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Il consiglio comunale di Venezia ha approvato il progetto per la realizzazione di 18 nuovi appartamenti nell’area di San Nicolò al Lido, una zona poco densa ma di grande valore paesaggistico e storico. La delibera, proposta dalla giunta e relativa a una variante urbanistica che consente la costruzione di tre palazzine residenziali, ha ricevuto l’ok definitivo nonostante le polemiche sollevate dall’opposizione e dai comitati cittadini. Il punto più contestato riguarda l’assenza di limiti alle locazioni turistiche, una scelta che, secondo i critici, favorisce la conversione delle nuove abitazioni al mercato degli affitti brevi.
Il progetto, promosso dalla società Jt&t di Firenze, prevede la demolizione di alcuni fabbricati dismessi e la costruzione di tre edifici di nuova realizzazione per un totale di 18 unità abitative con vista sulla laguna. Ogni appartamento avrà una superficie compresa tra i 100 e i 120 metri quadrati e sarà dotato di due posti auto. L’altezza massima prevista per i nuovi edifici sarà di 10,5 metri, per una superficie lorda complessiva di poco superiore ai duemila metri quadrati. Il piano di sviluppo ha già ottenuto l’autorizzazione paesaggistica.
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Scopri come fare
L’area interessata dall’intervento è oggi di proprietà privata e apparteneva in passato al Demanio dello Stato. Si tratta di una porzione di territorio nella parte nord dell’isola, già occupata dai magazzini e dagli spazi di servizio del Genio Civile di Venezia, abbandonata da circa vent’anni. La destinazione d’uso residenziale e la capacità edificatoria risultano già conformi alle previsioni del vigente piano regolatore per il Lido, ma con la nuova variante vengono cancellate alcune previsioni precedenti, come campi sportivi non più esistenti e volumi destinati ad attrezzature di interesse comune dismesse.
L’approvazione in aula è arrivata al termine di una seduta piuttosto animata. I gruppi di minoranza avevano presentato un emendamento per introdurre un vincolo che impedisse di destinare gli appartamenti alle locazioni brevi per almeno dieci anni, prevedendo un periodo minimo di affitto di dodici mesi. L’obiettivo era quello di tutelare la residenzialità e scongiurare la trasformazione dei nuovi edifici in strutture a uso turistico, come già accaduto in altre aree della città. La proposta è stata invece respinta dalla maggioranza che ha motivato la decisione con la diversa pressione esercitata dal turismo di massa sull’isola del Lido rispetto al centro storico di Venezia.
Dal fronte dell’opposizione le critiche si sono concentrate sul rischio di favorire ulteriormente la pressione del mercato turistico a discapito della popolazione residente. Anche dai banchi del pubblico sono arrivate obiezioni. Durante la seduta, alcuni rappresentanti di associazioni locali sono intervenuti per chiedere maggiore attenzione nei confronti del patrimonio storico e ambientale dell’area, ricordando come il sito di San Nicolò sia uno dei più ricchi di testimonianze storiche del passato militare veneziano.
Nonostante le proteste, la delibera è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza. L’operazione immobiliare, secondo i promotori, contribuirà al recupero di una zona da tempo degradata, favorendo la riqualificazione complessiva della parte nord del Lido. Tuttavia, per i critici, l’assenza di vincoli sulle locazioni turistiche rischia di vanificare ogni intento di rilancio residenziale. La preoccupazione principale resta quella di vedere anche questi nuovi alloggi destinati al mercato degli affitti brevi, una tendenza che negli ultimi anni ha contribuito a ridurre il numero di residenti stabili anche nell’isola.
Lido di Venezia è il luogo dove si stanno portando avanti diversi interventi di recupero e riqualificazione. Tra questi figurano la riconversione della Caserma Pepe, la valorizzazione dell’ex Ospedale al Mare e altre iniziative legate alla rigenerazione delle aree demaniali dismesse. Tuttavia, secondo molti osservatori, la sfida principale resta quella di conciliare la necessità di nuove opportunità economiche con la salvaguardia del tessuto sociale e storico dell’isola preservando i residenti.
Nel frattempo, la società Jt&t potrà procedere con le fasi successive del progetto, avendo ottenuto tutti i pareri necessari, compreso quello paesaggistico. Non sono previste ulteriori consultazioni pubbliche, e l’avvio dei lavori potrebbe arrivare nei prossimi mesi, una volta completate le procedure amministrative. Con la decisione del consiglio comunale, si apre dunque una nuova pagina per San Nicolò. L’area sarà presto trasformata in un complesso residenziale ma la discussione sul futuro dell’isola e sul suo equilibrio tra turismo e vita quotidiana dei residenti rimane aperta.
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Non ce fine alla bonifica umana da parte della classe borghese , gli autoctoni devono sparire e lasciare gli spazi in mano alle loro speculazioni. Una pulizia etnica senza l’uso delle armi
Sviluppo edile consapevole e con rispetto della natura può solo favorire all isola, lido di Venezia e una perla Dell adriatico
….Che schifo. Ancora turisti. Sempre e solo turisti…