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A Burano l’altare vuoto diventa mostra: “Miserere”

A Burano l'Oratorio di Santa Barbara ospita "Miserere" (1/8-6/9/2026): installazioni e performance su migrazioni, alluvioni e

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Sull’isola di Burano, l’assenza di una santa sull’altare si trasforma in un’esposizione d’arte che indaga fragilità e responsabilità collettiva. Dal 1° agosto al 6 settembre l’Oratorio di Santa Barbara ospita Miserere, progetto curato da BAC – Burano Arte Contemporanea con lavori di Andrea Tagliapietra e la partecipazione performativa di Mariarosa Vio.

L’occasione nasce da un fatto concreto: durante i mesi estivi le reliquie di Santa Barbara vengono spostate a Roma, lasciando l’altare privo della sua presenza. Gli artisti hanno preso quell’assenza come punto di partenza per un’indagine che parla di migrazioni, alluvioni, marginalità, violenza e indifferenza.

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Scopri come fare

La mostra cerca di ripensare la misericordia non come concetto strettamente religioso, ma come pratica civile di empatia. Lo spazio sacro non è più soltanto contenitore: la cappella entra nella narrazione espositiva, fino a diventare parte integrante dell’opera.

Un elemento scenografico domina l’interno dell’Oratorio: un ponteggio attraversa il luogo di culto, sospendendo l’architettura e suggerendo l’idea di una misericordia “in costruzione”. La scelta formale rimanda a un processo fragile e quotidiano, che richiede attenzione e lavoro costante.

Le opere in mostra propongono immagini esplicite e simboliche. Tra queste figurano la figura di un bambino migrante con il giubbotto di salvataggio e una bambina che interagisce con una corda mutata in cappio. Alcuni dipinti reinterpretano La Zattera come allegoria della nostra anestesia collettiva, mentre un video performativo è stato girato davanti al cimitero monumentale di San Michele, a Venezia.

La presenza del video sullo sfondo dell’isola-cimitero introduce un ulteriore registro di memoria e lutto nello spazio espositivo. L’approccio degli autori insiste sul rischio che il dolore, nella contemporaneità, si riduca a immagine da consumare; per questo Miserere si propone come invito a proseguire l’atto del guardare, nonostante la difficoltà.

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Burano, isola nota per le case colorate e la tradizione del merletto, accoglie così un intervento che rimescola sacro e contemporaneo. L’Oratorio di Santa Barbara, collocato in piazza Baldassarre Galuppi, diviene luogo di confronto tra pratiche artistiche e tensioni sociali più ampie, in un periodo estivo in cui l’afflusso dei visitatori rende il dialogo con il pubblico più immediato.

Il progetto è promosso da BAC – Burano Arte Contemporanea, realtà che in passato ha già sperimentato interventi site-specific sull’isola: in questo caso la curatela punta a sfruttare la peculiarità del luogo per aprire una riflessione pubblica su temi urgenti e condivisi.

La mostra si avvale inoltre del contributo performativo di Mariarosa Vio; il programma espositivo comprende materiali pittorici, installazioni e media video, disposti in modo da conversare con gli elementi architettonici dell’oratorio.

Per chi vuole visitare: Miserere rimarrà aperta fino al 6 settembre nell’Oratorio di Santa Barbara, in piazza Baldassarre Galuppi (via S. Marino sx 22) a Burano, Venezia.

L’inaugurazione è fissata per il 1° agosto alle ore 19, con la presentazione del critico Franco Tagliapietra.

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Federico Fortesa
Federico Fortesa
Non sono un giornalista, sono informatico ma il web è il mio mondo e le etichette non mi piacciono... Amo stare tra la gente e seguo tutti gli eventi e gli appuntamenti che posso. La mia mail qui: federico_f@lavocedivenezia.it
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