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Questione migranti all’Ue: una mina vagante. Parigi alza ancora i toni, definendo “Giorgia Meloni la grande perdente di questa situazione” a cui si aggiunge Berlino che si è schierata a sostegno del soccorso umanitario. “L’impegno delle Ong merita la nostra riconoscenza e il nostro appoggio”, ha twittato l’ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling.
Non solo: il Bundestag sostiene concretamente le Ong finanziando con due milioni di euro l’anno la tedesca United4Rescue che si prepara a mandare nel Mediterraneo la nave Sea Watch 5.
L’Italia sembra all’angolo ma non arretra: “Il governo è pronto al pugno duro sugli sbarchi” ha rilanciato il vicepremier Matteo Salvini.
Più moderato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Siamo pronti a parlare con Parigi e a chiudere una polemica che non è partita da noi”.
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Ma se l’Italia si affretta a precisare che Giorgia Meloni non incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron “al momento non è previsto”, nemmeno la Francia dà segnali di apertura. Anzi: il portavoce del governo francese, Olivier Véran, ha confermato che Parigi non farà più quanto era stato previsto, ovvero accogliere “un po’ più di 3.000 persone” sbarcate in Italia, “di cui 500 entro la fine dell’anno”, nel quadro del meccanismo di solidarietà.
La questione è chiara date le posizioni opposte, “Nel 2022 – ha affermato l’ambasciatore Elbling – sono già oltre 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo. Un 12% dei sopravvissuti sono stati salvati dalle ong. Loro salvano vite laddove l’aiuto da parte degli Stati manca. Il loro impegno umanitario merita la nostra riconoscenza e il nostro appoggio”, quando invece l’Italia chiede all’Europa “un codice di condotta” perché “Non possono fare i taxi” dei migranti, ha rincarato Tajani, ricordando un rapporto di Frontex sugli “appuntamenti in mare tra trafficanti” e ong per prendere a bordo le persone in fuga dai Paesi di origine.
Prossimo passo? Domani inizierà il G20 e tutti scommettono sulla priorità del tema caldo dei migranti per disinnescare una profonda spaccatura a livello Ue.
Martedì e mercoledì a Bali inizierà il primo G20 segnato dalla guerra in Ucraina, Non ci sarà Vladimir Putin, così come il presidente brasiliano uscente Jair Bolsonaro, per motivi diversi.
Nodi da dipanare all’orizzonte anche per Joe Biden che deve compattare il fronte occidentale al fianco di Kiev, ma è anche chiamato al difficile faccia a faccia con Xi Jinping su tanti dossier critici: dal commercio ai diritti umani, dallo status di Taiwan passando per l’ambiguità di Pechino sull’Ucraina. . Il sostituto di Putin sarà Serghiei Lavrovche si troverà davanti proprio Volodymyr Zelensky, sia pure in videoconferenza.
Il G20 di Bali segnerà il debutto della premier Giorgia Meloni che arriva proprio nel momento peggiore della crisi sui migranti con Parigi. Con Macron al momento non è previsto un incontro distensivo.
Sullo sfondo, il sudcoreano Yoon Suk-yeol porterà invece all’attenzione dei colleghi i nuovi test missilistici di Pyongyang.
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Gentili che scrivete: fate un po’ il conto, sia in numeri che in percentuale relativa alla popolazione, di quanti migranti più o meno regolari accoglie ogni ANNO la Germania (anzi, se volete una sfida, anche solo Berlino e il Brandeburgo) e quanti l’Italia. Magari se vedete un po’ di numeri la smetterete di bervi sti sciroppi andati a male. Il parlarne a vanvera è una cosa, vedere i numeri effettivi un’altra.
Eh già …tutti accoglienti …basta che gli immigrati rimangano in Italia…
se non ricordo male nella bibbia da qualche parte e’ scritto che chi presta soldi e’ padrone chi li riceve e’ schiavo quindi …….
L’unione europea è una accozzaglia di ipocriti.