Coronavirus, casi del Veneto positivi ai primi test. Sono di Padova

ultimo aggiornamento: 22/02/2020 ore 08:14

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Coronavirus, casi del Veneto positivi ai primi test. Sono di Padova

Coronavirus che si concentra, per ora, nel Nord Italia.

Ce ne sono in questo momento – ore 18.45 di venerdì 21 febbraio – due in Veneto e 14 in Lombardia.


I due veneti sono risultati positivi ai primi test e sono stati posti in isolamento in ospedale in attesa degli esiti del secondo test.

Quanto ai casi in Lombardia, i primi 6 riguarderebbero un unico ‘filone’.

Un uomo di 38 anni dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva a Codogno, è in condizioni serie da ieri sera, quando si è presentato al Pronto soccorso.


L’uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino.

Il collega è risultato negativo al tampone, sebbene avesse una sindrome influenzale quando ha incontrato il 38enne a cena.

Accertata poi la positività anche dalla moglie del trentottenne. E’ incinta e in maternità. Suo marito ha partecipato negli ultimi giorni a due gare di corsa.

Positiva anche una terza persona, il figlio del titolare di un bar di Codogno che avrebbe fatto sport con il 38enne.

Gli altri tre contagiati sono clienti del bar.

E’ stato ricoverato anche il medico di base che aveva visitato il trentottenne ed ora ha la polmonite (ma non si sa se è positivo al virus cinese).

Gli altri 8 casi resi noti dall’assessore al Welfare della Lombardia Gallera riguardano 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell’ospedale di Codogno e 3 pazienti. Gli operatori sanitari si sono verosimilmente contagiati quando l’uomo si è presentato in pronto soccorso senza avvisare prima della possibile positività.

Ora, inoltre, è ricoverata in isolamento all’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del 38enne positivo al coronavirus.

Il premier Conte ha annunciato che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati.

Al momento sono 250 le persone messe in isolamento, ma considerato l’aumento dei casi potrebbe aumentare anche il numero delle persone sotto osservazione.

Tra loro – ha fatto sapere Gallera – 149 sono infermieri, medici, familiari e persone entrate in contatto diretto con il 38enne ricoverato a Codogno.

Poi ci sono i dipendenti che lavorano nella sua ditta e che hanno avuto contatto diretto con lui.

Una decina i Comuni, tutti nella stessa area, sono interessati da un’ordinanza sul coronavirus decisa da una cabina di regia presieduta dal governatore Fontana, dal ministro della Salute Speranza e dal capo della protezione civile Borrelli.

Tra i Comuni anche Somaglia e Castelgerundo. Gallera ha invitato i cittadini di Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpusterlengo, a scopo precauzionale, a rimanere a casa “in quarentena volontaria” e ha chiarito che sono già stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sull’intero staff medico e sanitario dell’ospedale di Codogno.

Il sindaco di Codogno ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, “almeno fino a domenica”, di tutti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico” come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi.

A Castiglione d’Adda, dove risiedono i genitori dell’uomo contagiato dal coronavirus, sono stati sospesi i festeggiamenti per il carnevale e gli eventi sportivi ed è allo studio la chiusura delle scuole.

Anche a Lodi si pensa alla chiusura delle scuole. Il vicesindaco di Casalpusterlengo ha disposto la chiusura delle scuole e dei nidi.

Il ministero della Salute ha stabilito l’obbligo di quarantena “fiduciaria” domiciliare per chi è tornata da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e “sorveglianza attiva” per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall’Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia.

In Veneto, i due casi che hanno avuto riscontro positivo ai primi test sul virus cinese sono di Vo’ Euganeo.

Si tratta di due pensionati settantenni, appunto di Vo’ Euganeo, un piccolo paese ai piedi dei Colli Euganei (Padova).

Il sindaco, Giuliano Martini, ha confermato: “L’ho saputo dal direttore dell’azienda Usl 6 di Padova, Scibetta, mezzora fa – afferma – Mi ha comunicato la positività ai test dei miei due concittadini e l’attivazione a Padova dell’Unità di crisi”. I due, che hanno in comune la frequentazione di due locali pubblici a Vo’ Euganeo, vivono entrambi con familiari. Sono ricoverati in isolamento all’ospedale di Schiavonia (nella foto), vicino ad Este (Padova).

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