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giovedì 24 Giugno 2021

Agente di Polizia Penitenziaria morta a Dorsoduro: una disgrazia a tinte gialle

HomeLa disgraziaAgente di Polizia Penitenziaria morta a Dorsoduro: una disgrazia a tinte gialle

Tutto verrà chiarito o confermato dall'autopsia che si svolgerà giovedì. Al momento pare confermata la diagnosi di decesso per soffocamento.

Agente di Polizia Penitenziaria morta a Dorsoduro, a Venezia: un decesso dovuto ad una disgrazia, ad un incidente, come pare essere ormai ritenuto, con dei risvolti colorati che possono parere di colore giallo però. Vale a dire che non tutti gli aspetti legati al meccanismo del decesso sono ancora semplici da spiegare.
Intanto una prima informazione diffusa preliminarmente va subito smentita: la povera donna non sarebbe stata rinvenuta senza vita nel mobile contenitore del letto come in un primo momento erroneamente diffuso.
Il primo ad arrivare nella casa dopo la chiamata di soccorso della figlia è stato il personale sanitario del Suem di Venezia ed essi avrebbero confermato di aver trovato la donna sul pavimento. A fianco del letto ma stesa a terra.
Il medico legale intervenuto sul posto, inoltre, non avrebbe avuto dubbi nella sua ipotesi preliminare: incidente.
L’agente di Polizia Penitenziaria (prestava servizio al carcere femminile della Giudecca), inoltre,

non avrebbe mostrato segni di aggressione o quelli tipici per difesa secondo la prima ispezione. L’esame stesso dell’ambiente, infine, non ha rivelato alcun dettaglio di quelli che tipicamente si riscontrano in caso di aggressione o di lotta per difesa.
Dovrà quindi essere l’autopsia a spiegare i dettagli non ancora confermati: se sarà certificato il soffocamento per la povera 56enne, occorrerà anche confermare la logica della dinamica dell’incidente che ha portato all’asfissia. L’esame autoptico che si terrà giovedì, inoltre, potrà spiegare anche la presenza di qualche altro segno sul corpo che non sarebbe correlato alla disgrazia.
L’opinione prevalente è comunque che si sia trattato di un incidente domestico. Un terribile, tragico, incidente domestico.
Nessun

sospettato al momento dunque, se non quel letto-killer.
Quel letto il cui materasso sarebbe stato troppo pesante per l’esile corpo della sfortunata poliziotta. Quel letto forse dotato di un meccanismo difettoso.
Quel letto che, a causa del peso del materasso, si sarebbe trasformato in una trappola mortale.

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