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“Briccola a pelo d’acqua a Venezia, un serio pericolo per la navigazione”. La segnalazione

Una briccola alla deriva, che galleggia appena sotto il livello dell’acqua, rappresenta un serio pericolo per la navigazione in laguna. Come mostra la foto scattata a Venezia, questi pali di legno possono essere difficili da individuare durante il moto, soprattutto in condizioni di luce ridotta o con moto ondoso. Il rischio riguarda sia le imbarcazioni […]

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Una briccola alla deriva, che galleggia appena sotto il livello dell’acqua, rappresenta un serio pericolo per la navigazione in laguna. Come mostra la foto scattata a Venezia, questi pali di legno possono essere difficili da individuare durante il moto, soprattutto in condizioni di luce ridotta o con moto ondoso. Il rischio riguarda sia le imbarcazioni private sia i mezzi di trasporto pubblico, con possibili danni a scafi ed eliche e con rischio addirittura di naufragio.

Ancora più preoccupante è il pericolo per gondole, kayak e piccole barche, che navigano a bassa velocità e con equipaggi esposti possono anche capovolgersi in seguito all’urto. Episodi come questo evidenziano l’importanza di una rapida segnalazione e rimozione dei materiali alla deriva. La sicurezza in laguna passa anche dalla prevenzione di questi rischi “invisibili”.

Quando capita di avvistarne una bisogna subito segnalarle ai vigili del fuoco. Come ho fatto anch’io che ho chiamato i pompieri per questa che è addirittura arrivata a Tronchetto. Grazie.

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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Suggerisco di recuperare un articolo dal titolo: ” Teredini, il terrore delle bricole. In laguna di Venezia la specie più aggressiva”, apparso sul giornale “La nuova Venezia” del 13 Febbraio 2021 nel quale si riporta uno studio del CNR proprio sull’argomento bricole.

  2. I ” coccodrilli ” sono veramente pericolosi e andrebbero rimossi al più presto
    Ma la laguna ,se non ricordo male , è di competenza di ben sette enti ….
    In più è stato tolto il magistrato alle acque di antica memoria…
    Ma un altra cosa mi turba : ho notato che negli ultimi anni le briciole vengono poste ancora ” crude ” mentre una volta si lasciavano seccare al sole per mesi ….non me ne intendo e chiedo a chi ha esperienza se questo metodo sia giusto o non sia causa di precoci rotture ….

  3. Venezia è UNICA in fatto di sicurezza.
    Se si avvista un pericolo in acqua prima di chiamare bisogna capire di chi sia la competenza di quel tratto (perché sarà la prima domanda che verra fatta da chi riceverà la chiamata) e poi chiamare rispettivamente la PL, la CP o il M. alle A. che provvederanno a inviare per la rimozione chi di dovere per quelle acque
    …sperando che nel frattempo il croc rimanga nella stessa acqua.
    La cosa triste è che in caso di segnalazione di pericolo se sbagli a chiamare ti verrà risposto che non sono acque di loro competenza e dovrai arrangiarti tu di fare la prossima chiamata, dove invece chi riceve dovrebbe smistare a chi di competenza ľavviso di pericolo.

  4. Il recupero dei pali alla deriva non avviene più come una volta, come sembra immaginare l’amico che ha segnalato, oggi non è più competenza di nessun Ente. Viene effettuato da ditte private assegnatarie su concorso pubblico gestito con il coinvolgimento, si pensi un po’, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quando, come nel nostro caso, un cittadino intelligente, segnala il pericolo, come avveniva anni fa pensando ad un rapido intervento da parte dei vigili del fuoco, quest’ultimi non interverranno mai ma forse segnaleranno al Comune ma forse chi riceverà la segnalazione forse non sa nulla, e forse dopo ore, anche giorni, qualcuno individuerà la ditta appaltatrice incaricata del recupero (ovviamente in orario di lavoro dal lunedì al venerdì). Nel frattempo il “coccodrillo” avrà percorso mezza laguna. Occhi aperti e….buona fortuna ai naviganti! (il sottoscritto ha avuto molte occasioni per verificare quanto su esposto, più di una volta prodigandosi nelle segnalazioni e, assieme al figlio o amici anche nel recupero di pali alla deriva in canal grande issandoli in riva, mentre passavano e osservavano indifferenti i vigili in motoscafo. Se a terra il recupero è di competenza di Veritas).

    • Fulvio, quello che scrivi è tutto giusto e purtroppo rispecchia perfettamente la realtà attuale. Vorrei solo aggiungere un piccolo aneddoto che forse rende ancora più chiaro l’assurdo della situazione.

      Il proprietario di una nota vetreria, anni fa, quando trovava questi “coccodrilli” alla deriva, li rimorchiava a sue spese, li metteva in sicurezza e poi li portava nella sua fornace ad asciugare. Una volta asciutti li caricava in macchina e li portava in montagna, dove diventavano semplicemente legna da caminetto. Fine della storia, zero pericoli, zero costi per la collettività.

      Ebbene, un giorno – non si sa come – i vigili vengono a saperlo e si presentano per informarlo che non può farlo, perché quei pali non sono di sua proprietà. Risultato: uno trova un pericolo in laguna, lo rimuove, evita rischi per la navigazione… e viene pure sanzionato.

      La morale, purtroppo, è sempre la stessa: prima deve succedere l’incidente. Come in Svizzera con la discoteca: finché non ci scappa il morto, tutto va bene; dopo, si cercano i colpevoli. Ma intervenire prima, con buon senso e rapidità, sarebbe davvero così impossibile?

      Buona navigazione e buona domenica.

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