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Venezia e l’Armenia: Storia e Cultura nel Ricordo del Genocidio

Incontro a Mestre esplora il legame tra Venezia e l'Armenia attraverso la storia dell'editoria armena.

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In occasione della Giornata del Ricordo del Genocidio Armeno, il Centro Culturale Candiani ha ospitato un incontro significativo dal titolo “Tipografie armene a Venezia dal 1512 al 1800”. L’evento, parte del ciclo “Incontri alla Memoria ed al Ricordo”, è stato organizzato dal Circolo Veneto in collaborazione con l’Associazione Civica Lido di Venezia Pellestrina e l’Unione Armeni d’Italia. Questa iniziativa ha rappresentato un’importante opportunità per riflettere sul legame storico e culturale fra Venezia e il popolo armeno.

Il Prof. Baykar Sivazliyan, Presidente dell’Unione Armeni d’Italia, ha fornito un’analisi approfondita del periodo in cui la Serenissima divenne uno dei principali centri mondiali dell’editoria armena, ospitando ben 19 tipografie attive tra il 1512 e il 1800. Durante questo periodo, Venezia ha visto la pubblicazione di oltre 250 titoli in lingua armena, contribuendo in modo significativo alla diffusione culturale di un popolo che si trovava a fronteggiare sfide considerevoli.

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Nel suo intervento, Sivazliyan ha evidenziato come Venezia non fosse solo un rifugio per la diaspora armena, ma un punto strategico per lo scambio di conoscenze e cultura tra Oriente e Occidente. L’importanza di questo scambio è emersa chiaramente, con la città lagunare che ha svolto un ruolo cruciale nel preservare l’identità armena attraverso la cultura e l’editoria.

Un elemento centrale della discussione è stato il contributo di Hagop Meghapart, il quale nel 1512 realizzò il primo libro stampato in lingua armena. Questo evento segnò l’inizio di una tradizione editoriale che ha avuto un impatto duraturo, non solo su Venezia, ma anche sull’intera comunità armena dispersa nel mondo. La produzione di testi in lingua armena, avviata nella città lagunare, ha avuto l’effetto di mantenere viva la memoria collettiva di un popolo in esilio.

Sivazliyan ha anche messo in luce l’importanza dell’Isola di San Lazzaro e della Congregazione Mechitarista, nota per il suo impegno nella pubblicazione di opere non solo in lingua armena, ma anche in diverse altre lingue. Questo aspetto della storia culturale armena è fondamentale per comprendere come la stampa abbia funzionato come strumento di resistenza e identità.

L’importanza di Venezia come fulcro culturale è stata ulteriormente esemplificata dal ruolo del Collegio Moorat-Raphael, che ha fornito un’educazione di qualità a molti giovani armeni tra il XIX e il XX secolo, contribuendo così alla formazione di un’élite intellettuale fondamentale per la comunità. Sivazliyan ha descritto il rapporto tra i veneziani e gli armeni come un esempio di integrazione virtuosa, dove lo scambio culturale e le relazioni economiche si intrecciavano in modo profondo, grazie anche alle rotte commerciali della Serenissima.

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“Il popolo armeno è riuscito a preservare la propria identità grazie alla cultura”, ha dichiarato Sivazliyan, sottolineando il ruolo fondamentale che Venezia ha avuto in questo processo. “Qui i nostri libri sono nati e da qui si sono diffusi nel mondo, mantenendo viva la memoria di un popolo disperso. Ricordare queste tipografie significa riconoscere il ruolo di Venezia come ponte di civiltà tra Oriente e Occidente.”

L’incontro è stato aperto da Germana Daneluzzi, Presidente dell’Associazione Civica Lido di Venezia Pellestrina, e ha visto anche la partecipazione di Laura Voltan dell’Associazione Voci di Carta, che ha arricchito l’evento con letture di testi storici legati alla conferenza. Questo momento di riflessione ha permesso di accrescere la consapevolezza sulla storia armeno-veneziana e sull’importanza del ricordo.

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Prof. Alberico Manzato
Prof. Alberico Manzato
Professore, ora in pensione. Attraverso questo giornale coltivo la passione per la divulgazione. manzato_a@lavocedivenezia.it
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Evento che tratta argomenti di altissimo livello storico/culturale…..purtroppo sembra essere ancora una volta ignorato dalle massime Autorità cittadine, evidentemente non all’altezza.

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