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Coronavirus il punto. La protesta dei giornalisti “Se critichi la gestione della pandemia rischi la querela”

Coronavirus che a Venezia e provincia non allenta la sua presa. Dopo i 17 morti di ieri, arriva il conto di martedì: nelle ultime 24 ore altri 19 decessi. I nuovi positivi in un giorno sono altri 584. Ieri erano stati 482. I numeri della pandemia sono ancora innegabilmente in crescita, dopo 10 mesi in […]

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Coronavirus che a Venezia e provincia non allenta la sua presa.
Dopo i 17 morti di ieri, arriva il conto di martedì: nelle ultime 24 ore altri 19 decessi.
I nuovi positivi in un giorno sono altri 584. Ieri erano stati 482.
I numeri della pandemia sono ancora innegabilmente in crescita, dopo 10 mesi in senso globale e dopo i due mesi di ripresa post pausa estiva.
Gli attualmente positivi sul Veneziano sono 13.688. Ieri erano 13.487.
I ricoveri negli ospedali crescono a loro volta:

588 pazienti ricoverati con 59 persone in Terapia intensiva.
Le scuole tornano il tema di giornata a Venezia. La Scuola media Dante Alighieri è chiusa da lunedì. Un numero non ben precisato di studenti positivi in un paio di classi diverse ha condotto a questa decisione che adesso comporta la quarantena per compagni e professori.
Le medie del Foscarini, inoltre, hanno visto chiuse un paio di classi con qualche giorno di anticipo rispetto alle vacanze di Natale. In particolare la scoperta di una positività in una seconda ha comportato il giro di tamponi veloci da parte dell’Ulss e lo screening ha rivelato tre studenti positivi. Tutti a casa anche

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i compagni in isolamento fiduciario con ripresa della dad in attesa dei test di controlli successivi dopo 10 giorni.

I giornalisti, intanto, sono scesi in piazza a Venezia. Davanti a Palazzo Labia, storica sede Rai in laguna, ha avuto luogo una protesta per alcuni “incidenti” capitati durante la comunicazione della pandemia.
Il “Fatto Quotidiano” titola oggi: “Veneto, se critichi la gestione della pandemia rischi la querela”. Giornalisti in piazza a Venezia: “No al bavaglio sul Coronavirus”.
FQ scrive: “In Veneto sembra essere vietato attaccare il sistema sanitario, raccogliere testimonianze di medici o infermieri, dichiarare che nelle Rsa si muore, che il personale ha attrezzature scadenti, oppure che nelle terapie intensive non c’è posto e qualche paziente è morto in corridoio. Si rischia la querela per diffamazione o addirittura che un servizio televisivo venga inviato alla Procura della Repubblica per procurato allarme”.
L’esperienza di

ricevere “avvisi” di scenari ripercussivi per aver pubblicato parole o articoli “non concordati” o “non approvati” l’abbiamo fatta in molti. Toni urlati con diffide per far rimuovere articoli e minacce di “vendette” con seguiti legali dicendo di avere scritto il falso (su notizie verificate) per spaventare chi fa il suo lavoro e non ha le disponibilità economiche di chi delibera allegramente incarichi a studi legali con denaro pubblico non fanno nemmeno più sensazione, ma possiamo confermare che non si erano mai verificate prima.

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