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L’ultramaratoneta veneziano Andrea Marcato ha scritto un nuovo capitolo nella storia dello sport estremo. Mercoledì 15 ottobre 2025, a New York, il quarantatreenne ha conquistato per la sesta volta consecutiva la Sri Chinmoy Self-Transcendence 3,100 Mile Race, la corsa podistica certificata più lunga al mondo: 3100 miglia, circa 5000 chilometri. Marcato ha tagliato il traguardo in 46 giorni, 16 ore, 19 minuti e 8 secondi, stabilendo così un primato senza precedenti nella storia di questa disciplina.
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Scopri come fare
Dopo una breve cerimonia di premiazione, l’atleta non si è fermato: ha continuato a correre fino a mezzanotte, l’orario di chiusura quotidiano della gara, per poi riprendere alle sei del mattino seguente. Il giorno dopo ha completato il traguardo simbolico dei 5000 chilometri in 47 giorni, 1 ora, 17 minuti e 1 secondo. Un’impresa che, per intensità e costanza, ha pochi eguali nello sport mondiale.
Originario di Lughetto di Campagna Lupia, una piccola frazione veneziana, Marcato ha mantenuto durante la corsa una media impressionante di 107 chilometri al giorno, equivalenti a quasi due maratone quotidiane. Un ritmo disumano, reso possibile da un equilibrio tra preparazione fisica e disciplina mentale.
Alla cerimonia d’arrivo, Marcato ha dedicato la vittoria al fondatore della gara, Sri Chinmoy, maestro spirituale e promotore della filosofia dell’autotrascendenza: “Questo traguardo non è tanto il risultato della mia capacità, quanto del sostegno e delle benedizioni di Sri Chinmoy. Lui credeva nell’unione tra materia e spirito, nella meditazione e nello sport come vie per diventare persone migliori. L’ho incontrato solo due o tre volte, ma ha cambiato la mia vita. Da allora continuo a praticare la meditazione e a unire lo sport al cammino interiore.”
Una leggenda vivente dell’ultrarunning
Il direttore della corsa, Sahishnu Szcsesiul, ha sottolineato l’eccezionalità del risultato: “Andrea Marcato è il sesto finalista di tutti i tempi. Non è mai successo prima che qualcuno vincesse sei volte di fila una gara del genere. È estremamente difficile ottenere sei vittorie consecutive in qualsiasi disciplina. Andrea è incredibile, e anche in altri sport dimostra talento e dedizione. Con il sorriso ha corso fino a mezzanotte ogni giorno. Gli siamo profondamente grati.”
Durante la gara, disputata su un circuito di appena 0,5488 miglia (poco meno di 900 metri) intorno alla Thomas A. Edison Technical and Career High School nel quartiere di Queens, Marcato ha completato l’equivalente di 118 maratone consecutive, utilizzando nove paia di scarpe da corsa.
Vegetariano e attento alla salute, ha seguito una dieta alcalina per sostenere le circa 10.000 calorie quotidiane necessarie: avocado, anguria, mandarini, cereali integrali, quinoa, grano saraceno, verdure al vapore e oli di oliva e cocco. Per evitare la disidratazione, ha bevuto acqua filtrata e acqua di cocco, perdendo comunque dieci chilogrammi durante la competizione.
Un atleta, un ricercatore dell’anima
Oltre ad essere un atleta d’élite, Andrea Marcato lavora a Zurigo per Soyana – The Secret of Perfection Flames, azienda svizzera che dal 1982 produce alimenti biologici e vegani. L’atleta veneziano integra il suo allenamento con la meditazione quotidiana: “Questa pratica mi dona pace della mente e mi aiuta a rimanere concentrato in gara. L’autotrascendenza non è solo fisica, è soprattutto mentale e spirituale.”
Con il tempo realizzato, Marcato si conferma il terzo atleta più veloce della storia a completare la 3100 Mile Race. Ma, nonostante il record, guarda già avanti: “Nel 2025 ho corso oltre 10.000 chilometri tra allenamenti e gare. Più di quanto mio padre percorre in macchina in un anno. Questo però ha reso la corsa di quest’anno più difficile. Spero di migliorare l’anno prossimo, con più riposo e una preparazione più equilibrata. Voglio superare i miei limiti, sempre.”
Il Monte Everest della corsa
La Sri Chinmoy 3100 Mile Race, giunta alla sua 29ª edizione, si svolge ogni anno tra fine agosto e ottobre. I corridori hanno 52 giorni per completare il percorso, correndo dalle sei del mattino a mezzanotte. Devono coprire una media giornaliera di 59,6 miglia (quasi 96 km), l’equivalente di oltre due maratone.
Non a caso, la competizione è definita “il Monte Everest dell’ultrarunning”. Dal 1997 a oggi solo 60 corridori sono riusciti a tagliare il traguardo, mentre oltre 7.000 alpinisti hanno scalato l’Everest nello stesso periodo. Quest’anno in gara ci sono dieci atleti da tutto il mondo — otto uomini e due donne — provenienti da Stati Uniti, Nuova Zelanda, Romania, Russia, Cina, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Tra loro, anche Daniela Bojila, rumena residente a Padova, che sta completando la corsa per la prima volta: sarà l’undicesima donna in 29 edizioni a riuscirci.
L’eredità di Sri Chinmoy
Sri Chinmoy, il fondatore della gara, nacque nel 1931 e dedicò la sua vita a promuovere la pace interiore attraverso l’arte, la musica, la meditazione e lo sport. Le sue parole riecheggiano ancora tra i partecipanti: “L’autotrascendenza è l’unica cosa di cui un essere umano ha bisogno per essere veramente felice. Queste gare aiutano i corridori, anche se esteriormente affrontano molte difficoltà. Alla fine sentono di aver realizzato qualcosa di molto significativo.”
Per Marcato, il messaggio del maestro resta la guida del suo percorso sportivo e personale: “Al di là della prestazione, per me è importante diventare un essere umano migliore. L’autotrascendenza significa superare i propri limiti, fare del proprio meglio e trasformare le difficoltà in opportunità. È lì che avviene la magia, è lì che si cresce. Ogni mattina medito per 15-20 minuti, poi mi alleno. La preghiera, la meditazione e lo sport insieme aiutano a evolversi come persone.”
Con sei vittorie consecutive e un esempio di disciplina e spiritualità, Andrea Marcato non è solo un atleta di straordinario talento: è un simbolo di come la corsa possa diventare un cammino di conoscenza, un ponte tra il corpo e l’anima. E il suo passo instancabile a New York continua a ispirare chiunque creda che i limiti esistano solo per essere superati.