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Venezia, il contatore dei residenti si riaccende: in un anno persi 780 abitanti nel centro storico

Il contatore dei residenti del centro storico di Venezia è tornato a funzionare e, con la ripresa dell’aggiornamento dei dati, riaffiora con chiarezza una tendenza che da anni caratterizza la città: la costante diminuzione della popolazione residente. I numeri più recenti, aggiornati all’8 gennaio 2026, mostrano un ulteriore arretramento che riaccende il dibattito sulla tenuta […]

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Il contatore dei residenti del centro storico di Venezia è tornato a funzionare e, con la ripresa dell’aggiornamento dei dati, riaffiora con chiarezza una tendenza che da anni caratterizza la città: la costante diminuzione della popolazione residente. I numeri più recenti, aggiornati all’8 gennaio 2026, mostrano un ulteriore arretramento che riaccende il dibattito sulla tenuta demografica della città storica e sull’efficacia delle politiche messe in campo.

Un anno fa, all’inizio del 2025, i residenti nel centro storico erano 48.432. Oggi il totale è sceso a 47.652, con una perdita di 780 abitanti in dodici mesi. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con quello di due anni fa: all’inizio del 2024 i residenti erano 49.168, il che significa che in un biennio il centro storico ha perso complessivamente 1.516 abitanti. Un’emorragia che, mese dopo mese, non sembra arrestarsi.

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La ripresa del conteggio è arrivata dopo un periodo di prolungata interruzione nella consultazione dei dati dell’anagrafe comunale. Il servizio era stato sospeso per la prima volta dal 5 settembre al 15 ottobre e nuovamente dal 22 ottobre fino ai primi giorni di gennaio. La mancanza di aggiornamenti aveva sollevato polemiche e portato alla presentazione di interrogazioni in Consiglio comunale, con la richiesta di chiarimenti sulle ragioni dello stop e sulla disponibilità dei dati ufficiali. Con la riattivazione del sito, è stato possibile tornare a monitorare l’andamento della popolazione residente.

L’analisi dei numeri mostra come la diminuzione degli abitanti interessi tutti i sestieri del centro storico. La maggior parte dei residenti, circa il 90%, è di nazionalità italiana e si concentra prevalentemente nelle aree di San Marco, Castello, Sant’Elena e Cannaregio. In queste zone si contano oggi poco più di 28.500 residenti, mentre alla fine del 2024 erano 29.025, a conferma di un calo diffuso e non limitato a singole aree.

Lo sguardo si allarga poi all’intero territorio comunale. Attualmente Venezia conta 251.708 abitanti complessivi, di cui poco più dell’82% italiani. A fine 2024 il totale era di 252.224 residenti, con una perdita di oltre 500 persone in poco più di un anno. Sommando i dati di centro storico, isole e litorale, il numero attuale degli abitanti è di 73.215, contro i circa 74.500 registrati alla fine del 2024.

Anche le isole confermano il trend negativo. Murano e Sant’Erasmo contano oggi 4.543 residenti, mentre Burano, Mazzorbo e Torcello arrivano a 2.308. Rispetto a gennaio 2024, queste aree hanno perso rispettivamente 113 e 78 abitanti. Situazione analoga per il Lido, Malamocco e Alberoni, che registrano 15.379 residenti, con un calo di 405 unità rispetto a due anni fa, e per Pellestrina e San Pietro in Volta, scese a 3.333 abitanti, con 104 residenti in meno.

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In controtendenza si colloca la terraferma. Mestre centro registra oggi 50.889 residenti, 641 in più rispetto all’inizio del 2024. Anche Marghera, Catene e Malcontenta mostrano un incremento, passando da 28.212 a 28.602 abitanti, con un aumento di 390 unità. Un dato che evidenzia come lo spostamento della popolazione continui a privilegiare le aree fuori dalla laguna.

Secondo le proiezioni basate sull’attuale ritmo di perdita, stimato in circa 760-780 abitanti all’anno, il centro storico potrebbe scendere sotto la soglia dei 47.000 residenti nel corso del 2026, con un possibile raggiungimento di questo limite già in autunno. Un’ipotesi che rafforza le preoccupazioni sul futuro demografico della città storica e sulla necessità di interventi strutturali.

Nel frattempo, proseguono anche iniziative collaterali legate alla tutela dell’identità cittadina. È in fase di completamento, ad esempio, un progetto per l’introduzione di un “bollino della venezianità”, destinato ad attività commerciali considerate virtuose. I criteri prevedono il legame diretto con la città, attraverso la residenza o l’origine veneziana, oppure la vendita di prodotti connessi alla tradizione locale.

Il ritorno del contatore dei residenti rende dunque nuovamente visibile una dinamica che da anni accompagna Venezia. I numeri aggiornati confermano una tendenza consolidata e pongono ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della residenzialità come nodo cruciale per il futuro della città.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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14 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Sono stufo e incazz…o del fatto che mettano becco sulla nostra città gente che viene dalla terraferma o dalla campagna. Ci troviamo di fronte a votanti reclutati dalla terraferma, soprattutto fra gli immigrati che possono votare e che hanno tutto l’interesso ad avere personaggi dalla loro. Non solo questo. Era stato giurato e spergiurato che non avrebbero più lasciato aprire negozi di accottaglie o attività che potessero disturbare i residenti. E invece nascono come i funghi dopo una pioggia. Le affittanze turistiche sono allo stato brado e così pure molte altre attività commerciali. Vengono favoriti i consorzi che occupano suolo pubblico, passaggio su pubblica via, finestre private, rive d’acqua private e pubbliche. Basta con i sindaci che a fatti fanno spopolare Venezia per facilitare i loro sostenitori legati al turismo.
    Bisognerebbe ribellarsi a questi soprusi e ridare la città ai veneziani veri, con politiche che tendano a ripopolarla nuovamente di giovani con un reale sentimento costruttivo e produttivo verso la città, cercando di rimediare alle devastazioni distruttorie delle giunte precedenti.

