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A Venezia il lavoro di ufficio ha una geografia particolare: la domanda di postazioni flessibili cresce con i professionisti in trasferta, i team distribuiti e le società che aprono una posizione commerciale in Laguna, mentre l’offerta di spazi attrezzati resta concentrata in pochi indirizzi. Sull’Isola Nova del Tronchetto, all’interno di Palazzo Isola Nova, Stella33 gestisce un business center che copre l’intera scala, dal posto a sedere per una giornata all’ufficio privato per un centinaio di persone.
L’indirizzo è Isola Nova del Tronchetto 27-37, all’ingresso carrabile della città. Il capolinea del People Mover si trova a un minuto a piedi e collega Piazzale Roma in circa dieci minuti, mentre l’edificio dispone di 250 posti auto interni: due dettagli che spiegano perché lo spazio funzioni sia per chi vive a Venezia sia per chi arriva ogni mattina dalla provincia.
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Scopri come fare
Le formule: dalla giornata singola all’ufficio privato
L’accesso più leggero è il daily pass, la postazione per una giornata in area dedicata. Chi torna con una certa regolarità può acquistare un carnet da dieci giornate oppure una membership mensile hot desk. In entrambi i casi si sceglie ogni giorno dove lavorare tra gli spazi condivisi, con accesso alle aree comuni del centro. La prenotazione avviene online dal portale Stella33.
Sopra il coworking si collocano gli uffici privati, trenta unità pronte all’uso e arredate, con contratti tipicamente annuali e formule più brevi per esigenze temporanee. Il passaggio tra i due mondi è la parte interessante per un’azienda che cresce: un team può tenere un ufficio dimensionato sulle presenze stabili e aggiungere membership per le persone che vengono in sede alcuni giorni a settimana, con un costo per postazione flessibile che si colloca intorno alla metà di una postazione assegnata. Le formule e le tariffe aggiornate sono descritte nella pagina del business center di Venezia.

Metà uffici, metà spazi comuni: la logica dietro la divisione
Nei centri Stella33 la superficie è divisa in parti quasi uguali tra uffici privati e spazi comuni. La proporzione risponde al modello dell’Activity Based Working, che assegna a ogni attività l’ambiente adatto invece di comprimere tutto nella stessa stanza: postazioni per il lavoro di concentrazione, phone booth per le videochiamate, sale riunioni per gli incontri, lounge e aree relax per il confronto informale, terrazze e spazi esterni per le pause.
Il risultato pratico è che un professionista con un abbonamento da poche decine di euro al giorno lavora dentro un’infrastruttura che comprende business lounge, sale riunioni attrezzate, kitchenette e aree eventi. Gli ambienti sono insonorizzati secondo standard acustici pensati per la riservatezza delle conversazioni, aspetto che pesa per chi tratta dati sensibili o negoziazioni.
La metà comune della superficie ha una funzione precisa: è lì che le aziende del palazzo si incontrano. Un caffè in lounge, una coda alla self-kitchen e una pausa in terrazza mettono in contatto persone che lavorano a pochi metri di distanza e che difficilmente si sarebbero cercate in due edifici diversi.
La community: dove le aziende si incontrano
La composizione attuale del palazzo mette insieme profili complementari. Tra le realtà insediate ci sono società che lavorano sui dati come Data Cube e Key Data, l’organizzazione di eventi e viaggi di Dream Events & Travel e la consulenza di CFKAD, accanto a professionisti e team più piccoli che usano coworking e clubhouse. Le schede delle aziende insediate nel palazzo raccontano usi diversi dello stesso edificio, dalla sede operativa all’hub commerciale per il Nordest.
La densità di competenze diverse in un unico indirizzo produce occasioni di lavoro reciproco. Una società di analytics che ha bisogno di un partner per un evento clienti lo trova al piano di sotto; un tour operator che deve strutturare la reportistica sui flussi trova chi lavora sui dati nello stesso corridoio; una società estera appena arrivata individua consulenti fiscali e legali senza uscire dall’edificio. Sono dinamiche che accorciano i tempi della fiducia, la variabile che pesa più del prezzo quando si scelgono fornitori e alleati.
Il presidio delle house manager negli spazi comuni ha un ruolo in questo meccanismo: la conoscenza di chi fa cosa dentro il palazzo permette di mettere in contatto due aziende quando emerge un’esigenza concreta, quindi le presentazioni avvengono su un bisogno reale invece che in un momento di networking generico. A questo si aggiungono gli incontri, le presentazioni e i momenti conviviali organizzati negli spazi eventi, che allargano il giro anche a interlocutori esterni.
Vale una precisazione: la community produce valore quando il tenant mix è composto con attenzione e quando le occasioni di incontro vengono organizzate con continuità. Il risultato è una probabilità più alta di trovare l’interlocutore giusto in tempi brevi, condizione che un ufficio isolato non offre.
Le verticali: quali settori arrivano al Tronchetto
La domanda che raggiunge il palazzo si raggruppa in alcuni settori riconoscibili, coerenti con l’economia veneziana e con la posizione dell’edificio.
Il primo è quello dei dati e del digitale, dove rientrano società di analytics, software house e team di sviluppo che hanno bisogno di connettività, riservatezza e sale per le riunioni con i clienti. Su questo fronte Stella33 lavora anche con Nextwork360, partner che segue la crescita delle tech company italiane sul piano marketing e community.
Il secondo è il turismo organizzato nella sua componente professionale, quindi tour operator, incoming, event management e servizi per la ricettività, per i quali un ufficio raggiungibile in auto e a dieci minuti da Piazzale Roma risolve un problema quotidiano.
Il terzo riguarda consulenza e professioni, dagli studi legali e commerciali alle società di advisory, che usano sale riunioni riservate, formazione obbligatoria e un indirizzo di rappresentanza in Laguna.
Il quarto è la filiera logistica e marittima, storicamente radicata nell’area, per cui la vicinanza al porto e agli assi di accesso alla città ha un valore operativo.
Il quinto è composto dalle aziende estere che cercano un presidio commerciale nel Nordest: qui la combinazione tra indirizzo veneziano, uffici pronti all’uso e servizi inclusi accorcia i tempi di apertura da mesi a settimane.
Le cinque verticali si tengono insieme meglio di quanto suggerisca l’elenco. Dati, turismo, consulenza, logistica e presidi di società estere sono anelli della stessa filiera veneziana, e la convivenza nello stesso edificio trasforma una relazione di fornitura in un rapporto quotidiano. È il motivo per cui la composizione della community viene seguita con lo stesso criterio con cui si seleziona un tenant mix commerciale.
Quanto costa provare
Le tariffe si articolano per durata. Una giornata di coworking si colloca nell’ordine di alcune decine di euro, con carnet e membership che riducono il costo unitario; la membership della Clubhouse di Palazzo Isola Nova resta sotto i duecento euro mensili e dà accesso agli spazi informali di lavoro, alla lounge, ai phone booth e alle piccole sale riunioni, quindi funziona come porta di ingresso alla vita del palazzo per chi vuole conoscerlo prima di insediarsi. Gli uffici privati hanno canoni tutto incluso che dipendono da metratura e numero di postazioni, con un risparmio dichiarato fino al 25% rispetto a un ufficio tradizionale, effetto della condivisione di superfici e servizi. I valori sono indicativi e vanno verificati al momento della richiesta.
Per una prova o una visita il centro risponde allo 041 8040080 e all’indirizzo isolanova@stella33.com, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.
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