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Un leone marino costretto per mesi a vivere in condizioni di grave degrado è stato liberato da un circo itinerante, a seguito di una segnalazione della LAV di Verona e dell’intervento delle autorità competenti. L’animale era confinato all’interno di un container adibito a camion, in una vasca con pochi centimetri d’acqua sporca, privo di luce solare e di spazio sufficiente per muoversi, nuotare o socializzare con altri esemplari della sua specie.
La vicenda è iniziata quando lo “Sportello contro i maltrattamenti” della LAV di Verona ha raccolto e documentato la denuncia di cittadini che avevano notato la presenza dell’animale in condizioni precarie. Le immagini e le informazioni raccolte hanno portato l’associazione a contattare i Carabinieri del Nucleo CITES di Roma e la Procura della Repubblica di Verona, competenti in materia di tutela della fauna.
A seguito delle verifiche, la Procura ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro, che ha consentito l’immediato intervento delle forze dell’ordine e il trasferimento del leone marino in una struttura idonea, dove può ora vivere in condizioni conformi al suo benessere fisico e comportamentale. L’operazione ha visto la collaborazione tra la LAV, le autorità giudiziarie e i servizi veterinari locali, che hanno garantito la sicurezza e la salute dell’animale durante le delicate fasi del recupero e del trasporto.
Secondo quanto riferito dalla LAV, lo sportello veronese, attivo dal 2023, svolge un ruolo centrale nella segnalazione di casi di abuso e maltrattamento, e il caso del leone marino rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi mesi. L’associazione ha evidenziato come la provincia di Verona risulti tra le aree italiane maggiormente interessate dalla presenza di circhi con animali, una realtà che continua a generare polemiche per le condizioni di detenzione degli esemplari e per la destinazione dei fondi pubblici destinati agli spettacoli.
Dopo il sequestro, la LAV ha ribadito la necessità di attuare la legge delega approvata nel 2022, che prevede la progressiva eliminazione dell’uso di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. L’associazione ha rivolto un appello alle istituzioni, in particolare al Ministero della Cultura e al Sottosegretariato competente, affinché vengano definiti al più presto i decreti attuativi previsti dalla norma.
La vicenda del leone marino, sottolinea la LAV, rappresenta un simbolo della condizione di molti animali ancora impiegati a fini di intrattenimento, spesso in contesti che non garantiscono il rispetto delle loro esigenze etologiche. Il caso ha riacceso il dibattito pubblico sul tema dello sfruttamento degli animali nei circhi, spingendo associazioni e cittadini a chiedere un’accelerazione verso un modello di spettacolo privo di forme di coercizione e sofferenza.
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