Coronavirus, positivo vigile del fuoco di Venezia. A Verona positivi 2 su 10 conviventi

ultimo aggiornamento: 14/07/2020 ore 18:12

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Coronavirus che non guarda in faccia nessuno, neanche per riguardo verso chi impiega la sua vita per aiutare gli altri. I vigili del fuoco di Venezia Mestre registrano un caso di positività al Covid-19.
La positività è stata riscontrata tra il personale operativo della sede di Mestre del Comando Vigili del Fuoco di Venezia.

La notizia è diffusa dal segretario regionale veneto della UilPa Vf, Davide Meli. In una lettera ai vertici regionale e provinciale del Corpo e al presidente della Regione, Luca Zaia, Meli chiede “che il personale venga informato dei fatti avvenuti” e su “quanto sta facendo l’amministrazione per ridurre i rischi di propagazione e contagio del virus”.


Tra le misure richieste figurano il controllo sanitario del personale operativo con il monitoraggio della temperatura a inizio turno, maggiore sanificazione dei mezzi di soccorso e delle sedi di servizio, una “riduzione significativa” dei rinforzi facendo ricorso allo straordinario, e infine maggiore ricorso agli screening sanitari, “da rendere obbligatori se ritenuti opportuni e necessari a limitare i rischi di contagio e propagazione del virus”, conclude Meli.

CORONAVIRUS NEL VENEZIANO
L’ultimo bollettino di Azienda Zero riporta due nuovi contagi. Crescono i ricoveri che sono arrivati a 4. Nessun decesso.

I casi ‘attualmente positivi’ nel Veneziano sono 34, mentre sono 206 le persone in isolamento.


CORONAVIRUS IN VENETO
Il discorso del presidente del Veneto, Luca Zaia, è stato molto chiaro. “La situazione in Veneto è stabile, sotto controllo. Ci preoccupano i ceppi dei virus portati da fuori, dai paesi esteri”.
Tra le nazioni citate il Benin, la Serbia, il Kosovo, la Macedonia, la Moldavia. il Congo.
Un dato non irrilevante, ha aggiunto Zaia, è l’abbassamento dell’età media: c’è infatti il caso di una mamma di 23 anni del Camerun con il bimbo di 6, due gemellini di 4 anni e la loro mamma, tutti infettati.

Zaia ha inoltre evidenziato che è stato fatto sequenziare il virus della Serbia: “Nei quattro tamponi effettuati è emerso che la carica virale era molto elevata, i virus sono identici tra loro e appartenenti al cluster dei virus isolati in Serbia, ben diversi dai quelli finora isolati in Veneto e in Italia. E ad oggi non è possibile associare specifiche mutazioni alla diversa patogenicità del virus, perché finora non ci sono studi – ha concluso – che mettano in relazione forme cliniche con le mutazioni del virus”.

Nel veronese è stato poi individuato un altro cluster familiare relativo alla Romania.
Il marito si è recato in Pronto Soccorso ed è stato ricoverato perché positivo.
La moglie, sottoposta al test, è risultata positiva anch’essa.
Anche per loro sono scattati i controlli dei contatti di prossimità ma il quadro per l’isolamento fiduciario domiciliare non è certo semplice: sono in 10 nella stessa casa, tutti conviventi.

(foto da archivio)

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