Bambina morta a 8 mesi, indagati i genitori. Padre uccide figlia di 2 anni a coltellate. Cosa sta succedendo?

ultimo aggiornamento: 23/06/2019 ore 17:09

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Bambina morta a 8 mesi, indagati i genitori. Padre uccide figlia di 2 anni a coltellate. Cosa sta succedendo?

Non abbiamo neanche fatto in tempo a riprenderci dalle ultime tragedie raccontate dai Tg che arrivano altre notizie delittuose. Bambini uccisi da chi sta loro vicino, da chi dovrebbe proteggerli. Due in un giorno. Cosa sta succedendo?

Non trovando risposte sensate a queste domande, alcuni si aggrappano al fanta-ambiente: “l’inquinamento”, oppure “Campi elettromagnetici dei telefonini”, oppure: “l’alimentazione, quello che ci fanno mangiare”. Altri forse ci si avvicinano pure: “le droghe ti friggono il cervello”.

Ma nessuno sa e può dare una risposta a queste tragedie che una volta erano rarissimi, mentre invece oggi sembrano accadere sempre di più.

La bambina di otto mesi di Salerno.

Ieri a San’Egidio del Monte Albino (Salerno) è morta una piccola di pochi mesi, otto tra pochi giorni. Indagati per omicidio i genitori: un atto dovuto, spiegano gli inquirenti, per fare tutti gli esami necessari, in primis l’autopsia.

S’indaga, dunque, per far luce sulla morte della piccola. Sul suo corpo sono stati trovati lividi, escoriazioni simili a bruciature, lesioni.

E’ arrivata nel cuore della notte all’ospedale di Nocera Inferiore, intorno alle 3.30, ma nessuno ha potuto fare nulla: era già morta.

Era una famiglia piena zeppa di problemi quella della piccola. Il papà, diversi precedenti a suo carico, aveva lasciato poco tempo fa una comunità di recupero per tossicodipendenti. Era tornato nel Salernitano, dove viveva insieme con la moglie, la piccola ed un altro bimbo di due anni.

Per questo la Procura di Nocera Inferiore aveva dato mandato al Comune di Sant’Egidio di ‘monitorare’ la famiglia per due mesi.

Ed ora tra le diverse cose da capire c’è anche questa: se i servizi sociali si fossero resi conto che, come raccontano i vicini, i due genitori spesso litigavano, che la donna venisse picchiata. Violenze che però, dice più volte il sindaco, non hanno mai trovato conferma in una denuncia presentata né dalla donna né da qualche familiare.

La piccola aveva un problema di salute, agli arti superiori e questo, dicono sempre i vicini, la faceva piangere spesso. “Al momento a carico dei genitori non c’è alcun provvedimento di fermo – spiega il loro legale, Ilaria Ruocco – sono in commissariato solo per chiarire cosa è successo”.

Al commissariato di Polizia di Nocera Inferiore, sono stati sentiti anche gli assistenti sociali, i parenti dei coniugi. Si confrontano le versioni e si analizzano le eventuali discordanze. Lunedì sarà effettuata l’autopsia.

Lì dove la piccola viveva, sui gradini di casa, qualcuno ha messo un fascio di fiori bianchi. La vicina di casa mostra sul cellulare una sua foto: “Hai visto che occhi azzurri che aveva? Era una bambola”. La scorsa notte, racconta, “non ho sentito urla, mi sono svegliata con l’arrivo dell’ambulanza, ho sentito solo questo”.

Ma altre volte le liti le ha sentite. Nei negozi, in zona, in tanti lo ammettono: “Sì lo sapevamo, lo sapevamo tutti che vivevano una situazione difficile ma non credevamo che si arrivasse a questo”. “Non siamo stati vigliacchi – aggiungono – sapevamo che erano seguiti dai servizi sociali, che erano monitorati e pensavamo che la situazione fosse sotto controllo”.

Ed invece qualcosa in quella famiglia non ha funzionato e ora una bambina di otto mesi è morta. “Sì qualcosa non ha funzionato e dobbiamo capire cosa”, ammette il sindaco.

La bambina di due anni uccisa dal padre a Cremona a coltellate.
Neanche il tempo di assimilare tale tragedia raccontata dal Tg che arriva un’altra notizia devastante.

I soccorritori dell’ambulanza, chiamata dalla padrona di casa, sono arrivati in un’abitazione di via Massarotti, a poche decine di metri dal tribunale, in pieno centro di Cremona, ed hanno chiesto subito l’intervento dei carabinieri.

La scena era devastante e drammaticamente chiara allo stesso tempo: una bambina di due anni morta, colpita da più coltellate, per lei nulla da fare; accanto il padre, Jacob Danho Kouao, un operaio di 27 anni, della Costa d’Avorio, agonizzante per una coltellata al ventre e altre meno gravi.

Una sorta di harakiri che l’ha portato in ospedale dove le sue condizioni sono ora valutate molto gravi, mentre è piantonato dai carabinieri. Il 27enne è in pericolo di vita, dopo aver tentato il suicidio con quello stesso coltello maledetto.

L’ipotesi delle prime ore, che pare ormai certezza, è che l’uomo abbia accoltellato la figlia Gloria che gli era stata affidata per qualche ora. Per questo i carabinieri lo hanno arrestato per
omicidio volontario.

In via Massarotti, in una casa di ringhiera, secondo quanto raccontato dai vicini, viveva da poco più di un mese. Con la moglie, anch’ella ivoriana, erano in corso le pratiche di separazione. E forse proprio questa situazione ha sconvolto il 27enne portandolo ad uccidere la figlia per poi tentare il suicidio.

Sembra che la donna, 34 anni, viva ora in una casa protetta in quanto il rapporto tra i due era burrascoso ma non risultano condanne o provvedimenti a carico dell’uomo.

Resta da capire per quale ragione la bambina fosse col padre. Sarebbe stato lo stesso ivoriano a chiamare la padrona di casa, con la quale aveva stipulato un contratto d’affitto regolare: “Sto male, chiami il 118”.

Un vicino ha riferito di aver sentito dei pianti nel pomeriggio, ma nessuno, nella corte, salvo la proprietaria, conosceva l’uomo che ora è piantonato in ospedale dai carabinieri, in attesa si poter essere interrogato dal pm di Cremona.

Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

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