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Gentile Direttore,
da cittadino attento e innamorato di Venezia, desidero condividere una riflessione che ritengo cruciale per il futuro della nostra città e non solo: il recente rallentamento della velocità delle imbarcazioni, imposto dal sistema sanzionatorio SI.SA., non è solo una misura tecnica. È un atto di rispetto. Vedo una risposta concreta al tanto discusso e criticato fenomeno dell’overtourism.
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Per anni abbiamo assistito a un flusso turistico incontrollato, alimentato da trasporti rapidi e da una logica del “tutto e subito” che ha trasformato Venezia in una meta da consumare in poche ore. Il moto ondoso, il rumore, la frenesia: tutto contribuiva a svuotare la città della sua anima.
Ora, con l’introduzione di limiti di velocità rigorosi e controlli puntuali, qualcosa è cambiato. Le barche rallentano. I tempi si dilatano. I canali sono sicuri. Le persone sono soddisfatte di come appare oggi la città!
Sono convinto che il tipo di turismo che Venezia accoglierà nel prossimo futuro sarà un turismo disposto a fermarsi, a camminare, a osservare, a conoscerla veramente vivendola. A Venezia bisogna volerci venire per d’avvero, non solo a fotografarla.
Rallentare significa selezionare. Non per escludere, ma per proteggere. Venezia non può più essere attraversata come un corridoio tra un aeroporto e una piazza. Deve essere rispettata come luogo di storia, cultura e fragilità ambientale.
Venezia, finalmente, sta ricevendo rispetto. Banalmente, sorridendo, mi viene da dire: se rispetto chiama rispetto la direzione è giusta.
Il SI.SA. non è solo un sistema di multe. È un messaggio anche a noi che ci viviamo: Venezia non è una destinazione da toccata e fuga, ma un patrimonio da custodire. E ogni nodo in meno, ogni minuto in più, è un passo verso una città più vivibile, per chi ci abita e per chi la visita con consapevolezza.
Con stima,
Mauro Pregnolato
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Io non vi capisco, non è che hanno messo regole, hanno messo controlli.
La lettera non vuole mettere l’accento su questioni politico/amministrative ma banalmente solo sul fatto che oggi, con i controlli di velocità, dove prima arrivavano ogni ora 10 imbarcazioni cariche di turisti, adesso ne arrivano 3.
Tutto qui.
Buona giornata
Grazie
Non è che le altre 7 scompaiono. Arrivano solo piu’ scaglionate nel tempo ! E la città è intasata ugualmente.
La flotta oggi è quella e quindi per forza le altre sette scompaiono. Almeno chè non si voglia scaglionare fino alle 17:00 per poi ritornare fino alle 23:00, ma non lo vedo molto vendibile come transfer.
Se poi viene permesso l’aumento della flotta allora la cosa è diversa, non cambia nulla, ma ha un bel costo complessivo quest’ultima operazione.
Grazie
Buona serata
Lettera bellissima.
Venezia non è una cartolina da collezionare, ma una città da ascoltare. E se oggi, grazie a queste nuove regole, il Canal Grande respira con più calma, allora vuol dire che qualcosa di buono è stato fatto. Anche da chi, spesso criticato dai radical chic, ha avuto il coraggio di cambiare rotta.
L’augurio è che chi verrà dopo non stravolga di nuovo le regole del gioco. Perché Venezia non ha bisogno di essere reinventata, ma custodita. E se il rispetto chiama rispetto, come lei dice, allora siamo finalmente sulla strada giusta.