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Anziani in Veneto: Oltre 17mila completamente soli

Un'indagine Istat svela la grave solitudine di oltre 17mila anziani in Veneto, richiamando l'attenzione sulla necessità di interventi da

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La recente indagine dell’Istat ha rivelato una realtà preoccupante nel Veneto: oltre 17mila ultra75enni vivono completamente soli, senza alcun supporto da familiari o amici. Questa situazione, emersa da un’analisi pubblicata lo scorso febbraio, mette in luce un fenomeno sempre più diffuso, accompagnato da un senso di isolamento che colpisce in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione.

Secondo i dati elaborati, il 3,5% degli anziani residenti in città medio-grandi è affetto da questa condizione di solitudine, rispetto al 2,5% registrato nelle aree rurali e nelle piccole città. Le differenze territoriali evidenziano come sia più difficile per gli anziani stabilire relazioni significative nelle aree urbane, dove il ritmo della vita e l’individualismo tendono a prevalere. La solitudine diventa così un tema cruciale, e la situazione non può non riflettere ulteriori difficoltà in una città ormai proiettata completamente al turismo, come Venezia.

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Scopri come fare

L’analisi di questa problematica è stata commentata con preoccupazione da parte dello Spi Cgil del Veneto. “Pensare che 17mila anziani siano completamente soli non può lasciarci indifferenti,” ha dichiarato un rappresentante dell’organizzazione. La questione della non autosufficienza è centrale: molti di questi ultra75enni, pur essendo in grado di uscire di casa, si trovano spesso in difficoltà nello svolgere le più elementari attività quotidiane, come recarsi in ospedale o fare la spesa. La mancanza di un sostegno adeguato, soprattutto per chi si trova in difficoltà economiche, aggrava ulteriormente la situazione.

La difficoltà di accesso ai servizi di assistenza è un altro aspetto critico evidenziato dall’indagine. Per gli ultra75enni autonomi, il semplice atto di utilizzare i mezzi pubblici o un taxi per raggiungere il medico può diventare un’operazione complessa e stressante. Questa realtà richiede un’analisi approfondita da parte delle amministrazioni locali, che dovrebbero implementare strategie di intervento mirate a garantire supporto a queste persone vulnerabili.

In questo contesto, gli esperti suggeriscono che ogni Comune, indipendentemente dalla sua dimensione, dovrebbe attivarsi per monitorare e assistere gli anziani soli. “Crediamo sia necessario che ogni Comune monitori questi soggetti vulnerabili, fornendo quell’aiuto e quell’attenzione che non possono ricevere da nessun altro,” ha sottolineato il rappresentante dello Spi Cgil. È evidente che la creazione di una rete di solidarietà è fondamentale per affrontare questa emergenza sociale.

La solitudine degli anziani non è solo una questione individuale, ma rappresenta una criticità che deve essere gestita collettivamente. “La solitudine delle persone anziane rientra fra quelle problematiche che devono essere affrontate con una rete di solidarietà coordinata dalle istituzioni pubbliche e dalla politica,” hanno affermato gli esponenti del sindacato. È essenziale che i governi locali prendano l’iniziativa di individuare e attuare interventi mirati, al fine di garantire che nessuno si senta abbandonato.

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La situazione attuale degli ultra75enni in Veneto solleva interrogativi sulla qualità della vita e sul benessere degli anziani. Mentre le statistiche parlano chiaro, è il momento per le istituzioni di agire, promuovendo politiche di sostegno e creando una rete di aiuto che possa realmente fare la differenza. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile affrontare la solitudine che affligge questi cittadini in questa fase che deve essere dignitosa e supportata.

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Giulio Lascerni
Giulio Lascerni
Padovano, dopo molti anni di lavoro nella pubblica amministrazione, posso finalmente dedicarmi a quello che mi piace: scrivere. giulio_l@lavocedivenezia.it
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