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E’ bella e ci sta ma… non esiste. Dietro il profilo della bella donna un informatico che chiedeva soldi

Una storia curiosa ma anche dolorosa per il protagonista della vicenda. I Carabinieri della Stazione di Noale hanno svelato e messo fine ad un ricatto, che durava già da alcuni mesi, ai danni di un uomo di Salzano. Per questo ricatto “informatico” è stato denunciato un residente nel milanese, cioè l’uomo che aveva messo in […]

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E' bella e ci sta ma... non esiste. Dietro il profilo della bella donna un informatico che chiedeva soldi

Una storia curiosa ma anche dolorosa per il protagonista della vicenda. I Carabinieri della Stazione di Noale hanno svelato e messo fine ad un ricatto, che durava già da alcuni mesi, ai danni di un uomo di Salzano.
Per questo ricatto “informatico” è stato denunciato un residente nel milanese, cioè l’uomo che aveva messo in atto, ai danni del primo, una vera e propria estorsione.

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Scopri come fare

L’attività d’indagine, intrapresa dai carabinieri qualche settimana fa, dopo la denuncia presentata dall’uomo di Salzano, ha permesso di stroncare l’attività di F.C. classe 1974.
Il milanese si era finto una avvenente e giovane ragazza che, con un falso profilo Facebook, aveva avanzato, tramite chat privata via Whatsapp, varie e continue richieste di denaro per mezzo di un ricatto, con un “obolo” che alla fine ha raggiunto la ragguardevole cifra di 6.000 Euro.

Tutto inizia nel novembre 2018 con un innocente contatto via Facebook, tra l’uomo di Salzano e questa tanto bella quanto illusoria ragazza, creata “elettronicamente” da un consulente informatico di Milano mediante un falso profilo condito con avvenenti fotografie estrapolate da Internet. La donna “virtuale”, naturalmente, si è mostrata subito disponibile alle avances dell’uomo veneziano.

Il rapporto a distanza è continuato quindi sulla chat privata di Whatsapp, essendosi i due scambiati il numero telefonico. Ma lo scambio di messaggi va ben oltre la normale decenza e la malcapitata vittima viene indotta con seduzione e lusinghe a sfondo sessuale a postare fotografie dal contenuto sempre più esplicito, fino a quelle più intime.

Dopo qualche settimana però qualcosa si rompe e la “ragazza” prospetta una insorta malattia psicologica, facendone ricadere la colpa proprio sull’avvenuto scambio di foto troppo esplicite e richiedendo a più riprese dei pagamenti in denaro, mediante ricariche e bonifici su una Postepay intestata ad un terzo uomo.
Alla fine i versamenti sono ammontati a ben 6.000 Euro e per far fronte alle richieste l’uomo aveva anche chiesto aiuto all’anziana madre.

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A questo punto, finalmente intuendo di essere vittima di un vero e proprio crimine, il deluso innamorato si è rivolto ai Carabinieri, “vuotando il sacco” nel corso di una lunga e sofferta denuncia.

Dopo aver accertato i fatti, che hanno consentito di individuare il soggetto responsabile, la realtà ha mostrato quanto di più lontano da una bella e giovane ragazza.

Informata l’Autorità Giudiziaria, su delega di questa si procedeva a perquisizione e all’interrogatorio dell’indagato, che ammetteva subito la colpa, dichiarandosi pentito e anche disposto a risarcire il danno causato.

Il responsabile è stato comunque denunciato in stato di libertà per il grave reato di “Estorsione aggravata e continuata”.

L’occasione è favorevole per richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza di assegnare alla propria immagine personale l’importanza che merita, evitando lo scambio in rete di fotografie verso soggetti non conosciuti personalmente, immagini che poi possono essere utilizzate in maniera indiscriminata e per gli scopi più disparati, come i ricatti on line.

(foto d’archivio)

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