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giovedì 21 Ottobre 2021

C’è un piano regionale per la quinta fase, da 2500 a 6000 ricoveri. Zaia: «Presentiamo anche l’eventuale assetto di guerra»

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Due milioni e 800 mila tamponi eseguiti in tutto finora in Veneto, un milione i test rapidi. I positivi dall’inizio della crisi hanno passato i 150 mila, 2782 i positivi ad oggi. Ricoverati totali 3094, in Veneto, (area critica e terapie intensive, queste ultime a 340). I ricoveri non Covid negli ospedali della regione sono 6979; 69 morti in più in 24 ore. «Presenteremo un piano per la quinta fase, da 2500 a 6000 ricoverati, per l’occupazione graduale dei letti – annuncia il presidente – Vogliamo presentare anche quello che sarebbe un assetto di guerra totale».

Dpcm

«Nessuna novità dal governo sul transito fra regioni con la scadenza del Dpcm il 3 dicembre e in vista delle festività, cercheremo di capire nelle prossime ore – dice il presidente del Veneto Luca Zaia aggiornando la situazione – Dati chiari non ce ne sono sul Dpcm che dovrebbe entrare in vigore dal 3 dicembre. Scade anche l’ordinanza regionale, quindi i temi delle chiusure domenicali dei negozi e della frequentazione contemporanea dei clienti in base alle superfici di vendita».

Natale

Tra i temi caldi, i ricongiungimenti natalizi fuori regione, le aperture dei ristoranti a Natale, piste da sci e strutture ricettive. Chiudere tutto o lasciare gli impianti solo ai residenti, o chiudere tutti gli impianti e lasciare aperte le strutture ricettive, le opzioni che circolano. E c’è il tema delle seconde case. «Sulla scuola vogliamo ragionare in prospettiva, all’interno del Dpcm? – Chiede il governatore – Ci vorrebbe un testo sul quale ragionare ma non abbiamo ancora nulla». Palestre e piscine restano ancora chiuse. In tutta Italia la migliore delle ipotesi è la zona gialla ovunque, mentre il transito tra Comuni è ancora da mettere nero su bianco.

Vaccino anti Covid

Duecentodue milioni di dosi di vaccino in arrivo, che sarà su base volontaria. «Presenteremo il piano, siamo pronti per la campagna vaccinale. Pare che la Gran Bretagna stia partendo, ed è pronta sia con Pfizer che AstraZeneca, ma se anticipano di un paio di mesi rispetto a noi, e sono usciti dall’Europa, questo non è un bel segnale per il Vecchio Continente – dice Zaia – . Davanti alla certificazione della Food and Drug Administration noi testiamo di nuovo, la domanda è: non sarebbe utile accelerare? Speriamo il vaccino arrivi al più presto, i cittadini non ne possono più. Per quale motivo dobbiamo ricontrollare il dossier? C’è una possibilità per cui potremmo dire di no? Stiamo arrivando ultimi».

Antonella Gasparini

 

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