Regione Veneto, presentato bilancio 2020. La ‘macchina’ regionale costa 507 milioni

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Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha presentato oggi il bilancio di previsione della Regione per l’esercizio 2020 che ammonta a 17 miliardi di euro. Tolte le partite contabili e quelle di giro, la manovra finanziaria per il prossimo anno ha un valore complessivo di circa 12 miliardi di euro.

Le voci principali di spesa della Regione, escludendo la Salute che ‘vale’ 9,6 miliardi, sono rappresentate dalle risorse destinate ai servizi istituzionali e alla gestione della macchina regionale (507 milioni), trasporti e alla mobilità (626,5 milioni), politiche per lo sviluppo economico e la competitività (236,9 milioni di euro), politiche per il lavoro e la formazione professionale (211 milioni), il settore primario (146,3 milioni per agricoltura, agroalimentare e pesca), politiche per il territorio e all’ambiente (144,1 milioni), relazioni internazionali (84,8 milioni di euro, politiche sociali e per la famiglia (73,4 milioni), istruzione e politiche per il diritto allo studio (59 milioni), territorio ed edilizia abitativa (44,6 milioni), turismo (16,6 milioni), cultura (13,5 milioni), giovani, sport e tempo libero (25 milioni), protezione civile (10,8 milioni) e alle politiche per l’energia e la diversificazione delle fonti energetiche (9,3 milioni).

Per le politiche regionali le risorse propriamente dedicate ‘a libera destinazione’ ammontano al 7 per cento del totale, vale a dire a 1213 milioni di euro, in continua contrazione rispetto ai 1617 milioni del 2010. Andranno a finanziare il funzionamento di organi, sedi e dipendenti della regione e degli enti partecipati, la quota di cofinanziamento regionale dei fondi comunitari (65 milioni), il contributo alle rette delle scuole materne e degli asili nido (31 milioni), il sistema della formazione professionale (24 milioni), la prevenzione idrogeologica e la riduzione del rischio idraulico (20 milioni), la spesa per le funzioni non più svolte dalle Province (dagli assistenti ai disabili sensoriali al personale dei servizi per l’impiego), il ‘portafoglio’ di spesa ‘cash’ degli assessorati (una cinquantina di milioni in tutto), i fondi di riserva, gli oneri dei debiti contratti in precedenza, nonché alcune spese di investimento, come i 36,7 milioni di risorse proprie che la Regione ha deciso di impegnare già dal prossimo anno per la realizzazione dei Giochi invernali del 2026 a Cortina e Milano.

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