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A Venezia barche solidali (e molti taxi) contro l’obbligo di GP a bordo

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A Venezia le barche solidali trasportano gli isolani che non possono salire sui mezzi pubblici. “Aiutiamoci”, e una barca solidale parte dalla Palanca alla Giudecca e attraversa il Canale. Il porto sono le Zattere e i viaggiatori sono persone non vaccinate che non possono usufruire dei mezzi pubblici e che possono contare in un gesto spontaneo e provvidenziale da parte da chi li vuole aiutare.
La barca, a disposizione in due fasce orarie, al mattino e al pomeriggio, accoglie chi, diversamente, non potrebbe viaggiare sui mezzi pubblici per recarsi al lavoro, o in qualsiasi altro luogo perché privo di certificazione verde vaccinale.

L’emanazione del provvedimento governativo, scaturito a dicembre, alla luce dell’aumento significativo dei contagi, ha provocato numerose proteste da parte degli abitanti delle isole, tanto che si è fatta strada una deroga comunale, che però contempla solo gli studenti e chi si muove per esigenze di salute.
“Aiutiamoci”, ha indotto tante persone ad aderire all’iniziativa e già si possono prevedere un numero corposo di barche, che si muoveranno dalle isole, sfidando il vento e il freddo, per consentire la mobilità ai cittadini.

Ieri, all’Ospedale Civile di Venezia, si è vista una vera e propria processione di taxi privati (nella foto). Sono tutte persone che dovevano sottoporsi a visite o appuntamenti, che non potevano, evidentemente, prendere i mezzi.

“Aiutiamoci”, evocativo, il suo suono. È un appello cui molti cittadini si sono sentiti di aderire partecipando all’iniziativa del Comitato Libera Venexia e Veneziani Consapevoli, per consentire “a chi è discriminato e sequestrato”, come chiariscono in una nota gli organizzatori, di spostarsi, senza rischiare sanzioni e multe.

I volontari, con mascherina Ffp2, indossano un giubbotto di salvataggio arancione per essere riconoscibili e già le loro barche hanno sfidato le onde per soddisfare le tante e differenti esigenze. C’è chi voleva recarsi in cimitero, chi doveva andare a trovare i figli, chi dal Lido, da Torcello, Murano, Burano, Pellestrina, doveva raggiungere Venezia per motivi personali. Gli aderenti, nella loro generosa iniziativa, sperano in tanta partecipazione, in modo di poter garantire un servizio gratuito, sempre più esteso e di organizzare servizi con turni orari.

La rete di solidarietà ha fatto sì che tanti cittadini si siano messi a disposizione, c’è chi sottrae giorni alle proprie ferie per contribuire all’iniziativa, c’è chi offre la propria barca. Anche il Consorzio Venezia Taxi, s’impegna a trasportare a prezzi agevolati chi, da Murano deve raggiungere le Fondamente Nuove, previa raccomandazione di indossare la mascherina Ffp2. I taxi trasporteranno un massimo di nove persone, per motivi di sicurezza.

Le nuove regole in vigore in materia di green pass hanno causato disagi non indifferenti per la popolazione che vive nelle isole. Fino a pochi giorni fa, bastava il referto di un tampone negativo a consentire i collegamenti, a evitare l’isolamento. Ora invece ciò è appena sufficiente per i soli motivi di salute o di scuola.

Sono numerosi i sindaci che in Italia hanno manifestato serie preoccupazioni per questa evidente disparità di diritti, che non indurrà le persone a vaccinarsi ma che creerà disagio e tensione sociale.
C’è chi ritiene, anche tra i vaccinati, che il problema sia stato fino a ora ampiamente sottovalutato dal Governo, che pur comprensibilmente allarmato dalla crescita del contagio virale, e dall’aumento di ricoverati negli ospedali, ha rivelato una distanza evidente sulle necessità quotidiane dei cittadini e sulle problematiche territoriali di chi, ad esempio, non dispone di mezzi di trasporto alternativi.

L’ultimo Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale rappresenta, secondo l’Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) “una netta disparità di trattamento per noi cittadini che viviamo nelle isole”. Gli abitanti delle isole della laguna non vaccinati, contavano sull’efficienza del tampone, che, se fosse stato scelto, come modalità preventiva (e distensiva), avrebbe potuto svilupparsi aumentando, nelle isole stesse i punti di riferimento e di appoggio.

