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Venezia: ecco le barche private per evitare il controllo della certificazione verde sui mezzi Actv

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Laddove non si convince, si scatena la creatività e il far da sé.
Barche private, iniziative dovunque, social scatenati, soprattutto tra chi vive nelle isole e deve recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola: ognuno si organizza a modo suo.

Pur di non dover salire su un vaporetto o una motonave e soprattutto per dire no all’obbligo della certificazione verde, il popolo dei ‘resistenti’, di chi le sue scelte le ha già fatte e non intende cambiarle, sta inventando il trasporto alternativo e i segnali concreti ci sono già, tutti ed evidenti nella comunicazione che coinvolge un alto numero di adesioni.

Oggi, il 6 Dicembre, prima giornata in corsa con tutte le sue incrinature, racconta la complessità di una comunità divisa sulle scelte ideologiche e di carattere sanitario.

L’obbligo all’esibizione del green pass per chi sale a bordo di un mezzo pubblico, forse ha convinto una parte di cittadini a vaccinarsi o a sottoporsi al tampone. Convinti e non toccati dalla norma che obbliga i ragazzi oltre i dodici anni al possesso della certificazione verde, nei mezzi d’acqua e di terra, gli adulti, i genitori, si ribellano al provvedimento o/e alla vaccinazione per i noti motivi pur diversi e articolati tra loro e non intendono adeguarsi.
Hanno deciso di ignorare la misura prevista dalla Relazione tecnica del decreto legge sull’obbligo vaccinale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. E non li hanno convinti neppure i dati preoccupanti degli ultimi giorni che registrano un notevole innalzamento del contagio pandemico.

E sono in tanti quelli che già aderiscono a questa iniziativa che porterà una moltitudine di barche in laguna provenienti da Murano, Burano, Lido, Pellestrina, Mazzorbo, Giudecca, che trasformeranno la fisionomia dell’ambiente marino, riportando in un certo senso la memoria a tempi lontani, quando la barca privata era un mezzo di trasporto utile e molto praticato.
Una qualche preoccupazione potrebbe riguardare le barche scoperte, soprattutto quelle che prevedono un viaggio lungo, ad esempio da Burano con le temperature invernali, la nebbia e la pioggia. Un viaggio ‘sembrerebbe’ poco adatto a dei bambini e ragazzi che devono andare a scuola. E poi ritornare a casa con il medesimo mezzo.

Tuttavia non ci saranno solo le barche dei privati in questa sfida, c’è chi sta ipotizzando veri e propri servizi alternativi a pagamento, da e per le isole, dando vita a nuove possibilità di trasporto, con tanto di biglietti e abbonamenti.
Poi ci sono iniziative gentili, come quelle del signor Michele Savorgnano disposto a fare la spola dalla Giudecca alle Zattere con la sua barca. Iniziativa che ha spinto altri veneziani a solidarizzare e a offrire il proprio aiuto, chi portando del caffè caldo, chi mettendosi a disposizione del generoso traghettatore.
Dal Lido un gruppo di cittadini sta cercando barche e persone disponibili a fare quel che sta facendo il signor Savorgnano.
Intanto pullulano le informazioni via web: il Gruppo Trasporti Ve offre opzioni e scelte differenziate inscritte in linee guida per offrire la scelta più consona alle diverse situazioni logistiche.

Spunta a Burano un nuovo servizio di trasporto acqueo privato per le persone prive della certificazione verde, sono motonavi, lancioni, mezzi offerti, pare, a prezzi calmierati che già sta riscuotendo molta approvazione fra gli abitanti dell’isola.

I veneziani più motivati a queste iniziative sono i genitori dei ragazzi sopra i dodici anni che non sono stati vaccinati ed è evidente che la crisi li riguardi da vicino.
Va detto che questo particolare aspetto mostra alcune evidenti criticità: i ragazzi possono andare a scuola senza green pass in aule spesso sovraffollate e l’obbligo di esibirlo invece nei mezzi, in qualche modo stride.

