Coronavirus in Europa: 100.000 casi al giorno. Spagna 10.000 in 24 ore, braccio di ferro per lockdown

ultimo aggiornamento: 11/10/2020 ore 11:40

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Coronavirus: in Europa centomila casi al giorno con un vero e proprio allarme in Francia dove si registrano 27.000 contagi in un giorno e con Parigi e altri distretti già nominate “zone rosse” e soggette a lockdown.
Paura anche in Germania, mentre Londra va verso una nuova stretta.

Il coronavirus colpisce duro un Europa, da Parigi a Madrid, dalla Scozia a Berlino, da Bruxelles a Praga, il virus lievita a ritmi preoccupanti. E’ stata superata la soglia-shock dei 100 mila nuovi contagi in sole 24 ore – 109.749, numero che significa circa l’11% in più rispetto ai 98.904 segnati il giorno precedente -, scavalcando in questo i tristi capofila della pandemia, Stati Uniti, India e Brasile. Ecco perché il Vecchio continente


si appresta a ripristinare drastiche misure di contenimento.

E’ questa mattina la Francia la grande malata d’Europa dal momento che, dopo aver appena superato la quota di 20.000 casi in 24 ore, oggi registra altri quasi 27.000 contagi.

A Parigi e nella sua regione, l’Ile-de-France, l’occupazione dei letti per la terapia intensiva si avvicina al 50% della capacità. La capitale, come Marsiglia, Aix-en-Provence e l’isola di Guadalupe, è già zona rossa, mentre da oggi sono entrate in vigore le nuove misure per altre quattro città: Lione, Lille, Grenoble e Saint-Etienne decretate in “allerta massima”.
Qui ora bar e sale per feste chiusi e numeri limitati per centri commerciali e negozi,


divieti di assembramento e distanziamento rigido nei ristoranti.

In Germania da oggi e fino almeno al 31 ottobre bar e ristoranti chiuderanno tassativamente alle 23.

Nel Paese dove l’epidemia era stata contenuta con successo in primavera, i contagi sembrano sfuggire al controllo: 4.721 casi – sempre sopra i 4.000 negli ultimi giorni – e 15 morti in 24 ore.
Ancora sotto all’Italia, ma in crescita.

Il ministro della Salute, Jens Spahn, ha ricordato che “quasi nessun altro ha gestito la crisi meglio di noi, ma non possiamo mettere a rischio quello che abbiamo ottenuto”.

Nel Regno Unito, dove pub e caffè sono chiusi da ieri in cinque regioni della Scozia, si attende che lunedì mattina Boris Johnson esponga alla camera dei Comuni la nuova strategia del suo governo per contenere le cifre impietose e in ascesa continua. Circa 17.000 i nuovi contagiati


di ieri – tre volte il picco di aprile -, che portano il totale a oltre 576.600 e a 42.679 morti.

L’epicentro si è spostato da Londra e il sud al nord, a città come Manchester, Liverpool e Nottingham, oltre a Derry in Irlanda del Nord, destinate a vedersi imporre misure draconiane: chiusura di pub e locali.

Male anche i Paesi Bassi, che sabato hanno segnato il record di sempre con 6.504 contagi in sole 24 ore; e la Spagna, che continua a riportare bilanci quotidiani oltre i 10.000. E dove il governo di Pedro Sanchez ha in corso un braccio di ferro con la comunità di Madrid, refrattaria ad applicare il lockdown che ormai interessa quasi tutta la città.

Ma mentre l’epicentro della pandemia europea resta per ora ancorato all’Europa occidentale, nell’Est Repubblica Ceca e Polonia stanno esplodendo. La prima subisce un’impennata verticale: 8.618 casi in 24 ore, con un balzo di circa 3.000 casi dal giorno precedente. Con 10,7 milioni di abitanti, ne fanno il Paese con il tasso più alto in rapporto alla popolazione: 398 su 100.000, davanti a Spagna e Paesi Bassi.

Il Paese è sull’orlo di un lockdown drastico, mentre nella vicina Polonia i casi su 38 milioni di abitanti nell’ultimo giorno sono stati 5.300.

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