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Benedizione di Pasqua sospesa, Arcidiocesi: “Malintesa laicità eretta a feticcio”

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Benedizione di Pasqua sospesa, Arcidiocesi: "Malintesa laicità eretta a feticcio"

Benedizione di Pasqua sospesa in una scuola di Bologna per decisione del Tar a cui si era rivolto un gruppo di genitori e docenti.

“Sorprende l’accanimento verso iniziative liberamente votate e svolte sulla base di un’adesione altrettanto libera, in nome di una malintesa laicità eretta a feticcio, non come un fattore di libertà e partecipazione alla vita della scuola”.

Bologna Sette, supplemento al quotidiano ‘Avvenire’ curato dal centro servizi generali dall’Arcidiocesi di Bologna, risponde così al fatto con un articolo firmato dal giurista Paolo Cavana che verrà pubblicato domani. Nell’articolo si commenta “la decisione con la quale il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso presentato l’anno scorso da alcuni docenti e genitori contro la benedizione pasquale in una scuola di Bologna, autorizzata a larga maggioranza dal Consiglio d’istituto e svolta in orario extrascolastico, annullando la relativa delibera”.

Cavana spiega: “premesso che nel nostro ordinamento le sentenze dei giudici, in questo caso di primo grado, valgono solo per il caso concreto e possono essere impugnate, va detto che la motivazione della decisione suscita molte perplessità”.

Motivazione della decisione che si basa su “una ricostruzione del principio di laicità, inteso come esclusione del fattore religioso dalla scuola pubblica e nella sua arbitraria riduzione a fatto meramente privato” che “non appartiene alla nostra tradizione costituzionale e legislativa.

In relazione alla scuola la nostra giurisprudenza costituzionale ha infatti affermato che il principio di laicità ‘risponde non a postulati ideologizzati ed astratti di estraneità, ostilità o confessione dello Stato-persona o dei suoi gruppi dirigenti, rispetto alla religione o ad un particolare credo, ma si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini'”. E “la nostra Corte costituzionale ha ritenuto del tutto legittima l’ora di religione nella scuola pubblica, a condizione che sia assicurato il diritto di avvalersene o meno.

Altrettanto ha fatto la Corte europea in relazione al crocifisso”. “Analoga – sottolinea Cavana – è la fattispecie della benedizione pasquale, che rappresenta una tradizione diffusa la quale, se svolta in orario extrascolastico e con la piena garanzia della libertà di parteciparvi o meno, il Consiglio di Stato aveva già ritenuto legittima” e “anche la nostra legislazione, definendo la scuola come ‘luogo di promozione culturale, sociale e civile’, l’ha sempre inteso anche con riferimento al fattore religioso”.

“Francamente sorprende – è la conclusione – che di tali riferimenti non vi sia alcun cenno nella decisione” così come “sorprende ancor di più l’accanimento”.

Paolo Pradolin
13/02/2016

(cod benediziopa)

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