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sabato 31 Luglio 2021

Basta alberghi a Venezia nei palazzi storici, o niente più finanziamenti

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Basta alberghi a Venezia nei palazzi storici

Basta alberghi a Venezia nei palazzi storici! Il monito, che lancia un vero e proprio grido d’allarme in soccorso dei palazzi di Venezia, dopo la decisione del rettore di Ca’ Foscari, Carlo Carraro, di venderne alcuni di proprietà dell’Università.
Il messaggio sui troppi palazzi storici in vendita è lanciato dai comitati privati che si occupano di trovare fondi per salvaguardare i beni artistici ed architettonici della città.

I comitati si stanno chiedendo se vale ancora la pena continuare a raccogliere fondi per «salvare» Venezia, di riunire amici e conoscenti organizzando cene di beneficenza in nome della bellezza della città. Dopo l’annuncio della vendita dei tre palazzi storici di Ca’ Foscari i comitati privati per la salvaguardia di Venezia non ne sono più così convinti e ipotizzano un possibile stop ai finanziamenti. «Ho ricevuto alcune lettere da nostri iscritti — spiega Umberto Marcello Del Majno, presidente dei comitati internazionali e anche degli Amici dei Musei di Venezia —. In molti si sono chiesti se avesse ancora un senso impegnarsi in questa battaglia cittadina culturale quando ad abdicare al loro ruolo sono le istituzioni per prime. Il concetto di “bene pubblico” si sta perdendo, lo snaturamento di Venezia è evidente. Vale la pena ancora di continuare?»

La preoccupazione maggiore riguarda i palazzi più prestigiosi, che venduti rischiano di diventare strutture alberghiere, rendendo così Venezia sempre più una città turistica. Umberto Marcello Del Majno, portavoce del comitato, dichiara: “Premettiamo che non critichiamo la voglia di ristrutturarsi dell’Università, perché riteniamo Cà Foscari e Iuav due delle perle della corona di Venezia, quindi imperdibili. Quel che ci preoccupa è che il vuoto di tre palazzi sia riempito solo da alberghi, perché questo significherebbe cambiare completamente il contorno abitativo.”

Del Majno si appella quindi alle autorità comunali, in special modo al sindaco Giorgio Orsoni: “Non sono un fanatico della programmazione pubblica ma un piano regolatore che indichi qual’è il bene comune ci vuole. Ho stima del sindaco Giorgio Orsoni e so quanto le decisioni siano difficili da prendere in questa città, ma l’Amministrazione deve essere responsabilizzata a trovare una soluzione perché dubito ci sia chi abbia voglia di finanziare una nuova Disneyland.”

Alice Bianco

05/12/2013

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