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Ceuta in allarme: sui social circola appello per un nuovo ingresso di massa il 15 agosto

Appelli su TikTok e WhatsApp spingerebbero altri giovani di nuovo verso Ceuta dopo il maxi sbarco del 15 agosto

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Ceuta torna sotto pressione per gli appelli circolati sui social che invitano a un nuovo ingresso collettivo nell’enclave spagnola il prossimo 15 agosto. Le autorità locali definiscono «preoccupante» il tam tam digitale, partito da account marocchini e rapidamente diventato virale.

Negli ultimi giorni sono emersi su piattaforme come TikTok e via gruppi WhatsApp messaggi che cercano di coordinare un nuovo tentativo di attraversamento del confine marittimo con il Marocco.

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Secondo il portavoce del governo della città autonoma, Alejandro Ramirez, l’amministrazione ha segnalato questi contenuti «alle autorità competenti affinché possano prenderli in considerazione nel caso in cui si verifichi qualcosa di simile». «Speriamo che non accada», ha aggiunto Ramirez durante una conferenza stampa.

Il richiamo alla mobilitazione arriva dopo la massiccia ondata di migranti che ha travolto Ceuta tra il 10 luglio e il 4 agosto. In quel periodo, riferisce il governo spagnolo, circa 72.000 persone hanno raggiunto l’enclave. Oggi viene dichiarato che la maggior parte ha lasciato il territorio prendendo la via del ritorno, ma restano sul posto circa 2.500 persone. Per loro è già iniziata la valutazione delle richieste di protezione internazionale.

La gestione dei flussi ha lasciato tracce evidenti sul terreno. Nell’ex ospedale militare sono conservati i corpi di molti migranti che non ce l’hanno fatta: le organizzazioni non governative parlano di 141 vittime raccolte in sei giorni. Quelle cifre hanno alimentato l’indignazione delle ong e la preoccupazione delle istituzioni locali, restituendo la dimensione umana della crisi oltre ai numeri.

Le forze di sicurezza spagnole, citate dall’emittente Antena 3, hanno individuato i nuovi appelli sui social ma valutano l’iniziativa come «poco credibile». Gli stessi interlocutori ritengono infatti improbabile un ripetersi immediato di quanto accaduto a fine luglio, anche perché sia Madrid sia Rabat avrebbero interesse a evitare un secondo esodo su scala analoga.

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Il fenomeno dei messaggi virali che invitano alla migrazione di massa sottolinea però la crescente importanza dei social network e delle applicazioni di messaggistica nel contesto dei flussi migratori.

Esperienze recenti hanno mostrato come contenuti circolati online possano trasformarsi in veri e propri coordinamenti, raggiungendo rapidamente decine di migliaia di persone e superando i tradizionali canali di informazione.

La crisi di luglio ha anche messo in evidenza il ruolo delle autorità locali nel gestire una situazione straordinaria: dalle operazioni di soccorso alle procedure di identificazione e prima accoglienza, fino al coordinamento con il governo spagnolo e con le forze marocchine. Ramirez ha espresso apertamente la preoccupazione del governo autonomo per la possibile circolazione di nuove mobilitazioni via web.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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