Venezia, Dal Ben: “Si va in ospedale per un valido motivo, altrimenti non si entra”

ultimo aggiornamento: 17/04/2020 ore 05:11

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Venezia, Dal Ben: "Si va in ospedale per un valido motivo, altrimenti non si entra"

Venezia. Proseguono le iniziative per il controllo della diffusione del coronavirus negli ospedali. Da un paio di giorni anche all’ospedale Civile di Venezia sono partiti test a tappeto per tutti i dipendenti, compresi stavolta anche quelli che non hanno contatto diretto con malati potenzialmente portatori di coronavirus.

I servizi di guardiania alle portinerie, inoltre, sono stati rinforzati con vigilanza privata che controlla chiunque si presenti all’ingresso verificando il motivo dell’accesso. Sono inoltre arrivati i termoscanner che rilevano la temperatura corporea in pochi istanti con l’obiettivo di rispedire a casa chiunque, dipendenti compresi, si presenti con una febbre di 37,5 o superiore magari inconsapevolmente.


Il giro di vite è spiegato dal direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giudeppe Dal Ben, che conferma: “Si va in Ospedale con la mascherina, con i guanti e con un valido motivo, altrimenti non si entra”.

“Il messaggio deve essere forte e chiaro: state a casa, rispettate la normativa. E se dovete venire in Ospedale, venite con la mascherina, i guanti ed un valido motivo. Non si va in Ospedale se non c’è una vera necessità. Se la motivazione valida non c’è, non si entra”.

Ovviamente si tratta di indicazioni per il bene collettivo supremo: la salute. Qualcuno però si è lamentato perché le nuove disposizioni possono impedire l’accesso di un parente che viene a trovare e a portare qualcosa ad un ricoverato, anche se negativo.


Secondo quanto appreso, infatti, è diventata a discrezione del primario del reparto ospedaliero la rigidità dell’applicazione del principio generale, quindi consentire l’accesso di una visita ad un degente. Ciò può originare comportamenti difformi da una divisione all’altra all’interno delle stesso ospedale, ma non toglie che le norme vengono e vanno fatte rispettare rigorosamente.

Se fino a ieri, infatti, era consentito l’accesso in visita di un solo parente al giorno per non più di un’ora, generalmente dalle 15 alle 16, ora invece, con questa ultima stretta, è vivamente consigliato telefonare prima al reparto interessato per acquisire certezza dell’accesso. Questo per evitare spiacevoli discussioni che si concludono, alla fine, con un mesto ritorno a casa senza visita al congiunto.

(foto da archivio)

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