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Acqua alta del 12/11/2019: cronaca di una notte da incubo a Venezia

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Acqua alta del 12/11/2019: cronaca di una notte da incubo a Venezia

Imbarcazioni affondate, vaporetti e gondole che finiscono sui ponti e sulle rive. La via Garibaldi coperta dall’acqua, con una corrente tale da sembrare un fiume in piena. Le persone non riescono a spostarsi.

Una marea che investe tutto, con raffiche di vento a 100 chilometri orari. L’imbarcadero dei Giardini che si stacca, le vetrine della Cassa di Risparmio che vanno in frantumi, un chioschetto che prende fuoco. Plateatici distrutti in tutta la città, lampioni e alberi che cadono, a Sant’Elena sembra passata una tromba d’aria.

E poi la luce che salta in alcune zone, black-out in Rio Marin, Santa Margherita San Basilio, le previsioni che da 155 vanno al rialzo fino a 190 centimetri. E’ la cronaca di una notte di paura a Venezia sulle note di una sirena dell’acqua alta che continuava a suonare.

Tutti i soccorsi sono in acqua, mentre sulle strade si urla di paura: è tornata l’acqua granda, la più alta di sempre. Invece è la seconda, che arriva a 187 centimetri sul medio mare, mentre quella storica del 1966 è arrivata 194 centimetri. Ma ci si è andati vicini. Troppo vicini. Per alcune ore le informazioni arrivano a singhiozzo: le isole sono allagate, Torcello va sotto di mezzo metro, si pensa di evacuare Pellestrina, dove notizie parlano di due persone rimaste uccise di cui una morta fulminata.

Ma anche Lido e Malamocco non se la passano bene, alla Giudecca è pericoloso camminare perché la marea è così alta che rischia di trascinare la gente dalla fondamenta nel canale.

Per il forte vento si stacca l’imbarcadero Actv dei Giardini e dentro c’è un uomo, che scivola e si ferisce ad una gamba. Resta isolato sul pontone che galleggia in mezzo al Canale, chiama aiuto, e fortunatamente in quel momento passa una barca.

Non una barca qualsiasi, ma il motoscafo del sindaco Luigi Brugnaro che in quel momento attraversava la zona e si ferma a soccorrerlo. Sono attimi di paura a Venezia, paura che domani si tradurrà nella conta dei danni. Perché la marea poi pian piano si ritira e lascia ovunque macerie e detriti.

Oltre a barche, taxi, vaporetti e gondole sulle fondamenta e sui ponti. Danni ingenti per i quali il sindaco ha già annunciato, ieri sera da Piazza San Marco, lo stato di calamità per la città d’acqua e la richiesta al governo di “Partecipare e capire a che livello è l’organizzazione del Mose – ha detto Brugnaro – perché qui si rischia davvero di non farcela più”.

Parole che pesano come macigni e anticipano la notizia che le scuole resteranno chiuse per tutto il centro storico di Venezia. Anche perché al mattino è atteso un altro “picco” di acqua alta e come annunciano le previsioni la marea si manterrà su valori eccezionali.

Le foto giunte in redazione mostrano tutto il disastro di una notte da incubo. L’ultima mostra la fondamenta delle Zattere e il posto vuoto che prima era occupato dall’edicola, ora trascinata via dalla corrente. (foto sotto)

acqua alta venezia 12-11-2019 edicola zattere sparita ns 620

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Redazione
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. La natura fà il suo corso, ben supportata da noi umani himè. Ma il mose oltre ad uno scandalo e un pozzo senza fondo, è anche una grande figura di m…..a fatta di fronte al mondo. Non siamo in grado di farlo funzioonare, o non lo vogliamo? bene, allora figura di m…..a in più fra le tantissime collelzionate, affidiamo a gente seria, capace e tecnicamente preparata a dare risultati certi e rapidi, questa città che è si nostra, veneta, italiana, ma anche mondiale. I fondi sicuramente saranno garantiti, molti e seriamente controllati esternamente, così almeno per un pò di anni la risparmieremo dalla sua scomparsa, anche siamo già sulla buona strada.
    Saluti a tutti, furchè i soliti.

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