Marcello Pacifico, Presidente nazionale del Sindacato Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), si è chiesto: ”Se il certificato verde viene ritenuto necessario nei mezzi di trasporto, allora perché per stare fermi nelle classi anche a meno di un metro di distanza diventa improvvisamente inutile? Ci piacerebbe che dal legislatore vi fosse un minimo di coerenza. Ci troviamo di fronte ad un obbligo, inizialmente surrettizio, che coinvolgendo anche i ragazzi nell’effettuazione coatta del tampone o del vaccino anti Covid, conferma ancora di più la scarsa legittimità del provvedimento”. 
Concorda Chiara Iannarelli dei genitori di Articolo 26, che suggerisce: ”I ragazzi siano esonerati dall’obbligo di presentazione del Green pass. Si ricerchino soluzioni alternative. Valutiamo l’estensione del Green pass agli studenti per raggiungere la scuola con i mezzi pubblici un elemento di discriminazione nel diritto all’ istruzione, a partire dalle famiglie con più figli e quelle meno abbienti”.

Ritorna nelle valutazioni di chi vive nelle isole, soprattutto a Burano, l’opportunità di scavalcare il disagio, sottoponendosi al tampone, ma neppure questa strada sembra praticabile, visto il costo dei tamponi da eseguire ogni 48 ore che peserebbe sull’economia familiare e il fatto che nell’isola c’è una sola farmacia, un’unica possibilità per effettuarli.

Il conflitto a più voci riguarda i controlli a bordo dei mezzi Actv.
Il sindacato ha ripetutamente detto che i verificatori potranno svolgere il loro lavoro di controllo solo in presenza delle forze di polizia, norma del resto già prevista a tutela “dell’incolumità dei lavoratori”. Vien da sé una domanda: è possibile prevedere un agente a bordo di vaporetti, tram e altro ancora?”.
Di domanda in domanda e di causa in causa, torniamo alla causa prima: la pandemia. Nel rispetto più rigoroso per ogni scelta, si registra un clima che avrebbe bisogno di disintossicarsi dai troppi problemi che riguardano la salute, la vita e la morte dei nostri simili, la perdita del lavoro e l’impoverimento della società nel suo insieme.
I conflitti, la libertà e gli obblighi, gli stratagemmi, gli imbrogli. La buona e la mala fede. E l’arte di arrangiarsi, mentre il virus continua imperterrito il suo ossessivo viaggio fra chi lo osteggia, vaccinandosi, chi non può vaccinarsi e chi lo ignora, per paura, per scelta, per mancanza di informazioni, per troppe informazioni, per sentirsi libero di affidarsi al destino.

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

33 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Veneziani ribellatevi alla dittatura. Il resto è privacy. Disobbedite, non possono far nulla se non spaventarvi. Chiaramente le persone sono libere di iniettarsi nel proprio corpo ciò che preferiscono e sono altrettanto libere di iniettarsi nulla. Il resto è illegale e se vi multano denunciate in massa le autorità e poi vi garantisco che godrete a fargli pagare lo schifo che stanno facendo ai ragazzi e ai bambini. Donne e bambini non si toccano.

  2. Una nuova, fantastica notizia: a breve i biglietti dei mezzi pubblici saranno integrati con il super green pass!
    Quindi sarà impossibile comperare un biglietto o un abbonamento se non si è vaccinati!
    Ecco la tecnologia ci semplifica la vita.

    Fonte: Ministero delle Infrastrutture.

  3. Andate tranquilli i controlli non ci sono se qualcuno anche ufficiale di polizia vi domanda il pass voi gli dite che state facendo un reato per Danno morale biologico ed esistenziale della discriminante del pass

  4. Al medico Andres (12 anni di studio) che si curerà dal macellaio, chiedo 3 cose:
    A= questo “vaccino”, è un vaccino (nel senso tecnico scientifico medico) ?
    B= ai malati Covid con polmonite tromboembolica si pratica l’intubazione?
    C= nel siero big-pharma (che lei sappia) c’è l’idrossido di graphene ?
    Non cerchi su Wikipedia; ma mi porga l’autorevolezza dei suoi circuiti info.

