Blitz al Rivolta: oltre 100 agenti perquisiscono il centro sociale in via Fratelli Bandiera

ultima modifica: 21/10/2020 ore 16:35

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(Foto dalla pagina Fb Globalproject.ifo)

Blitz al Rivolta delle forze dell’ordine in assetto antisommossa e con i blindati. La polizia ha perquisito il centro sociale in via Fratelli Bandiera.
All’alba di questa mattina la polizia si è presentata con numerosi uomini e mezzi al centro sociale Rivolta in via Fratelli Bandiera, a Marghera, per svolgere delle perquisizioni. Una decina squadre, per un totale di oltre 100 agenti in tenuta antisommossa e dei blindati con il coinvolgimento della digos, delle volanti e della guardia di finanza.


L’operazione è collegata alle indagini relative all’occupazione della raffineria Eni di porto Marghera, da parte di circa 200 partecipanti al Venice Climate Camp.

Fuori dal centro sociale, nel frattempo, si sono radunati molti dei giovani che gravitano nell’ambiente del centro sociale che hanno pubblicato le immagini sulla pagina Facebook “globalproject.info”. E’ stata poi avviata in streaming una conferenza stampa con i referenti dei movimenti che gravitano attorno al centro sociale.


“Siamo stati oggetto di una cosa assurda – apre Michele Valentini del Centro Sociale Rivolta – una perquisizione alla ricerca di materiali, vernici e striscioni relativi alla manifestazione di alcune settimane fa alla bioraffineria dell’Eni e all’impianto in cui sarà costruito l’inceneritore di Veritas nei prossimi mesi”.

La manifestazione sarebbe quella svolta dagli attivisti il 12 settembre, quando un gruppo di ragazzi fece irruzione nella raffineria Eni di Marghera, considerata simbolo del sistema produttivo che causa i cambiamenti climatici. La perquisizione sarebbe dunque finalizzata alla ricerca di elementi utili ad accertare eventuali responsabilità in quell’episodio.

“Abbiamo subito un vero e proprio attacco molto grave – lo definisce Valentini – venivano cercati vernici, colori, sequestrati gli striscioni, ma il livello minimo di democrazia è poter esprimere il dissenso, qualche manico di rastrello. E’ stato un buco nell’acqua, sicuramente una prova di forza. Di fronte al fatto che centinaia, migliaia di attivisti si mobilitino con iniziative di massa, pacifiche, che comunicano problemi reali che viviamo all’interno della crisi climatica ambientale di questi anni, è una cosa che evidentemente dà fastidio ai poteri forti. Lo riteniamo grave e da questo episodio deve partire una campagna di mobilitazione ampia per denunciare quello che è accaduto stamattina, una privazione della democrazia, una forte limitazione al diritto al dissenso”.

Dopo di lui Tommaso Cacciari, leader dei centri sociali veneziani: “E’ stata un’operazione totalmente politica: centinaia di agenti in assetto antisommossa che fanno questo tipo di operazione al centro sociale Rivolta è solo un segnale per farci paura. Perché il movimento per i cambiamenti climatici fa paura, e questa è stata la risposta”.

“Aggiungo che le perquisizioni sono state due oggi – aggiunge Cacciari – non solo hanno forzato e sfondato il cancello del Rivolta, ma anche quello di una società che ha sede qui vicino che si chiama R3B, in via dell’Ettricità, che avrebbe colpa di avere nel suo staff degli attivisti climatici, ambientali. Già oggi partirà la campagna in tutta Italia davanti a tutti gli Eni store, perché queste iniziative non ci intimidiscono ma ci rendono più forti, faranno aumentare la mobilitazione nel paese per la giustizia climatica, ambientale e sociale”.

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