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A Venezia, in campo s.Giovanni Crisostomo, al posto della bella bancarella di presepi
ANCORA?? ….MA NON SI ERA DECISO: BASTA PACCOTTIGLIA ?
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Paola B
Per la rubrica “Lettere al giornale”, riceviamo la segnalazione di una nostra lettrice che segnala come una nuova bancarella di chincaglieria sia apparsa a San Giovanni Grisostomo (Venezia, vicino al Ponte dei Zogatoi) al posto del banco che vendeva articoli per presepi che c’era precedentemente.
In merito alla segnalazione, l’Assessore Commercio e Attività Produttive Comune di Venezia ci fa pervenire le seguenti precisazioni: “Le autorizzazioni per i presepi sono risalenti a prima del 2000, inoltre con Iuav si sta concludendo lo studio sulle botteghe e ci permetterà di stabilire il decoro che deve tenere obbligatoriamente una vetrina a Venezia”.
L’Assessore Sebastiano Costalonga ci comunica dunque quanto segue:
“In merito alla segnalazione pubblicata nella rubrica “Lettere al giornale”, si ritiene utile fornire alcuni chiarimenti riguardo l’attività di commercio su area pubblica esercitata in località Campo San Giovanni Crisostomo.
L’attività in questione è stata oggetto del riordino del cosiddetto “pianino”, ovvero della pianificazione degli spazi commerciali in quella specifica area, così come approvata con Deliberazione di Giunta Comunale n. 254 del 26 agosto 2021. Tale provvedimento è frutto di un’intesa tra il Comune di Venezia, la Regione del Veneto e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP), ai sensi del Codice dei beni culturali, con l’obiettivo di garantire un maggiore decoro urbano e una migliore qualità dell’offerta commerciale.
La pianificazione vigente prevede che l’occupazione del suolo pubblico da parte del chiosco in questione (dimensioni m 3,00 x 2,00 autorizzato alla vendita di prodotti non alimentari) debba avvenire esclusivamente tramite due mensole in acciaio, di m 2,00 x 0,50, posizionate in aderenza al manufatto. Tali mensole sono espressamente destinate all’esposizione e alla vendita di articoli per presepi, come dichiarato dalla ditta stessa in sede di domanda di adeguamento del titolo concessorio alla nuova pianificazione”.
“In attuazione della suddetta pianificazione è stato adeguato il titolo concessorio dell’attività e, contestualmente, è stato richiesto all’organo di vigilanza di effettuare i necessari controlli per verificare la corretta attuazione delle prescrizioni e il rispetto dei limiti stabiliti. Tale verifica è attualmente in corso di perfezionamento e a breve se ne attendono gli esiti”.
“L’Amministrazione comunale rinnova il proprio impegno nel garantire il rispetto delle norme e il decoro degli spazi pubblici, confermando i risultati concreti ottenuti grazie ai numerosi provvedimenti adottati negli ultimi anni. Pur riconoscendo la complessità di bilanciare diversi interessi, il percorso intrapreso procede con determinazione e costanza.
Particolare attenzione viene riservata alle aree di rilevante valore storico, artistico e paesaggistico, come Campo San Giovanni Crisostomo, testimonianza dell’impegno dell’Amministrazione nel preservare il patrimonio culturale della città”.
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Le direttive comunali servono solo a darci un contentino , dato che hanno le mani legate dalla legge Bersani….a cui chi viene multato o impedita l’apertura si riferisce quando va al TAR
Si ogni tanto qualche controllo , qualche multa , che non verrà mai pagata…..
Ma i negozi continuano ad aprire ( fa bene al PIL) e continuano a sparire negozi di prossimità e artigiani
Risposta collettiva – per chi si indigna a giorni alterni
Sì, le fiabe le raccontano. Ma siamo sempre noi che le ascoltiamo, applaudiamo, e le condividiamo come fossero verità rivelate. Siamo noi che permettiamo queste chincaglierie. Le bancarelle, le deroghe, i gruppi da 50 mascherati da 25, i negozi fotocopia con merce che non sa nemmeno dove si trova.
E mentre ci lamentiamo, continuiamo a comprare. A votare. A girarci dall’altra parte quando servirebbe uno sguardo dritto.
I controlli? Non li fanno perché non conviene. E quando li fanno, li fanno su chi non disturba troppo. Il resto passa, si insinua, si moltiplica.
