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L’azione dimostrativa dei militanti veneziani alla sede Equitalia di Mestre ha svelato una scarsezza di arguzia nella dichiarazione dei sindacati confederati ed un certo “sconfinamento” dal loro terreno di competenza, ovvero la difesa dei lavoratori.
“Definire intimidatorio”, precisa infatti il coordinatore regionale del movimento, Andrea Visentin, “sta a significare che non è stato affatto compreso il valore simbolico del nostro gesto: i “cappi” da noi apposti, infatti, simboleggiano quelli a cui tanti italiani disperati si sono affidati dopo le scellerate riscossioni dell’agenzia Equitalia, condite più volte da aggressioni verbali (come molte cronache testimoniano), affinchè fungano da “promemoria” delle tante vite spezzate e non certo di minacce ai dipendenti. Pensavamo che, sinceramente, un fatto così lampante non necessitasse di spiegazioni!”
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“Ancor di più troviamo inopportuno”, continua Visentin, “che giungano condanne dai sindacati che da statuto dovrebbero essere preposti alla tutela del lavoratore e non del vessatore: sarebbe doveroso da parte loro dedicarsi ai veri problemi di piccoli imprenditori e semplici lavoratori che davvero rischiano occupazione e salute, a differenza degli esattori di Equitalia.”
“Non cerchino, soprattutto, di scaricare lo scollamento sociale su Forza Nuova per distrarre dalle proprie mancanze e nascondere invece la nostra vicinanza al popolo,” conclude il coordinatore, “l’insofferenza verso A.E. ed Equitalia non è certo addossabile agli italiani nè ai forzanovisti, ma solo al sistema “torchio” messo in atto dai primi. Questo dovrebbe essere il primo pensiero dei sindacati, ma, a giudicare dalla situazione dei lavoratori, è evidente che così non è”.
Forza Nuova Venezia
14/10/2016
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