Il professore dell’Accademia di Belle arti di Venezia Ludovico Lipparini e l’indipendenza della Grecia. Di Apostolos Apostolou

52

accademia belle arti venezia lipparini

La guerra per l’indipendenza della Grecia inizia nel 1821. Dopo 4 secoli i Greci, cioè la popolazione della Grecia iniziò ad armarsi contro turchi. Non c’è nessun dubbio che i greci avessero voluto la loro libertà fin dall’inizio del dominio turco, ma è solo nel diciottesimo secolo che tale desiderio diventa un programma organizzato.

La lotta greca contro l’impero ottomano è stata l’unica tra le altre rivoluzioni del 1820/21/22/23, che si conclude con un clamoroso successo. Molti politici, artisti, scrittori, in Europa avevano visto la lotta della Grecia con grande entusiasmo. Così nacque il movimento di filoellenismo.

Il filoellenismo, uno dei movimenti di opinione più rilevanti di quegli anni, (nell’Europa romantica dell’inizio del 19° sec) fu uno dei fattori di stimolo e di coordinamento internazionali del liberalismo.
Comitati filoellinici sorsero nelle maggiori città europee e in America e organizzarono l’invio di soccorsi e volontari.
Il movimento filloellenismo cercò di favorire i Greci in lotta per ottenere l’indipendenza del dominio ottomano.

Molti pittori del movimento di filoellenismo avevano ispirato la guerra per l’indipendenza greca, come Louis Dupre, Ary Scheffer, Thomans Phillips, Delacroix, Ary Scheffer, Karl Krazeisen, Peter von Hess, Adam Friedel, Francois-Emile de Lansac, Dupre, Ambroise Louis Garneray e naturalmente Ludovico Lipparini.

Ludovico Lipparini nacque a Bologna (1800) e trasferitosi a Venezia iniziò a studiare con L. Cozza. Si perfezionò all’Accademia di belle arti con T. Matteini. Nel 1824 sposò a Venezia la pittrice Anna Rosa Manetti che aveva diciotto anni più di lui. T. Matteini lo indirizzò verso lo studio dei gessi greci e canoviani e la pratica del disegno. Cosi l’amore di Ludovico Lipparini per la Grecia diventò grande. Nel 1831 in seguito alla scomparsa del cognato, ottenne la cattedra di elementi di figura all’Accademia di Venezia.

Il pittore Ludovico Lipparini ha accompagnato e descritto con la sua pittura l’indipendenza della Grecia. Per questo avemmo “il giuramento di Byron”. giuramento di Byron lipparini box
Nel 1823 Byron, persuaso dall’amico John Cam Hobhouse, aderì all’associazione londinese filoellenica a sostegno della guerra d’indipendenza greca contro l’Impero ottomano.

Byron visse in prima persona gli aspri contrasti fra i greci che lottavano contro la dominazione turca. Dopo qualche mese, nel gennaio 1824 si trasferì – chiamato dal patriota Alessandro Mavrocordato – a Missolungi, dove morì, forse in seguito a febbri reumatiche, il 19 aprile.

I personaggi dipinti hanno una presenza e una solidità che li fa assomigliare a eroi. Per esempio nell’opera di Ludovico Lipparini “tomba di Marco Botzaris” esposto a Venezia nel 1850.

Marco Botzaris, uno dei capi più eroici dell’indipendenza della Grecia, “l’aquila dei Sulioti” nella mischia cadde colpito alla fronte e morì accanto al fratello.
tomba di Marco Botzaris lipparini 600

Come scrive Costanza Marana: “Un altro dipinto incisivo è “La morte di Marco Botzaris” (1841) di Ludovico Lipparini (Bologna 1800-Venezia 1856). Questa tela intrisa dell’aspetto più munifico dell’eroismo romantico, raffigura l’adagio del corpo del valoroso combattente che ancora serba l’ardore dello spirito, ma che lentamente soccombe alla ferita e al dolore, circondato dai compagni. Lo sguardo ha ancora un sussulto vivido, sebbene si scorga il vitreo che se ne sta impadronendo. La posa, quasi estatica, risulta di maniera, come spesso nella pittura di storia, dove il focus rimane il cerimoniale dell’evento narrato.”

barca di greci lipparini boxUn’altra opera di Ludovico Lipparini è “Una barca di Greci”. La citta’ di Parga viene consegnata dall’ esercito inglese a Ali Pasha di Jannina, cosi i cittadini lasciano la patria.

Come scrive Luigi Carrer: “Una barca di Greci fuggitivi dall’isole loro natie, fatte preda, o prossime ad esser fatte, di Turchi, sempre duri all’oppressa nazione, inesorabili adesso, che la guerra commossa dal desiderio dell’indipendenza dilatasi in ogni parte con impeto e velocità poco meno che incredibili, ne si offre ritratta dal professore Ludovico Lipparini in un quadro, piccolo quanto alla dimensione, ma da non potersi dir tale quanto all’effetto che rende alla vista, e per essa all’immaginativa ed al cuore. Dietro la barca buon tratto son monti, e le cime con incerta apparenza sorgenti del lasciato paese; tutto intorno va il mare, che spesso vorace ad ingoiare navigli e speranze di troppo avidi e confidenti mortali, spesso anche, com’ora, è liberale del vastissimo seno a chi fugge insidie e persecuzioni non evitabili d’altra maniera.”

I dipinti storici di solito raffigurano un momento di una storia, un destino, un processo, però, con le opere di Ludovico Lipparini vediamo che il pittore non prende posizione di fronte alla storia; è la storia che prende posizione di fronte al pittore.

Apostolos Apostolou
Docente di filosofia.

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here