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Una violenta aggressione si è verificata nel pomeriggio di venerdì nelle acque di Murano, dove il pilota di un motoscafo Actv è stato colpito da due uomini al termine di un inseguimento tra imbarcazioni. L’episodio, avvenuto intorno alle 17 nei pressi della fermata Venier, ha destato grande preoccupazione tra i lavoratori del trasporto pubblico e nell’intera comunità veneziana. Il dipendente, cinquantenne, ha riportato contusioni e una costola scheggiata, con una prognosi di circa venti giorni.
Secondo la ricostruzione del Nucleo natanti dei carabinieri, tutto avrebbe avuto inizio poco prima, quando due uomini a bordo di un barchino avrebbero accusato il pilota Actv di aver creato un’onda troppo alta, che avrebbe messo in difficoltà la loro imbarcazione. Da lì sarebbe partito un inseguimento attraverso il canale, fino all’approdo di Murano Venier. Il barchino, dopo aver superato il vaporetto, si è fermato davanti alla banchina. I due, descritti come trentenni di corporatura robusta, sono saliti rapidamente a bordo del mezzo pubblico e si sono diretti verso la cabina di comando.
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Scopri come fare
Secondo le testimonianze dei passeggeri, l’aggressione è stata fulminea. I due uomini hanno colpito il pilota con pugni e calci, facendolo cadere a terra e continuando a infierire anche quando era a terra. Solo l’intervento del marinaio, che ha tentato di fermarli e ha chiamato i soccorsi, ha messo fine alla violenza. Subito dopo, gli aggressori sono risaliti sul loro barchino e sono fuggiti a grande velocità.
Il personale sanitario del Suem è intervenuto poco dopo e ha trasportato il ferito all’ospedale civile di Venezia, dove i medici hanno riscontrato varie contusioni ed ematomi. Nonostante le ferite, il pilota, ancora scosso, si è presentato il giorno seguente in caserma per formalizzare la denuncia.
Le indagini dei carabinieri si sono concentrate sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che hanno ripreso l’inseguimento e la fuga del barchino. Grazie ai filmati e alle testimonianze raccolte, i due responsabili sarebbero già stati rapidamente identificati e denunciati.
Actv ha espresso ferma condanna per l’aggressione e solidarietà al proprio dipendente. Duro anche il commento delle organizzazioni sindacali. Secondo le sigle, l’episodio mette nuovamente in evidenza la necessità di migliorare la sicurezza a bordo dei mezzi, anche attraverso l’installazione di telecamere e la presenza di pattuglie di supporto nelle tratte più frequentate.
Il Comune di Venezia e la società Avm-Actv hanno ribadito il loro impegno per garantire la sicurezza dei dipendenti e dei passeggeri, in collaborazione con le forze dell’ordine. L’obiettivo, sottolineano, è evitare che episodi come quello di venerdì possano ripetersi, restituendo al personale e ai cittadini la serenità necessaria per vivere e lavorare in laguna.
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@Lettera Firmata…Lei dichiara: “Chi conosce Murano sa che certi rancori covano sotto la superficie…”
Una frase che lascia spazio a interpretazioni:
– A Murano sono delinquenti?
– Oppure Lei sa qualcosa di più? Se si dovrebbe depositarlo alle forse dell’ordine
Anche perchè al mondo d’oggi si è visto più volte che molte persone perdono il lume della ragione per cose banali.
PS: Ovviamente solidarietà al dipendente aggredito
Gentile Veritas,
A Murano non sono delinquenti, e non ho mai scritto né pensato questo. La mia frase — “certi rancori covano sotto la superficie” — non è un’accusa, ma un’osservazione sul tessuto umano di un’isola piccola, dove le tensioni talvolta si sedimentano e poi riemergono in modi che sorprendono anche chi li vive.
So che può sembrare banale che tutto sia nato da un’onda, ma chi conosce certi contesti sa che spesso non è l’onda in sé, ma ciò che essa simbolicamente smuove. E sì, pare che il capitano sia sceso lui stesso per affrontare, segno che qualcosa bolliva già prima.
Non ho informazioni da consegnare alle forze dell’ordine, né insinuazioni da fare. Solo il desiderio di invitare a guardare oltre l’apparenza, perché la sicurezza — come ho scritto — non si garantisce solo con le telecamere, ma anche con la capacità di leggere i segnali prima che diventino pugni.
Solidarietà piena al dipendente aggredito. Ma anche alla comunità, che merita di essere compresa, non etichettata.
Temo che non sia stata solo “l’onda troppo alta” a scatenare l’aggressione. Chi conosce Murano sa che certi rancori covano sotto la superficie, e che quando esplodono non lo fanno per una semplice increspatura d’acqua. Un inseguimento, un’aggressione fulminea, una fuga: tutto troppo rapido, troppo mirato, troppo personale. C’è altro che emergerà, ne sono certo. E quando lo farà, forse capiremo che la sicurezza non si garantisce solo con le telecamere, ma con la capacità di leggere i segnali prima che diventino pugni.