“Panem et circenses”? Sì, ma il pane lo paghiamo noi. E i circenses li applaudiamo pure.
Finché non decidiamo di smettere di essere pubblico pagante, non cambierà nulla. La città non la svendono loro. La svendiamo noi, ogni volta che accettiamo il teatrino.
Ma le sembra che un veneziano acquisti qualcosa da queste attività ?
E’ l’infima qualità delle persone che invadono venezia (chiamarli turisti mi sembra eccessivo) a far sì che certe aziende prosperino !
Certo che per la città non è un biglietto da visita. Bei tempi quando attraversare le Mercerie era un piacere…
Mi spiace Minosse doverti contrariare, ma lo scopo di quest negozi non è vendere (e ben pochi turisti entrano da loro). Il loro scopo è prendere i soldi delle sovvenzioni del Comune, della Regione, dell’Europa, ecc. Di qualunque tipo: imprenditoria giovani, imprenditoria femminile, programmi europei e chi ne ha più ne metta ed il tutto in genere a fondo perduto o a tasso zero. Quel giusto per aprire il negozio e poi sparire dopo un anno. Il negozio rimane aperto perchè viene ceduto a destra o a manca ad un altro appena rrivato. Se noti non sono mai gli stessi, salvo rare eccezioni.
Personalmente ho avuto a che fare con i migranti per motivi personali e ti assicuro che sono rimasto a bocca aperta da quanto sapevano più di me in merito. In più, hanno associazioni loro a Mestre che li aiutano (l’ultima enorme aperta vicino a Piazza Ferretto).
Abbiamo insomma ceduto soldi, territorio, cultura e libertà a gente che ci sta invadendo.
E di prove ce ne sono finchè volete.
Qual è stato ed è tuttora il nostro torto? Non aver più voglia di lavorare ed alzarci presto per guadagnare, ma avere solo soldi facili. Quindi panettieri, portantini e negozianti sono solo bangla. Ma tant’è ora studiano anche e già qualcuno di loro sta andando in giro con giacca e cravatta per gli uffici pubblici.
Esatto, finito il pnrrrrrrrrrrrrr e sovvenzioni varie, cambiata la maggioranza europea tutto questo finirà.
VOlete divertirvi, vicno all’ospedale, c’è un negozio, appena riaperto, che non vende nulla, all’nterno ha un salottino e l’affitto è pagato, vulgo dixit, dalle nostre tasse. IL proprietario ha messo per sei mesi il cartello affittasi con il numero di telefono sopra, ma non rispondeva mai a chi cercava di contattarlo.
MAH
È vero quello che scrivi. E ti dirò di più: non solo i negozi, ma anche avvocati, associazioni, consulenti e intermediari di ogni tipo guadagnano un sacco di soldi da questo sistema. Un sistema che si regge su bandi, sovvenzioni, passaggi di mano e silenzi benedetti.
Ma allora diciamolo chiaramente: chi governerà Venezia nei prossimi cinque anni deve dirci in anticipo se intende cambiare le regole del gioco o lasciarle esattamente così. Non dopo, non a giochi fatti. Prima. Perché non si può più fingere che tutto questo sia casuale.
La città non è un bancomat. È una responsabilità. E chi vuole amministrarla deve dirci se intende premiare chi lavora o chi incassa.
…ma credete ancora nelle fiabe che raccontano gli Amministratori di questa città (che forse avete anche votato)?…
Mai votato questa giunta. Anzi… Certo che uno con un briciolo di dignità si sarebbe dimesso. Spero quest’anno passi in fretta. E poi speriamo bene. Un po’ meno rosso, un po’ meno nero, un po’ meno paperon de paperoni, un po’ più Leon di San Marco
Sì certo come i gruppi che non dovevano superare le 25 persone. Tutti annunci per far vedere che si fa qualcosa ma che in realtà non si vuole fare niente, anzi prendere di più. A nessuno viene in mente di intensificare i controlli su licenze, acquisti di attività, voucher di lavoratori stranieri? Introdurre regole senza poi organizzare i controlli è peggio che non introdurre regole
Hai pienamente ragione. Solo che se lo fai tu e non sei un bangla o non sei una guida turistica, prendono te e non loro
Se è per questo, hanno aperto nuovi negozi in pieno centro storico con il solito gruppo di bangla dentro e quella m…a di merce esposta
“Panem et circenses”