Coronavirus: tamponi gratuiti alle badanti. In Veneto sono 90mila

ultimo aggiornamento: 01/07/2020 ore 10:10

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anziano con badante

Coronavirus: il Veneto ha deciso di monitorare con test gratuiti le badanti di rientro da Paesi non-Unione europea per riprendere servizio nelle famiglie venete come spiegato qui sotto.

Intanto, una flessione della pandemia in Italia fa segnare un nuovo minimo assoluto delle vittime giornaliere, appena 6 (erano state 22 domenica), il livello più basso dall’inizio dell’emergenza a febbraio, e solo una in Lombardia.

I nuovi contagiati individuati nelle ultime 24 ore sono 126, altro dato in calo rispetto al giorno precedente (174), dei quali 78 nella regione più colpita (quasi il 62%).

Numeri ancora confortanti, su cui però pesa il basso numero di tamponi, appena 27.218, come di consueto nel weekend.

Di questi quasi 8 mila in Lombardia, la cui amministrazione regionale proroga l’obbligo di mascherine all’aperto fino al 14 luglio, ma dal 10 luglio riaprirà discoteche e sale da ballo all’aperto e permetterà gli sport di contatto, calcetto in testa.

Il Veneto invece ha deciso di offrire tamponi gratuiti alle badanti che torneranno da Paesi extra Ue. Misure che oscillano tra l’allentamento del rigore e la prevenzione di nuovi, possibili focolai nella Fase 3, come quello di Mondragone, nel Casertano, che conta 23 nuovi casi, o il secondo cluster in un ambiente di lavoro individuato nel Mantovano, questa volta in un macello chiuso dalle autorità sanitarie dove si sono registrati 12 casi positivi.

E molti esperti continuano ad ammonire sul rischio di focolai derivanti dagli assembramenti estivi e su un eccessivo rilassamento sul tema.

Questo anche in vista della riapertura dei voli alle nazioni esterne all’Unione europea a partire da mercoledì 1 luglio. I timori sono legati al ridotto controllo del coronavirus in colossi demografici come gli Stati Uniti e la Russia.

Il pericolo di contagi dall’estero è esemplificato dal focolaio a Fiumicino, vicino a Roma, originato da un cittadino del Bangladesh tornato dal proprio Paese.

I dati del ministero della Salute parlano di nuove vittime nelle ultime 24 ore in sole 4 regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Nelle rimanenti 16 non ci sono stati morti.

Il totale dei deceduti ufficiali per coronavirus sale a quota 34.744.

Nell’ultima settimana l’incremento di vittime è sceso quasi del 50%, da meno di 300 a circa 150, fa notare Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università Statale di Milano.

In otto regioni non si registrano nuovi positivi: Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria e Molise, così come nella Provincia autonoma di Trento.

Diminuiscono di 2 unità i ricoverati in terapia intensiva: sono 96, dei quali 43 in Lombardia. In 9 regioni e in Trentino non ci sono più pazienti in rianimazione.

I malati – attualmente positivi – sono 16.496.

In Lombardia bisognerà ancora indossare la mascherina all’aperto fino al 14 luglio. “Abbiamo parlato con tanti esperti – dice il governatore Attilio Fontana – e riteniamo che per una questione di precauzione sia giusto proseguire in questa direzione, visto che i numeri stanno andando bene”.

Il Piemonte, altra regione colpita dal Covid 19 – lunedì ha registrato 2 nuovi casi e 2 vittime – una ordinanza del governatore Alberto Cirio cancellerà l’obbligo del distanziamento a bordo dei treni, “in modo da evitare i problemi legati agli spostamenti turistici”. La Regione è in attesa del parere del Comitato tecnico scientifico (Cts).

In Veneto i nuovi casi sono 3, le vittime sono invece a quota zero nelle ultime 24 ore. Qui il presidente Luca Zaia ha annunciato test gratis per le badanti che torneranno da Paesi non-Unione europea per riprendere servizio in famiglie venete. A partire dal 1 luglio.

Per usufruire del servizio bisognerà rivolgersi al sistema sanitario regionale, a partire dai medici di base. “E’ una maniera per proteggere gli anziani e i loro familiari”, ha detto Zaia, spiegando che “i tamponi verranno fatti in tempo reale”.

Le badanti non saranno però obbligate a questa misura: “Non c’è’ l’obbligatorietà, ma la raccomandazione di sottoporsi ad un tampone, gratuito, alle badanti che rientrano in Italia e vanno ad accudire gli anziani”.

La precisazione è dell’assessore alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, rilevando che “è pensabile, è ottimale, che le badanti accolgano l’invito a tutela dei loro assistiti che per la maggior parte sono anziani o persone con disabilità. Chiediamo la loro massima partecipazione, ma anche il supporto dei familiari assistiti”.

I test potranno essere richiesti alle strutture sanitarie venete, ai medici di medicina generale e i distretti sanitari.

Nel Veneto si stima vi siano circa 90 mila badanti, provenienti per la maggior parte da paesi dell’est Europa come Moldavia, Romania e Ucraina.

“A loro, quindi, la Regione Veneto raccomanda di sottoporsi volontariamente al tampone, a tutela di loro stesse e delle persone che accudiscono” conclude Lanzarin.

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