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Classi virtuali e lezioni interattive ai tempi del coronavirus, Camponogara fa “scuola”

Classi virtuali e lezioni interattive ai tempi del coronavirus. A Camponogara, in provincia di Venezia, si è già cominciato da qualche settimana. Questa mattina gli studenti si sono alzati presto, hanno fatto colazione e si sono preparati come un qualunque lunedì dell’anno, ma invece che mettersi lo zainetto sulle spalle, si sono seduti davanti al […]

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Classi virtuali e lezioni interattive ai tempi del coronavirus. A Camponogara, in provincia di Venezia, si è già cominciato da qualche settimana.
Questa mattina gli studenti si sono alzati presto, hanno fatto colazione e si sono preparati come un qualunque lunedì dell’anno, ma invece che mettersi lo zainetto sulle spalle, si sono seduti davanti al computer.

Qualche istituto è già pronto per questo tipo di didattica, altre invece si stanno attrezzando. Anche per evitare che queste assenze forzate a causa dell’emergenza sanitaria si traducano in vacanze prolungate per i ragazzi.

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Scopri come fare

La maggior parte degli istituti ha assegnato compiti da fare a casa, da qualche giorno con la possibilità di caricarli su una piattaforma o inviarli via mail agli insegnanti per le verifiche.
C’è chi carica o utilizza video di lezioni su YouTube, chi si è organizzato con piattaforme in streaming, chi con le applicazioni (app) dedicate e chi si confronta con i genitori attraverso le chat di gruppo su whatsapp.

Ma ci sono anche scuole, come l’Istituto Comprensivo “Antonio Gramsci” di Camponogara, in provincia di Venezia, che hanno attivato delle vere e proprie classi virtuali.

Cosa significa? Vuol dire che i ragazzi si mettono al computer e la didattica a distanza non avviene a senso unico, con la visione di video-lezioni, ma diventa interattiva. In questo modo gli alunni possono interagire con gli insegnanti in tempo reale, e i docenti possono verificare se gli studenti comprendono davvero le lezioni con la possibilità di svolgere test e prove.

La “virtual classroom” a Camponogara è già attiva da un paio di settimane e si è resa possibile “grazie alla collaborazione delle famiglie – spiega un coordinatore del Consiglio di Classe – alla coordinazione della presidenza e all’impegno di moltissimi docenti, che in queste settimane hanno studiato e si sono formati nelle proprie case con tutorial e guide varie”.

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Così anche stamattina gli studenti della scuola secondaria dell’Ic Gramsci si sono alzati non con l’idea di dover restare a casa e fare i compiti, ma di dover “andare a scuola”, anche se possono restare in tuta nella loro cameretta, perché la scuola è arrivata nelle loro case.

Gli alunni al mattino sono impegnati in videolezioni e i docenti “cercano di essere presenti il più possibile – aggiunge il coordinatore – in una circostanza in cui i nostri ragazzi si trovano “chiusi” a casa. Perché anche nei momenti di crisi l’educazione è fondamentale, e perché proprio oggi la comunità scolastica e la vicinanza, il dialogo e il confronto tra ragazzi e insegnanti diventano ancora più importanti”.

redazione mestre
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