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mercoledì 28 Luglio 2021

Auguri Venezia! Compleanno speciale: 1.600 anni di storia

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Auguri Venezia: 1.600 anni e non sentirli.
Iniziano oggi, convenzionalmente, le celebrazioni per i 1.600 anni della città. La leggenda fa risalire a quell’epoca, infatti, la posa della prima pietra della chiesa di San Giacomo di Rialto (San Giacometto): era il 25 marzo del 421. In realtà gli storici non concordano su una data esatta, perché quel periodo fu segnato dall’evoluzione di continui flussi migratori, dagli insediamenti dei primi aitanti negli isolotti della laguna ai quali si aggiunse l’arrivo dei veneti che fuggivano dalla terraferma dai primi assalti dei barbari. Oggi però iniziano le celebrazioni, che dureranno fino al 2022, per la fondazione della città di Venezia.
Alle 11, in concomitanza con l’Annunciazione, nella Basilica di San Marco il Patriarca Francesco Moraglia celebrerà una messa che, date le regole anti-Covid in vigore, sarà trasmessa in diretta televisiva attraverso il network ‘Antenna 3’ e il profilo Facebook di ‘Gente Veneta’.
Nel pomeriggio, alle 16, tutte le chiese del patriarcato sono state invitate a suonare le campane a distesa. Alle ore 18.30 sarà invece la Rai a tributare un omaggio alla Città lagunare, mandando in onda su Rai 2 uno speciale dedicato a Venezia con il quale, attraverso immagini e musica, si racconteranno i 16 secoli di storia della Serenissima, con uno sguardo al futuro.

Oggi, inoltre, al termine della messa in Basilica, intorno alle 12.30, verrà predisposto un punto stampa con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che si terrà all’interno del cortile di Palazzo Ducale con ingresso dalla Porta della Carta alle ore 12.15. Molti i temi sul tappeto da inquadrare in uno sfondo di sciagure che hanno colpito la città e che durano incessantemente da novembre 2019 (acqua granda), terminando con i consueti propositi di rilancio del sindaco che, com’è nella sua natura, continuerà a sottolineare i segnali di grande crescita per il prossimo futuro.
Agli auguri si è unito anche il presidente della regione veneto, Luca Zaia.
“L’anniversario che cade questo 25 marzo è una festa che certamente riguarda la città, ma non solo: 1.600 anni fa, con la costruzione della prima chiesa a Rialto, si delineava la nostra identità, quella della gente che vive e lavora nella nostra Regione”.
“Venezia è una realtà storica universale, testimoniata nell’eccezionale patrimonio culturale, architettonico e artistico che conserviamo ma anche per altro. Lo è per la memoria di buon governo del primo ordinamento repubblicano moderno; il primo paese a scambiare relazioni con gli Stati Uniti neonati, come simbolo di un’efficienza dello Stato che attraversò i secoli e si conciliò con le comunità locali, motore di una realtà cosmopolita dove nessuno si sentiva straniero se rispettava la legge e il vivere civile”.

Il presidente regionale cita fra l’altro la genesi del saluto veneziano “ciao”, e “il carattere che rappresenta dovunque l’era digitale: ‘@’, già usato dai mercanti della Serenissima per indicare la misura in ‘anfore'”. “La stessa pandemia che da oltre un anno stiamo attraversando – aggiunge Zaia – ha sottolineato come molte intuizioni operative potessero derivare dalla gestione di antiche epidemie come ad esempio terribili pestilenze che sconvolsero l’Europa nel ‘300, ‘500 e ‘600 che Venezia affrontò in modo responsabile e, per l’epoca, avveniristico”.
Secondo Zaia, quindi, “celebrare i 1600 anni di Venezia soltanto per commemorare un passato glorioso ma senza attribuirgli alcuna prospettiva per il futuro significa scegliere di relegare la nostra identità veneta in una sorta di ‘riserva indiana’ dove ritrovare sempre i nostri valori ma slegati dalla vita che ogni giorno i cittadini del Veneto conducono. Una prospettiva – prosegue – che non è quella inseguita dai Veneti che nel 2017, con un referendum plebiscitario, hanno invocato la via dell’autonomia. Una scelta che non è stata contro nessuno, che è totale assunzione di responsabilità nel rispetto del contesto nazionale ed è la prova di quanto una storia secolare come quella Serenissima possa essere ancora propulsiva a beneficio di tutti”, conclude.

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