Coronavirus, situazione e previsioni dei dott.ri Lazzari (Ter. Intensiva) e Panese (Mal. Infettive) di Venezia

ultimo aggiornamento: 24/05/2020 ore 08:49

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Coronavirus, qual’è la situazione aggiornata reale e soprattutto quali sono le previsioni per i tempi futuri? Le risposte più autorevoli non potevano che arrivare dal dott. Dal Ben (direttore Ulss 3 Serenissima), dal dott. Lazzari (Terapie Intensive) e dal dott. Panese (Malattie Infettive) che hanno vissuto e combattuto in prima linea la pandemia.

La fotografia aggiornata: “Il numero di pazienti in terapia intensiva è stabile da diversi giorni – ricorda il direttore dell’Ulss 3 Serenissima Dal Ben -, assieme alla diminuzione dei ricoveri e dei positivi (i tre indicatori che danno il quadro della situazione epidemiologica locale alla nostra unità di crisi), raccontano un dato oggettivamente buono. Tutta la comunità continui a lavorare affinché questi tre indicatori scendano ancora”.

Il primario dell’unità operativa di terapia intensiva dell’ospedale di Mestre Francesco Lazzari ricorda invece i momenti difficili: “Quel 6 marzo non lo scorderò mai: nel giro di otto ore sono scesi in terapia intensiva 12 pazienti intubati. È stato un giorno per me drammatico. Se questo si ripeterà rischiamo nuovamente di trovarci in piena crisi. E io quell’esperienza non ho alcuna intenzione di riviverla”.

Oggi la sua rianimazione è libera da pazienti Covid: “Se la popolazione continua ad aiutarci utilizzando distanziamento sociale e mascherina – conclude il dottor Lazzari – si può evitare il rischio di tornare indietro. E non deve succedere, perché vi assicuro che l’esperienza del paziente all’interno della rianimazione è un’esperienza assolutamente pesante e drammatica. Le conseguenze di un ricovero per Covid-19 in rianimazione, anche dopo essere guariti, non sono da sottovalutare: difficoltà neuromuscolari, ripercussioni neurologiche. Non è una semplice malattia polmonare, ma sistemica”.

Il primario di Malattie Infettive dell’Ulss 3 Sandro Panese descrive 3 modelli di previsione epidemiologica che si potrebbero verificare già nei prossimi mesi: “Nel primo scenario, all’ondata vissuta di Covid 19 potrebbero seguire successive ondate di entità progressivamente minore, nell’arco di uno o due anni”.

“Il secondo scenario ricalca quello che successe con la Spagnola, con una seconda ondata nettamente superiore alla prima, che potrebbe arrivare nell’autunno-inverno 2020, con ondate via via minori nel 2021”.

“Il terzo scenario prevede che alla prima ondata, che abbiamo già subito, faccia seguito una fase di ‘combustione lenta’, in cui continuerà la trasmissione ma senza una chiara conformazione a ondata e con differenze geografiche legate ai provvedimenti attuati”.

“Tutti ci auguriamo di non ritrovarci a rivivere scenari di grave crisi, ma dobbiamo abituarci a conviverci e ad essere pronti a mettere in campo immediatamente provvedimenti correttivi in base all’andamento delle curve. E il concretizzarsi di questo o di quello scenario dipende moltissimo da noi: le prospettive miglioreranno solo con attenzione, dispositivi di protezione e distanziamento sociale”.

(foto: il Direttore Dal Ben con il dottor Panese a sinistra e il dottor Lazzari).

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