Oggi i volontari cercano di agevolare i collegamenti. Ma fino a quando può durare questa situazione? Saranno pochi o tanti, o nessuno, quelli che aderiranno alla vaccinazione dopo la restrizione muscolare?
Sono interrogativi leciti che attraversano i pensieri di ognuno di noi, che teme l’insorgenza di un nuovo virus fatto di distanza, incomunicabilità e sfiducia, che già si rileva dai toni e dalle parole divisive che poco possono interagire in termini di solidarietà.

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

11 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Ringrazio con la redazione, tutte le persone che hanno avuto la gentilezza di scrivermi,
    è vero che la pandemia ha rivelato aspetti inediti. Lorenzo ci ha ricordato che la solidarietà non sempre si muove con gli stessi ritmi ad esempio manifestati da chi si è offerto di trasportare le persone con le proprie barche..
    E’ vero che questa pandemia e i vaccini in particolare hanno creato la nascita di gruppi differenti, diversamente motivati in merito all’infezione e alla inoculazione. Energie attive che prima di questo biennio tormentato, sembravano sopite.
    In fondo, quando a muoverci è la paura della malattia, dell’incognito, per noi e per i nostri cari, ci muoviamo e prendiamo parola, scegliamo, ci raggruppiamo compatti.
    Lorenzo mi ha ricordato che queste energie potrebbero essere spese anche per chi non conosciamo, per chi vive profondi disagi, fisici e psicologici, povertà e emarginazione. Qualcuno ha detto e scritto che questa pandemia ci renderà migliori. Vorrei, con voi, che fosse davvero così ma so già che siamo in un tempo di attesa. Vi ringrazio davvero.
    Andreina

  2. Le norme restrittive e dittatoriali che il governo ha emesso sono gravissime! Ledono le persone impedendogli addirittura di poter recarsi al lavoro! Non si può governare impostando un regime del terrore e impedendo di fatto un dialogo corretto e aperto e rispettoso del cittadino italiano.

  3. È commuovente lo spirito dei taxisti e persone private che si prestano a un servizio spontaneo a chi è impossibilitato a spostarsi grazie all’infame tessera verde , un grazie sincero a tutti i veneziani che dimostrano sempre un grande cuore , grazie davvero ! Chi per motivi di studio , di lavoro,di salute non può raggiungere la destinazione perché discriminato, in pratica dobbiamo permette di essere sequestrati? Cosa altro dobbiamo subire?

  4. Gentile Andreina Corso,
    Sarei felice di assistere agli stessi slanci di generosa solidarierà ogni volta che uno sciopero dei trasporti pubblici mi costringe a casa perché le linee VERAMENTE essenziali sono soppresse nelle fasce orarie garantite. O quando non riesco ad imbarcarmi sul battello perché i passeggeri si accalcano e non c’è un accesso dedicato ai disabili. O quando sono costretto a chiedere, quasi fosse un favore, di sedermi su un posto riservato. Sarebbe la prova che finalmente tutti hanno capito il reale significato del sostantivo discriminazione: discriminato è chi è spintonato da una parte senza aver potuto scegliere da quale parte stare.
    Chi invece rifiuta di vaccinarsi e si dice discriminato, opera una scelta rifiutando di pagarne le conseguenze. La sua pretesa discriminazione ne svilisce l’autentico significato e mortifica tutti coloro che realmente sono costretti a subirla. Noncurante di tutte le evidenze mediche, scientifiche, statistiche, chi ha scelto di non vaccinarsi rappresenta un pericolo per sé e per gli altri, in particolar modo per i soggetti vulnerabili. Ed io, soggetto vulnerabile, approvo appieno le disposizioni poste in essere per difendermi dal darwinismo sociale che mi brucia ogni giorno sulla pelle, già da molto prima che arrivasse questa pandemia.
    Grazie per la sua considerazione.

    • Se mai qualcuno si fosse battuto x le minoranze e le disabilità non so come saremmo oggi
      Le ricordo che da anni combattiamo per i diversi ( x abilità x connotazione emotiva o altro) …con il suo discorso si giustifica l’annientamento anche x solo diversità di opinioni…siamo alla frutta

  5. Se questa grave decisione qui nel nostro territorio è in parte superabile con i taxi e con questi bellissimi gesti di solidarietà (grazie per averli sottolineati) penso alle isole maggiori nel resto d’Italia, la cui distanza dalla terraferma è notevole e in pieno mare. Per chi non macchina-moto-ecc. né patente, è ben difficile anche esser privati dei mezzi pubblici automobilistici.

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