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“Carceri: In un anno meno agenti, più detenuti, moltissime aggressioni”. La lettera

“Da gennaio 2025 a gennaio 2026 l’organico del ruolo degli agenti e degli assistenti del Corpo di polizia penitenziaria, ossia degli operatori di base a contatto più diretto con i detenuti nelle carceri e nei servizi di traduzione e piantonamento, si è contratto di 243 unità, passando da 30.054 a 29.811, di contro i ristretti, […]

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“Da gennaio 2025 a gennaio 2026 l’organico del ruolo degli agenti e degli assistenti del Corpo di polizia penitenziaria, ossia degli operatori di base a contatto più diretto con i detenuti nelle carceri e nei servizi di traduzione e piantonamento, si è contratto di 243 unità, passando da 30.054 a 29.811, di contro i ristretti, che erano 61.861, sono aumentati di 1.638, raggiungendo la cifra di 63.499.   In tutto questo, resta altissimo e pressoché invariato il numero delle aggressioni al personale, che nel 2025 sono state 3.410 (erano state 3.422 nel 2024). Questo il quadro reale e oggettivo che emerge dall’asettica analisi dei dati ufficiali forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e che, evidentemente, smentiscono molte narrazioni più ottimistiche”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

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“Certamente va dato merito al costante impegno del Sottosegretario al Ministero della Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove e al Governo Meloni di aver bandito concorsi quanto mai negli ultimi 30 anni, ma bisogna prendere atto che ciò, pure per le scellerate gestioni precedenti, è ancora di gran lunga insufficiente. Non solo per via dei pensionamenti, altrettanto cospicui, e per il fatto che i posti a concorso per una serie di circostanze correlate anche alla gravosità del lavoro che lo rendono poco ambito vengono coperti solo parzialmente, ma soprattutto perché a fronte di un fabbisogno reale di oltre 20mila operatori servono misure e assunzioni straordinarie e procedure mirate. Non si può affrontare una situazione di grave emergenza con strumenti ordinari”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.

“Nell’ultimo anno, l’organico complessivo del Corpo di polizia penitenziaria è in effetti cresciuto di 783 unità (da 36.288 a 37.071), ma solo nei ruoli superiori (+243 sovrintendenti, +604 ispettori, +187 funzionari), anch’essi molto carenti, tuttavia, gli agenti impiegati nelle sezioni detentive, al contrario in decremento, sono sempre più oberati e malmenati. Tutto ciò, palesemente, non si risolve di certo con provvedimenti estemporanei, come per esempio quello finalizzato a introdurre l’utilizzo dello spray urticante, ma con una progettualità piena e investimenti commisurati. Noi lo ribadiamo, vanno varati urgentissimi provvedimenti realmente deflattivi della densità detentiva (a oggi 63.581 ristretti sono stipati in 46.063 posti), per potenziare rapidamente e concretamente gli organici del personale, in particolare di quello impiegato nelle sezioni detentive, ammodernare ed efficientare gli edifici, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e l’adeguata cura e gestione dei reclusi malati di mente, nonché per avviare riforme di sistema”, conclude De Fazio.

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Anni fa si diceva che esistevano 50 carceri nuove ma che non si potevano utilizzare per mancanza di personale , addirittura in qualcuna di queste delle famiglie le avevano trasformate in appartamenti.
    Una soluzione sarebbe mandare a scontare la pena agli stranieri nei loro paesi , ma qualcuno parla di deportazione …..
    Altri parlano dei soliti indulti e svuotacarceri ….. ma la gente ha bisogno di sicurezza e della certezza della pena per chi delinque….

    • deportazione mi fa ridere, sarebbe giusto che scontassero lapena nei loro paesi d’origine sennò dobbiamo mantenerli noi. ma tanto se la cavano con il solito discorso del razzismo. Razzissti sono i governi tutti con gli italiani

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