oltre agli aggiornamenti locali si seguono gli orientamenti generali dove oggi non si può non prendere atto che i contagi salgono da 6 settimane e un fronte propone di abbassare la quarantena ad un periodo di 10 giorni.

Un “lento e progressivo peggioramento” della situazione dovuto alla circolazione “sempre più rilevante” del coronavirus “in tutto il paese”, con i contagi che aumentano per la sesta settimana consecutiva, la crescita del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, l’età media dei malati che torna a salire con i giovani che trasmettono il virus in casa e in famiglia, l’indice Rt che da quasi un mese è costantemente sopra l’1.

Così l’Istituto superiore di Sanità conferma nel monitoraggio settimanale come il virus stia rialzando la testa e avverte: gli italiani devono essere consapevoli del peggioramento della situazione e devono continuare a rispettare “in modo rigoroso” tutte le misure previste. A partire dai tempi della quarantena, sulla riduzione dei quali si atnno facendo aumentare sempre più le perplessità.

“Nessuna decisione è ancora stata presa – conferma il ministro della Salute Roberto Speranza – sono valutazioni che faremo con i nostri scienziati ma va considerato che in questo momento l’indicazione dell’Oms è e resta quella dei 14 giorni”.

La riunione del Comitato tecnico scientifico che dovrà affrontare la questione è prevista per martedì ma l’orientamento prevalente tra gli esperti sarebbe quello di non ridurre le attuali due settimane a 10 giorni.

Il perché di questa linea di estrema prudenza è da ricercare secondo gli scienziati in due elementi: la riapertura delle scuole, un obiettivo prioritario per il governo che però comporterà un’ulteriore impennata dei contagi, e il rischio concreto che riducendo i tempi di quarantena si assottigli la possibilità di individuare i positivi.

Un fattore, quest’ultimo, confermato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in un documento basato su 5 differenti studi e che è già sul tavolo del Cts. La riduzione a 10 giorni, dicono infatti gli esperti europei rispondendo ad una specifica richiesta della Germania, “comporterebbe una perdita di rilevamento dei casi sintomatici tra i contatti stretti dei casi confermati di circa il 6%”. Percentuale “abbastanza ampia da avere rilevanza per la salute pubblica in uno scenario in cui il livello di esposizione è alto (come la quarantena dei contatti stretti)”.

A questi due motivi se ne aggiunge un terzo, i numeri. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.616 nuovi casi, con mille malati in più in un solo giorno e i ricoverati in terapia intensiva che continuano ad aumentare e ora sono arrivati a 175 mentre un mese e mezzo fa erano fermi a 38.
Stabile, invece, l’incremento delle vittime: 10 in più, come giovedì.

Ma sono i dati del monitoraggio settimanale a preoccupare. In Italia ci sono 2.280 focolai attivi, 691 dei quali nuovi, e più o meno dal 16 agosto l’indice di diffusione del virus a livello nazionale ha fatto registrare un “lento e costante” incremento attestandosi, nel periodo 20 agosto-2 settembre, all’1,14. Non solo. Ci sono altri due dati che devono far scattare più di un campanello d’allarme: l’età media che si rialza ed è ora a 35 anni, con il 28% dei malati nelle ultime due settimane che ha più di 50 anni – sintomo di una “maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata” – e la crescita dei pazienti ricoverati.

“A livello nazionale – dice l’Iss – il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’1% al 2%” e quello “nelle terapie intensive dal 2 al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni”. La conclusione degli scienziati è in linea con Speranza: “in questi mesi dobbiamo resistere” dice il ministro. E per farlo non solo vanno mantenute tutte le misure “di prevenzione e controllo già adottate” ma, sottolinea l’Iss, bisogna “essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”. Significa chiusure localizzate e una stretta sugli arrivi in Italia, con tamponi e quarantena obbligatoria che potrebbero riguardare anche altri paesi europei, a partire dalla Francia.

(Potrebbe interessarti anche: Coronavirus, Covid Hospital di Jesolo ripristinato )

Redazione
Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it - redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE