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Salviamo il delfino di Venezia: comportamenti e avvertenze. Lettere al giornale

Riceviamo e pubblichiamo. Da giorni, come ormai noto, un delfino nuota nel Bacino di San Marco. Con grave pericolo, visto il notevole abituale traffico, a cui si aggiungono ora parecchie imbarcazioni, che vanno appositamente per vederlo e fotografarlo. Alcune portando perfino turisti. Abbiano visto addirittura lanciare assurdamente una palla. Il delfino – c’è anche una […]

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Riceviamo e pubblichiamo.

Da giorni, come ormai noto, un delfino nuota nel Bacino di San Marco. Con grave pericolo, visto il notevole abituale traffico, a cui si aggiungono ora parecchie imbarcazioni, che vanno appositamente per vederlo e fotografarlo. Alcune portando perfino turisti. Abbiano visto addirittura lanciare assurdamente una palla.

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Il delfino – c’è anche una sorta di gara per dargli un nome – non è un’attrazione, ma un animale che rischia di venir ucciso dalle tante eliche e scafi, e deve esser riportato al più presto nel suo ambiente naturale (e anche più salubre). E a chi crede ancora che i delfini sorridano, perché sono contenti di essere avvicinati o ammaestrati in prigioni quali i delfinari (alcuni fortunatamente chiusi per maltrattamenti), facciamo presente che il “sorriso” deriva solo dalla naturale conformazione del loro volto.

Abbiamo contattato il CERT – Cetacean Cetacean’s stranding Emergency Response Team – Italy, che ci ha risposto che da tempo lo sta monitorando assieme alla Guardia Costiera, la quale ha emanato un avviso ai naviganti di prestare la massima attenzione e di non avvicinarsi all’animale (ma così purtroppo non succede, come abbiamo visto). Hanno potuto constatare che i profili di nuoto e respirazione sono regolari ( sappiamo anche che si ciba) e che stanno organizzando un nuovo tentativo – non facile – di accompagnamento in mare.

Viene chiesto di segnalare comportamenti scorretti alla Guardia Costiera e di aiutarli a diffondere queste informazioni e prescrizioni (vedi allegato). Quali abitanti, preoccupate-i per la sorte di questo magnifico animale, chiediamo di intervenire al più presto e di far rispettare fermamente le regole emanate.

Cristina Romieri, Martina Cioffi,
più le seguenti sottoscrizioni di veneziane-i raccolte oggi in poche ore:
Carla Fiorin,  Miriam Serafin, Gabriele Bortolotto, Michela Camatti, Martina Zennaro, Gaspara Zennaro, Anna Scarpa, Antonella Pasquino, Luca Franceschi, Nara Rocchetti,  Nelli Vanzan Marchini,  Lidia Fersuoch, Annalisa Fior, Marilena De Langes, Emanuela Di Sanzo, Roberta Faggian,  Michela Bologni, Giorgio Barbini, Doriana Giglioli, Desirée Penna, Sissi De Martin, Ursula Esposito, Paola Magnanini,  Antonella Bontae, Brenda Santini, Chiara Boscolo, Carla Toffolo, Amalia Basso, Claudio Spagnol, Chiara Visotto, Lorena Della Togna, Lia Patania, Giuseppe Giudice, Cinzia Zaggia, Antonella Bortolan, Anna Paquola, Patrizia Capello, Rossana Rumpleteazer, Nicoletta De Grandis, Miriam Cavalieri, Rosalba Cuffari, Paola Agnesini, Carlo Citron, Serenella Poggi, Laura Indelicato, Marina Marchi, Martina Rigo, Annalisa Turchetto, Alessandra Amadi,, Giuliana Ghidoli, Giovanna Bonacini Campi, Cristina Bottos, Patrizia Bonato, Teresa Venchierutti,, Dorino Cioffi, Mario Heinz, Gloria Fusco, Flora Zuanich, Donata Salier, Cristina Mulinacci, Antonella Jambice, Gabriele Costantini, Rosanna Ligi, Paola Agnesini, Francesca Mabilia (e altre stanno arrivando)

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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Quanto ipocrisia nella gente. Sepolcri imbiancati. Firmate, firmate. Ma per cosa poi, che non mi è chiaro? I preposti ne sono a conoscenza, il delfino sguazza e saltella sano. Quiindi, che volete? Sentirvi più buoni? O solo grandi perchè avere firmato per un qualcosa di cui forse neppure voi sapete? A volte mi sembra il ’68, ma con la stessa gente di allora

  2. Ghino, hai ragione: il delfino non è un turista cinese, e nemmeno un influencer acquatico. Parla veneziano, forse meglio di noi, e sa dove andare a ombre senza bisogno di sonar. Ma non è questo il punto.

    Il punto è che ci siamo abituati a firmare per salvare simboli, mentre ignoriamo le presenze vere. Il delfino diventa un pretesto per sentirci buoni, tra un selfie e un nigiri. E intanto, alla Giudecca, c’è un delfino di 80 anni che non ha i soldi per mangiare. Non ha la pinna, ma ha la dignità. Chi firma per lui?

    Il Mose non lo salverà. E nemmeno le firme, se non diventano gesto concreto. Ma intanto, firmiamo pure. Che almeno il tonno, se ci legge, sappia che non tutti gioiscono nel mangiarlo.

  3. Credo anch’io che il delfino sappia molto bene dove andare a ombre, non mi sembra un turista cinese portato dalle guide, parla pure un ottimo veneziano.
    Francamente credo che sia più facile che sia un barchino ad insabbiarsi, considerata la capacità sonar degli odontoceti.
    Ne sono prova le decine di delfini che vivono nelle lagune americane, dove effettivamente possono avere problemi occasionalmente , a fronte di piene, se si trovono in mezzo alla vegetazione.
    Fortunatamente abbiamo il mose.
    Ma voi firmate pure eh!? Del resto alcuni firmatari erano noti no mose, no tav e pro pal.

  4. In Laguna il o i delfini (perché ne sono stati avvisati più di uno) hanno un ristorante di pesce a loro disposizione.
    I delfini non hanno bisogno di essere accompagnati, sanno meglio di noi dove andare e senza bisogno di google maps.
    In altri posti si organizzano tours per andare a vederli e quando seguono le onde delle barche arrivano fino a millimetri dalle eliche senza problemi.

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