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Chernobyl: aumentano, fortunatamente lentamente, i livelli di neutroni, ed è segno che il processo di fissione, normalmente utilizzato per produrre energia nucleare, è in corso.
Era un giorno di Aprile di trentacinque anni fa, quando a Chernobyl, durante un test di simulazione di guasto al sistema di raffreddamento di uno dei reattori (per la precisione il numero 4) avvenne l’esplosione del nocciolo della centrale, creando il più grande disastro nucleare che la storia abbia mai visto.
Non è possibile definire un’unica causa scatenante la fusione ma gli scienziati hanno ammesso che è stata provocata da problemi strutturali ed errori umani.
Fu in quel giorno funesto e nei quindici giorni successivi di emissione di vapore radioattivo che la storia di Chernobyl e dell’Europa, cambiò radicalmente.
La catastrofe nucleare è rimasta impressa nelle coscienze della popolazione europea e mondiale tanto da infondere ancora molta paura.
Una paura che in queste giornate si è risvegliata a causa di nuove e inquietanti reazioni di fissione nucleare che gli scienziati sembrano aver rilevato e temono le conseguenze che questo imprevisto risveglio potrebbe far ricadere sulla popolazione e sull’ambiente.
Gli scienziati stanno controllando la situazione che si sta evolvendo e riescono per ora a monitorarne lo sviluppo, che fortunatamente presenta tempi lunghi.
I danni causati a Chernobyl si manifestarono nel corso del tempo sia sull’ambiente (con l’inquinamento) sia sugli esseri umani sia, presentarono diverse patologie e tumori, molti dei quali mortali.
Anatolii Doroshenko, membro dell’Istituto per i problemi di sicurezza delle centrali nucleari (ISPNPP) di Kiev durante una conferenza sulla situazione dell’impianto nucleare distrutto, ha dato l’allarme, e la notizia è stata ripresa dalla rivista americana Science, provocando in tutto il mondo grande inquietudine e angoscia.
I problemi rilevati dallo scienziato di Kiev riguardano le masse di uranio sepolte all’interno del reattore numero quattro della centrale: sono ancora attive e hanno avviato una reazione di fissione che sta lentamente ma progressivamente aumentando da quattro anni.
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Scopri come fare
L’apparente normalità degli anni successivi al disastro, il controllo puntuale degli scienziati e i lavori di manutenzione, covano quanto sta emergendo.
Le barre di combustibile di uranio, il loro rivestimento di zirconio, le barre di controllo di grafite e la sabbia scaricata sul nucleo per cercare di spegnere l’incendio si fusero insieme in una sorta lava molto radioattiva.
Questa è fluita nei locali sotterranei del reattore e si è indurita in formazioni chiamate Fuel Containing Materials (FCMs), materiali contenenti combustibile, che contengono circa 170 tonnellate di uranio irradiato – il 95% del combustibile originale.
La ripresa dell’attività di fissione potrebbe essere paradossalmente un effetto dell’installazione del New Safe Containment (l’arco di acciaio che ricopre il reattore della centrale di Chernobyl distrutto).
L’Ucraina convive ancora una volta con una realtà che sperava superata e questo nuovo allarme rinnova la paura concernente il nucleare, che è ancora forte e viva in tutta Europa.
Non a caso suscita tanto forti dibatti sia sulla chiusura delle centrali nucleari preesistenti sia per quanto riguarda l’apertura di nuove sedi nei diversi continenti come Francia o Russia.
Gli ambientalisti ricordano sempre che il nucleare non è necessario, che sono molte le fonti di energia rinnovabile cui i cittadini e i governi possono attingere: energie pulite, che non danneggiano l’ambiente, ben lontane da quello che è stato il disastro nucleare che avvenne con la fusione del nocciolo di Chernobyl.
E non mancano di ricordare che quello di Cernobyl fu il disastro che cambiò la storia, il primo incidente nucleare a essere stato classificato come livello 7, il massimo livello della scala INES degli incidenti nucleari.
4000 mila morti secondo le stime dell’Onu ( 65 decessi certi, il resto vittime di tumori e leucemie ’collegabili’), ma gli ambientalisti parlano di centinaia di migliaia di malati e decine di migliaia di morti.
Gli scienziati del Governo ucraino stanno cercando di capire se il nuovo allarme, se queste reazioni si esauriranno da sole o se sarà necessario un intervento per scongiurare un incidente, anche se, rassicurano, non si parla di conseguenze paragonabili a quello che accadde trentacinque anni fa ma di un evento molto più contenuto.
La popolazione e il mondo si aspettavano che mai si risvegliasse, nemmeno in minima parte, la minaccia di radiazioni nucleari.
Andreina Corso
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