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giovedì 21 Ottobre 2021

“Biglietto, prego” ma il verificatore riceve uno schiaffone e finisce al pronto soccorso

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“Biglietto, prego” ma il verificatore riceve uno schiaffone da ko.
E’ accaduto a due controllori Actv al momento della verifica dei biglietti, come riporta il Gazzettino.
Due passeggeri che si trovavano a bordo del mezzo senza biglietto hanno reagito con violenza al controllo.
I due verificatori, un uomo e una donna, ieri pomeriggio, erano saliti a bordo della linea 6L.
Al momento di controllare i passeggeri, hanno scoperto che due uomini erano portoghesi.
In pochi attimi i toni si sono alzati, così il verificatore che si trovava in altra zona ha raggiunto la collega donna.
A quel punto

uno dei due portoghesi si è alzato e con la mano ha colpito, tra viso e collo, il controllore.
L’autobus si è quindi fermato, è stata chiamata la polizia e il dipendente Actv è stato portato al pronto soccorso.
Non è, purtroppo, la prima volta che una scena simile accade. E’ anzi relativamente frequente che i verificatori dei biglietti si trovino a subire aggressioni di un qualche tipo.
Da noi l’ultimo episodio segnalato era avvenuto a dicembre del 2020 quando, a bordo della Linea 2 in centro a Mestre, un passeggero del Camerun ha “reagito male” alla richiesta di fornire le generalità.
Lo straniero, alla verifica, aveva esibito

un biglietto Actv senza alcuna convalida, ma alle insistenze dei controllori era diventato aggressivo fino a mettere le mani addosso ai due dipendenti.
Arrivati i carabinieri, lo straniero era stato denunciato.

» leggi anche: “Controllori aggrediti da passeggero senza biglietto a Mestre

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Data prima pubblicazione della notizia:

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Questi eventi mi fanno tornare in mente il concetto di “cultura dell’accoglienza” dell’onorevola Boldrini.
    Ricordo che proprio lei sosteneva come necessaria una cultura dell’accoglienza integrale, accoglienza come nostro valore a 360 gradi.
    Ma se i migranti sono l’avanguardia della globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita diffuso per tutti noi, chi pagherà il biglietto dei mezzi pubblici?

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