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Acqua colorata di verde a Venezia: lo sversamento da una barca della Vogalonga?

Acqua colorata di verde a Venezia: questa l’incredibile sorpresa che ha accolto residenti e turisti nel giorno della Vogalonga, lasciando tutti a chiedersi chi potesse essere il responsabile di un gesto così audace e sconsiderato. Nel cuore della città, poco lontano dal Ponte di Rialto, è stata infatti scoperta una macchia di colore verde fluorescente […]

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Acqua colorata di verde a Venezia: questa l’incredibile sorpresa che ha accolto residenti e turisti nel giorno della Vogalonga, lasciando tutti a chiedersi chi potesse essere il responsabile di un gesto così audace e sconsiderato. Nel cuore della città, poco lontano dal Ponte di Rialto, è stata infatti scoperta una macchia di colore verde fluorescente che ha immediatamente generato ipotesi speculative sulle cause e sui motivi di questo insolito evento.
Cittadini residenti hanno segnalato il fatto alle autorità locali intorno alle 9:30 e, per tutto il resto della giornata, si è rimasti in attesa, analogamente ad altre azioni simili compiute in passato, di rivendicazioni da parte di un gruppo o individuo.

La città lagunare di Venezia, già affollata di turisti come ogni domenica, stava vivendo un ulteriore afflusso a causa dell’evento sportivo “Vogalonga”. La regata non competitiva ha visto quasi 2.000 barche a remi attraversare la Laguna e si è svolta regolarmente senza incidenti, sfiorando dunque anche la strana macchia verde fluorescente.

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Scopri come fare

Oltre alla curiosità generata dallo spettacolo insolito dell’acqua ‘fluo’, è stata immediatamente avviata un’indagine per individuare i responsabili e accertare se il liquido versato potesse essere tossico o comunque dannoso per l’ambiente lagunare.
Il Prefetto Michele Di Bari ha convocato una riunione urgente in Questura, alla quale hanno partecipato le forze dell’ordine, la polizia locale, i vigili del fuoco e l’Agenzia regionale per l’ambiente.

Sono stati eseguiti campionamenti dell’acqua per determinare la natura del liquido verde. I primi dati indicano che si tratta di una sostanza chiamata “fluorescina”, un tracciante innocuo comunemente utilizzato per identificare perdite d’acqua nelle tubature o negli scarichi urbani. Questo suggerisce che non ci sia alcun pericolo per la salute pubblica.
Resta l’interrogativo sulla mano che ha sversato il composto: è stato un incidente o un atto volontario?

Secondo indiscrezioni, l’esame delle telecamere della rete di sorveglianza non sarebbe stato in grado di individuare soggetti mentre compiono l’atto, ad esempio dalle rive più prossime alla chiazza. E’ emersa quindi un’ipotesi secondo la quale il gesto potrebbe essere stato compiuto da una barca di passaggio che partecipava alla Vogalonga. Un’altra ipotesi, invece, più “tecnica”, descrive un racconto del prodotto usato per scopi idraulici, poi finito per scaricarsi nelle acque del canale. Ma quanti saranno stati gli idraulici impegnati in lavori di domenica mattina alle 9?
In ogni caso, proprio l’esame dei frame dei filmati sovrapposti alla cronologia della progressione dei secondi e di come si è espansa la chiazza, può contenere la risposta della domanda più importante rimasta sospesa.

Sul fatto, intanto, nessun commento da parte del sindaco di Venezia. Ha invece parlato il presidente del Veneto, Luca Zaia: “Nessun pericolo di inquinamento dalla chiazza verde fluorescente apparsa a Venezia, ma “è il rischio emulazione che più mi preoccupa”. Sono le parole all’ANSA del presidente. “Venezia, come altri luoghi simbolo del Veneto – ha spiegato Zaia – hanno una tale visibilità che gesti come quello di oggi potrebbero diventare la vetrina per sempre più ‘personaggi’ in cerca di clamore. Bene ha fatto la Prefettura a convocare immediatamente una riunione d’urgenza, mettendo attorno ad un tavolo le varie forze dell’ordine. Serviva un primo segnale compatto di risposta, ora attendiamo le indagini per capire meglio quello che è accaduto”.

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Zaia ha riferito che “i tecnici dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente, l’Arpav, hanno prelevato l’acqua colorata effettuando dalla tarda mattina le prime analisi. Il liquido verde sembra essere un composto organico colorante utilizzato per ispezioni idriche o in speleologia. Se verrà confermato potremo tirare un sospiro di sollievo: questi composti si usano solitamente anche nelle falde, senza alcun pericolo per la salute umana. Resta il fatto che purtroppo Venezia è diventata palcoscenico di azioni ben sopra le righe: servono risposte adeguate e forti. Dobbiamo tutelare la città, i beni monumentali, il diritto di tutti – ha concluso – di poter godere delle bellezze storiche senza sfregi di singoli scalmanati”.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Servirebbe una nuova ondata di covid, ma questa volta una di quelle di quelle con i fiocchi, tutti chiusi a casa a tempo indeterminato come piace alla sinistra, tutti i negozi chiusi, niente bar o ristoranti aperti. Forse il colore verde è la bile degli ambientalisti e delle cassandre che non funziona, la menta piperita è il rimedio in caso di coliche biliari, in particolare l’assunzione di olio essenziale sembra essere il più indicato, è in grado di sciogliere la bile evitando la formazione di calcoli. Shylock the first

  2. “La città lagunare di Venezia, già affollata di turisti come ogni domenica”, NO COME OGNI GIORNO ! Sono ovunque, in gruppi compatti o sciolti, ma non si spostano nemmeno con le cannonate. Non è turismo, è invasione. NUMERO CHIUSO SUBITO.

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