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mercoledì 22 Settembre 2021

Perquisizioni ai ‘no vax’ anche a Venezia: preparavano azioni

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Blitz della Polizia di Stato questa mattina contro persone aderenti al gruppo ‘No Vax’: molte perquisizioni sono state eseguite a carico di diversi soggetti.
Secondo quanto appreso i No Vax tenevano i contatti attraverso un gruppo Telegram.
In alcuni messaggi vi sarebbero stati ipotesi di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del Governo.
Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale.
Le perquisizioni sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.
Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social.

Si definivano “i guerrieri’, su Telegram, gli indagati nell’operazione della Polizia di Stato di questa mattina, coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano.
La frangia No Vax, che aveva intenzione di costruire rudimentali ordigni “fai da te” e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da 5 donne e 3 uomini.
Sono state definite, in particolare, come “molto determinate e arrabbiate” le 5 donne che si trovavano tra gli elementi di spicco del canale Telegram denominato ‘I guerrieri’.
Si tratta di una frangia composta da persone con un “profilo basso” senza “esponenti d’area”, ma formata da “gente comune”: disoccupati, operai, portinai, camerieri.
Uno degli uomini, che aveva un porto d’armi, era conosciuto per essere vicino all’indipendentismo veneto, ma al momento non sarebbe emerso niente altro.

Nel corso delle perquisizioni di oggi sarebbero state trovate armi, come coltelli e bastoni.
Lo si apprende nelle indagini della Digos, coordinate dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone.
Gli otto indagati, che hanno una età che va dai 53 anni ai 33 anni, si stavano muovendo per creare una “rete” a livello nazionale per azioni violente e stavano pianificando una riunione operativa e preparatoria, o in un luogo fisico o rimanendo sui canali digitali, per la manifestazione ‘no Green pass’ di sabato a Roma.
Avrebbero voluto anche creare disordini nel corso della visita, che poi fu annullata, del ministro della Sanità Roberto Speranza a Padova, che era in programma per il 2 settembre.

Per gli inquirenti il blitz di stamani, come viene chiarito, rientra in una “importante attività preventiva contro dei disordini” che erano stati programmati.
Da un lato, c’è il riscontro che questi gruppi stanno “alzando il tiro” e dall’altro si dimostra che le istituzioni e le forze dell’ordine sono presenti nel contrastarli.

Le “azioni violente” che stavano programmando, anche con l’uso di armi, erano “tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale”.

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