  2. A mio avviso l’unica soluzione è avere un vero sindaco veramente veneziano. Non Brugnaro, non Zaia, non le paleolitiche figure della sinistra che conosciamo ormai da decenni, compresi i sindacalisti di turno

    • Qualcuno vuol provare a indicare una personalità di alto livello, riconosciuta al di sopra di ogni sospetto che possa ottenere il consenso dei cittadini veneziani, da Zelarino a Burano, da Favaro a Pellestrina, da Malcontenta al Lido, da Mestre a Marghera, da Cannaregio alla Giudecca, da Castello a Murano, ecc., ecc., da proporre ( e che accetti di farlo) come candidato sindaco?

      • Avete ragione tutti e tre: Venezia si cambia solo partecipando, non sbraitando. L’unica ribellione che funziona è andare a votare conoscendo davvero chi si manda a governare per cinque anni, non per simpatia o slogan.

        E a Fulvio dico: la tua domanda è la più onesta. Ho provato anch’io a immaginare una figura credibile, competente e capace di unire tutta la città… e non mi è venuto in mente nessuno. Ed è questo il vero problema. Forse restringere il campo alla Venezia d’acqua aiuterebbe finalmente a trovare qualcuno all’altezza.

  3. Cari Isolano e Shylock II°,

    capisco le vostre preoccupazioni: prezzi alle stelle, affitti alle stelle, vita alle stelle… ormai a Venezia l’unica cosa che rimane a livello del mare è l’acqua alta.
    Però vi invito a stare sereni. Anzi, serenissimi.

    Perché — non so se lo sapete — abbiamo il Social Housing di Venturini.
    E quello, si sa, è destinato a salvare Venezia, i veneziani, i futuri veneziani, i veneziani potenziali e forse anche qualche turista particolarmente meritevole.

    I 400 appartamenti? Arrivano.
    La regolamentazione delle locazioni turistiche? Arriva.
    La rinascita demografica? Arriva.
    Tutto arriva. Basta aspettare. Magari un secolo, ma arriva.

    Nel frattempo, continuiamo pure a perdere residenti come coriandoli al vento, ma con fiducia: perché quando il Social Housing entrerà in azione, sarà come vedere l’Araba Fenice che risorge… solo che al posto delle ali avrà un regolamento edilizio e un bando comunale.

    Quindi tranquilli, davvero.
    Venezia è in ottime mani.
    E se non lo fosse, almeno possiamo dire che ci crediamo — che a volte è l’unica cosa che resta.

    Ovviamente, la mia è solo ironia: se non riusciamo a riderne un po’, ci resta solo da piangere.

  4. Con i prezzi degli immobili alle stelle,
    con i prezzi degli affitti alle stelle,
    col prezzo della vita alle stelle,
    con una pressione turistica folle,
    con servizi carenti…
    con buona pace di chi conta e ci crede non credo proprio che la tendenza si possa invertire.

    • Lo spopolamento della città è cominciato dagli anni 70 e un accelerazione è avvenuta dagli anni 90 quando si regalavano cambi d’uso a manetta e si sfrattavano le famiglie con sindaci veneziani …. fino ad ora c’erano pochi mezzi per arginare il fenomeno, qualcosa si è fatto con l’obbligo delle fosse settiche e dei vari registri e codici ma per qualsiasi altro provvedimento incombeva la spada di Damocle dell’anticostituzionalita’ ora che il consiglio di stato ha dato la sua sentenza in favore di regolamenti e limiti speriamo che le cose cambino

  5. Vediamo se con la sentenza del consiglio di stato con cui indica che i comuni possono regolamentare e vietare il proliferare delle locazioni turistiche senza incappare nell’anticostituzionalita’ cambierà qualcosa …. vediamo se con i 400 appartamenti già pronti , e che saranno assegnati a primavera dopo corsi e ricorsi al Tar…..

    • La deportazione è cominciata già a fine 800 , con la giunta Grimani. Le classi popolari/ basse sono state espulse dal centro storico in maniera circolare , spostandole sempre di più verso l’esterno fino a deportarle in Terraferma , con un moto costante negli anni. Il centro doveva essere per le elite e l’apparato amministrativo/burocratico. La WetLands edizioni ha pubblicato due interessanti libri al riguardo

      • non credo avessero previsto che l’apparato amministrativo/burocratico venisse spostato a Mestre assieme alla cittadinanza per liberare la città di appartamenti e alberghi da dare a “amici” per fare affari

        • Non l’ avranno previsto . Ma l’obiettivo di lasciare il centro in mano solo ad una determinata classe di cittadini , liberando la città e relativi immobili , dalle parte lavoratrice della città era palese. Venezia non era e non doveva essere una città per “poveri”.

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