    Geremia Agnoletti TV, perito elettronico di antica data .
    per una cortesia personale : mi darebbe il numero del suo macellaio ?

  5. Personalmente non stavo praticamente Mai all’ interno dei vaporetti , solo se pioveva forte o tirava bufera , obtorto collo , mi infilavo in quelle colture virali che sono gli interni dei vapo. , soprattutto d’ inverno . Si potrebbero attrezzare le poppe dei mezzi con dei tendalini e li ospitare chi non ha il permesso verde

  6. La situazione nell’isola di Burano è tragica!!
    Una parte degli isolani è letteralmente sequestrata in isola. Non è possibile fare un tampone perché nell’unica farmacia dell’isola c’è una lista d’attesa. A molte persone che devono muoversi verso Venezia o verso il litorale del Cavallino Treporti viene detto: “non abbiamo posto per un tampone”.
    Chi ha fatto queste regole non ha tenuto conto di queste realtà che andrebbero gestite in un altro modo, perché qualsiasi spostamento di primaria importanza è vincolato dal trasporto pubblico.
    Gli isolani devono essere messi nella condizione di rispettare queste regole e non di trovare un escamotage per aggirarle.
    Basterebbe un centro tamponi temporaneo vicino al pontile ACTV attivo mezza giornata fino al giorno 15 gennaio.
    Chiedo che questa situazione venga risolta al più presto!!
    Ringrazio il governatore Zaia e il nostro sindaco Brugnaro.
    Un isolano.

  7. Domanderei, da semiprofano, queste due cose, a chi strenuamente è contrario al vaccino:
    1. Siete contrari anche ai vaccini antiinfluenzali? Anche quelli sono diversi ogni anno e non so quanta sperimentazione possano avere prima di entrare in commercio, visto che i ceppi influenzali, che io sappia, sono appunto sempre differenti. In altre parole: credo che non si possa fare una sperimentazione pluriennale per un vaccino che già l anno prossimo sarà da cambiare a fronte di una influenza diversa.
    2. Nella malaugurata ipotesi (tocchiamo ferro) che doveste incorrere in una patologia oncologica, accettereste la chemioterapia, o no?

  8. @Bob970. Da medico ti dico: lascia stare, contro l’ignoranza non c’è nulla da fare. Proprio questa mattina ho scoperto che l’operatore ecologico di zona ne sa più di me di medicina. E io sono un medico (non dico per ovvie ragioni dove opero). Ho fatto 12 anni tra università e specializzazione sul campo, ma ormai chi legge mezza pagina di Wikipedia (una è troppa), ne sa più di me e di tutti i miei colleghi. Evidentemente ho sbagliato professione, prossima volta mi farò curare dal macellaio… Leggo tra le righe: morti di fumo , alcool etc. Cosa c’entra, è un buon motivo per aggiungerne altri? Andate a studiare signori e fate studiare i vostri figli, affinché alzino il livello culturale delle vostre famiglie, evidentemente troppo basso.

    • Mi fa piacete che lei sia un dottore. Suppongo sia anche vaccinato contro tetano, rosolia, vaiolo, menigite, pertosse, poliometite,…
      Non sto a elencare tutto. Da quello che mi ricordo sono 14 vaccini imposti ad oggi ai bambini.
      Premessa…sia io che mie figlie abbiamo fatto la profilassi dei vaccini…quelli sensati.
      Tornando a Lei…essendo che sicuramente abbia fatto tutti quelli vaccini prescritti elencati precedentemente, mi conferma di avere riscontrato tutte quelle malattie contro quali si è fatto vaccinare in passato, anche in forma lieve. Mi conferma che doveva stare in isolamento e che i giornali hanno parlato di ciò per 600 giorni consecutivi. Mi conferma che se si fosse rifiutato ad eseguire almeno uno dei vaccini sopracitati sarebbe stato emarginato e discriminato. Mi conferma che se non li avesse fatti tutti quei vaccini ora sarebbe sospeso come medico…Ah, scusi…mi dimenticavo del vaccino antinfluenzale…anche senza quello non può lavorare, giusto?

