Questa mattina un giovane operaio di nazionalità romena, impiegato da una ditta in subappalto, ha perso la vita mentre eseguiva operazioni di saldatura all’interno di uno spazio confinato di una nave presso lo stabilimento Fincantieri di Marghera. L’unità era in fase di consegna.
Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate. La direzione di Fincantieri ha riferito che il decesso potrebbe essere riconducibile a un malore del lavoratore, ma sull’accaduto sono state avviate indagini da parte delle autorità competenti per fare piena luce sui fatti.
Secondo quanto risulta, alcuni colleghi sono intervenuti immediatamente per prestare soccorso. Anche questi operatori si sono poi sentiti male e sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti medici. Non è chiaro se il loro temporaneo malessere sia da attribuire a uno shock emotivo o ad altre cause; anche su questo le verifiche sono in corso.
L’intervento dei soccorritori è stato tempestivo. Giunti sul luogo del tragico evento, il personale sanitario ha collaborato con il nucleo Nbcr dei vigili del fuoco e con gli ispettori del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal) dell’azienda sanitaria veneziana. La loro missione è stata quella di accertare le cause e le modalità del decesso dell’operaio, un compito delicato e fondamentale per comprendere quanto accaduto. In seguito al fatto, l’area è stata evacuata a scopo precauzionale.
Lavorare all’interno di spazi confinati comporta rischi specifici e, per legge, richiede misure di prevenzione rigorose. Normative nazionali e procedure aziendali prescrivono controlli sull’atmosfera, procedure di autorizzazione all’ingresso, presidio delle emergenze e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale adeguati. Fonti sindacali ricordano la necessità di rispettare queste regole, pur senza aggiungere dettagli tecnici rispetto all’accaduto odierno.
L’incidente coinvolge un lavoratore impiegato da un’azienda in subappalto: una circostanza che spesso solleva questioni sulla gestione delle responsabilità e sui rapporti contrattuali in cantiere. Anche in questo caso, eventuali responsabilità saranno oggetto di accertamento da parte degli inquirenti.
La morte del giovane operaio ha suscitato la reazione dei sindacati locali. La segreteria della Fiom – Cgil Metropolitana di Venezia ha espresso cordoglio alla famiglia e chiesto che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’evento e sulle eventuali responsabilità. Nel comunicato si sottolinea la gravità del fatto, ribadendo l’importanza di misure preventive efficaci nei lavori in ambienti confinati.
il Segretario generale della Fim Cisl Venezia, Matteo Masiero: «La Fim Cisl di Venezia si stringe alla famiglia dell’operaio deceduto nella tarda mattinata di oggi mentre stava lavorando in una nave a Porto Marghera. Dalle notizie ricevute l’uomo sarebbe stato vittima di un malore: siamo certi che sarà fatta piena luce sull’accaduto».
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google