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Un grande plauso all’amministrazione per l’introduzione del sistema SI.SA.: sembrava ormai una consuetudine irreversibile, invece finalmente si è ristabilita una legalità da anni ignorata più o meno consapevolmente. Da qualche giorno il moto ondoso si è ridotto a livelli quasi tollerabili, dico quasi perché alcune imbarcazioni provocano onde rilevanti anche nel rispetto dei limiti.
Sembrava una battaglia persa per il peso delle lobbies, per l’indifferenza più o meno consapevole delle istituzioni, invece è finalmente realtà: ringraziano le rive (che noi contribuenti abbiamo sempre dovuto riparare), le barche ormeggiate nei rii più trafficati (che noi piccoli armatori abbiamo sempre dovuto provvedere a riparare), le imbarcazioni minori con piccoli fuoribordo, a remi e a vela.
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Venezia non è stata pensata e costruita per il traffico acqueo attuale e l’unica maniera per far coincidere business con salvaguardia della città è il rispetto di regole e limiti come in qualunque paese civilizzato ci si aspetterebbe avvenisse. Siamo stati civili fino adesso? Senza andare ad Amsterdam, basta recarsi a Porto Baseleghe, o a Grado per verificare che i limiti vengono strettamente rispettati senza deroghe, perché a Venezia città delicata e unica non dovrebbe essere così?
Un plauso dunque all’Amministrazione e alle Istituzioni per questo risultato che pur sembrando ovvio, di fatto non lo era. Mi auguro che tutti i cittadini che hanno a cuore la città si uniscano a sostenere questo risultato, a prescindere dalle idee politiche e dagli interessi personali. Propongo ai futuri candidati ad amministrare la città di assumere come impegno inderogabile il mantenimento del sistema SISAL appena introdotto, servirà sicuramente a dimostrare un distacco dal clientelismo che ha portato ad un degrado insopportabile.
A chi si reputa danneggiato seppure in modo ingiustificato, suggerisco di cogliere l’applicazione della legge (di questo si tratta) come un’opportunità piuttosto che una punizione: assumere un’immagine di sostenibilità e vicinanza con ambiente, cittadini e turisti piuttosto che mantenere l’atteggiamento fordista di aumentare produzione ed entrate a scapito della città.
Mi auguro che queste righe vengano recepite dalle Istituzioni ma ancor di più dai cittadini di mare e di terra che hanno a cuore il destino della città.
Duri i banchi
(lettera firmata)
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bisogna applicare la targa LV anche ai barchini con i 9.9 elaborati 20 o 25 cv, infatti questi sfrecciano ovunque impuniti
Grazie al Barcavelox, ma Venezia va protetta in tutta la sua estensione. È vero che in alcuni tratti i limiti vengono rispettati, ma appena si esce dall’area controllata, molti – tassisti, lancioni turistici e anche Alilaguna – accelerano per recuperare tempo e quindi denaro. Trovo assurdo che non ci siano sistemi di controllo davanti alle remiere di Punta San Giobbe e di fronte a Murano, dove la situazione è ormai fuori controllo. Mi auguro che il sistema resti attivo e che venga potenziato con nuove telecamere nei punti più critici della laguna, dove il moto ondoso, oltre a causare danni, rappresenta un grave rischio per le piccole imbarcazioni.
Condivido pienamente!!
Oggi tutti ad applaudire, io per primo… ma la vera prova sarà a settembre, quando Venezia accenderà i riflettori per la Mostra del Cinema. Sapremo allora se questo “lento moto” reggerà alla pressione delle grandi occasioni o se tornerà la frenesia che da troppo tempo deturpa la bellezza della laguna. Ci vediamo all’alba di settembre, con gli occhi ben aperti.
Spero di sbagliarmi, ma non so quanto durerà.
Ci sono voluti più di dieci anni ma sembra che questa volta sia la volta buona ….
Dopo anni di contestazioni dei rilevamenti al tar e in cassazione che hanno cancellato tutte le multe alla fine si è dovuto modificare il codice di navigazione e omologare i barcavelox….
aspettiamo prima di gioire giustamente…..sembra che i taxisti stiano già lavorando per costringere il Comune a cambiare il regolamento del traffico spostando in avanti i limiti di velocità!!!!
Finalmente si è sbloccata in maniera positiva una situazione che è rimasta stagnante per troppi decenni.
Ora Venezia può rendere una versione più degna di sé, agli occhi di chi la osserva: residenti e turisti. Un passo in avanti per offrire un servizio di qualità anche questi ultimi. Chi è in vacanza non ha bisogno di essere sballottato in corse frenetiche e si potrà assaporare la città. Come per tante cose (il divieto di fumo nei locali pubblici, l’obbligo delle cinture di sicurezza in auto, la creazione di zone a traffico limitato nelle città…) all’inizio potrà sembrare costrittivo come provvedimento per qualcuno. Poi diventerà semplicemente una sana normalità. Grazie a quanti non hanno mai smesso di credere che un passo in avanti del genere, verso il rispetto ambientale, potesse veramente avverarsi e si sono impegnati nel renderlo possible.
Era ora!! Eppure non ci voleva tanto: bastava introdurre multe per chi sgarra, come in qualsiasi comunità civile. Venezia ha vissuto per anni in un vero far west, dove sembrava contare solo la legge del più furbo e di chi meglio riusciva a sfruttarla, approfittando della colpevole e connivente inerzia delle autorità! La “Capitale mondiale della sostenibilità” e’ stata finora sostenibile solo per i suoi sfruttatori, irrispettosi della sua unicità e fragilità.
Ora non possiamo più tornare indietro!
Finalmente una laguna così!
Solo se l’amministrazione e le istituzioni continueranno a lavorare in questa direzione, Venezia potrà davvero essere capitale mondiale della sostenibilità…
Quindi: Duri e ancor più duri i banchi!!
Non sono cambiate le regole: sono cambiati i controlli. Spiegateglielo…
Condivido pienamente questo messaggio as autorità e cittadini. È una gioia vedere finalmente un traffico ordinato e rispetto dell’ambiente. È poi motivo di speranza perché dimostra che cambiare è possibile.
Il lento moto aprirà la strada a nuove opportunità per una nautica diversa e per nuove possibilità di fruizione della laguna e della città. Grazie!