    • Le Consiglio di studiare oltre che medicina anche un po’ di storia. Nessuno ha mai impedito di prendere dei farmaci a chi lo desidera. Invece si sta impedendo la libertà di non assumere farmaci. Si stanno l’elenco i diritti degli esseri umani portandoli a morire di fame, al suicidio, imprigionamento, confinamento. Per cui il problema non è assolutamente medico. Studi storia, e non su Wikipedia

  9. Forse sarebbe il caso di documentarsi accuratamente prima di dire che la medicina di 50 anni fa era meglio della attuale, poi per carità ogni opinione è rispettabile anche se profondamente infondata

  10. É una discriminazione assurda di una piccola minoranza. Vivi e lascia vivere tanto é previsto da autorevoli studi che la pandemia entrerà a breve in fase di endemizzazione aldilà che si riesca o meno di vaccinare tutti…. e qui in Italia siamo già all’87% di vaccinati, che é già un successo!!!

    • Sperare…
      Meglio ragionare.
      Tutti i trasportati vaccinati cosa garantiscono? Che si infettano tra “immuni”.
      Si favoriscono, caso mai, l’insorgere di nuove varianti.
      Solo se si riuscisse ad garantire che tutti i trasportati non siano infetti avrebbe un senso logico.
      Ma se questo comportasse sottoporre a tampone tutti, compresi gli inoculati, la vedo difficile. Andrebbe a danneggiare il commmercio dei “sieri”.

  11. Caro @Bob 970
    Ma come si fa a farsi portavoce così accanito di dati tanto infondati??
    Si cade nel ridicolo accusando persone che hanno fatto delle scelte fondate, LIBERE E soprattutto COSTITUZIONALI, di fregarsene del sociale e di essere degli egoisti lavativi.
    Mi rattrista davvero molto questo accanimento infondato!!
    Forse, spegnere un po’ la TV e guardare la realtà dei fatti potrebbe essere d’aiuto

  12. Nulla scuote il loro spaventoso egoismo.
    5 milioni di morti? Amen.
    266 milioni di contagiati? Amen.
    Ospedali pieni di gente con il Covid che impedisce agli altri malati (anche oncologici) di curarsi? Amen.
    Siete spaventosi.

  13. la scelta di non farsi iniettare un siero SPERIMENTALE che ogni volta cambia non è una SCELTA IDEOLOGICA ma difesa di una scelta di difendere la propria vita da una scienza di non coscienza che non è perfetta e NON E’ CERTA. Mi chiedo come si possa fare un’indagine a lungo termine se in tre dosi inoculate ogni volta si è cambiato siero e non vaccino e, non si accetta lo Sputnik perché non nRNA. I veneziani sono sempre andati in barca anche a remi e in ogni stagione. Negli anni 70-80 si pagavano mille lire per un semplice traghetto da isola a terraferma e ritorno, in tempo di scioperi della defunta ACNIL, (che bei tempi) però non c’erano i social, se la gente non arrivava da e per le isole le attività morivano, ma non si deve dire. L’ empatia questa sconosciuta che non vuol vedere i bisogni e le ragioni di una società al declino perché succube, tanto culturata ma che vede la vita in un unico binario, il proprio. Ai tempi degli ignoranti di cultura il mondo andava come natura vuole e Cristo comanda, adesso è alla fine. Io ho la scuola dei vecchi medici, quelli che facevano la maturità portando ad esami di maturità tutti i cinque anni e discutevano la laurea portando tutti gli anni di studio a confronto, che facevano i medici per coscienza e passione, ora questi medici così si devono nascondere. Siamo alla follia. Porto con me i loro insegnamenti che contrastano con quelli del siero miracoloso ed ho trasmesso e trasmetto i loro insegnamenti. Di loro mi fido ciecamente.

  14. tranquilli. se vi sembra incoerente chiedere il pass per il trasporto ai ragazzi che vanno a scuola, vedrete che presto il nostro legislatore lo introdurrà anche a scuola. Quando si tratta di rimediare ad una ingiustizia, il governo ne inventa subito una seconda.

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