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Cara Redazione
con sconcerto leggo dell’aumento di ragazzi che, certi dei voti ottenuti fra lo scritto ed il bagaglio precedente, rifiutano di sostenere la prova orale alla maturità.
Certo, non sono nata nel 2000, non ho la loro età, ma sono passata anch’io attraverso quel momento folle di ribellione adolescenziale, se di questo si tratta realmente. MAI però avrei pensato di offendere chi stava davanti a me, e questo perchè una cosa mi è stata inculcata fin da piccola sia dalla famiglia sia dal rigoroso insegnamento nelle scuole: il rispetto del prossimo.
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Ora, non voglio entrare nel merito che questo non avvenga più, anche se in realtà ne basta l’evidenza stessa; voglio sottolineare che l’esame di maturità è un esame di stato e chi esamina il maturando è un docente nel suo ruolo di pubblico ufficiale. Non sostenere l’orale per dispetto o per protesta è una scelta personale altamente discutibile, a mio avviso un vile atto che considero un vilipendio verso lo Stato, verso i docenti che hanno accompagnato i ragazzi per cinque anni di studi e verso la famiglia stessa che ha cresciuto questi ragazzi.
Che la scuola non funzioni o funzioni poco sono d’accordo. Io stessa ho fatto una scelta drastica per uno dei miei figli: il ritiro durante l’ultimo anno della scuola dell’obbligo, seguitita da educazione parentale, costretta da un’influenza estremamente negativa della scuola che aveva condotto lo studente all’anoressia e all’esaurimento a causa del bullismo esercitato da un insegnante nei suoi confronti. Scelta radicale, estrema, importante e senza ritorno, ma una delle scelte più azzeccate della mia vita e di cui vado fiera. Il ragazzo è rifiorito, ha imparato una lezione di vita e, anche se di secondaria importanza, non ha perso nessun anno di studi.
Quindi, cari ragazzi, qualunque sia il motivo della vostra protesta, evitate di carpire i vostri cinque minuti di notorietà sui giornali o sui social e cercate invece di dimostrare il vostro valore iniziando ad essere grati e rispettosi quanto meno nei confronti delle vostre famiglie. Pensate che i vostri studi siano stati gratis per loro? Forse non hanno fatto sacrifici per voi? Anche solo in termini di sforzi, oltre che di economia famigliare. Non date tutto per scontato. La “scena muta” è un atto davvero meschino che secondo me nasconde in realtà codardia.
A questo punto, mi chiedo se avete davvero meritato il diploma di “Maturità”, se siete davvero pronti a saltare all’università od immettervi nel mondo del lavoro. Siete davvero maturi? Pensateci la prossima volta e scegliete meglio le modalità delle vostre proteste se davvero questo è il motivo.
Una mamma orgogliosa dei propri figli.
(lettera firmata)
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Sarebbe molto più utile ragionare sui motivi di questa protesta, tra l’altro ben spiegati dagli studenti, invece di tirare in ballo false accuse, come il vilipendio verso lo Stato (wow!). Del resto, accusare un’insegnante di bullismo e ritirare per questo la propria figlia dalla scuola è forse meno offensivo? Detto ciò, cosa vogliamo diventare? Un regime in cui non si può protestare? Mi pare ce ne siano già abbastanza al mondo. Sinceramente, se fossi stato un loro docente o commissario all’esame di maturità, non mi sentirei affatto vilipeso. Anzi, avrei provato un grande sollievo nel constatare che tra i giovani c’è ancora qualcuno che ha il coraggio e la forza di contestare (in modo del tutto legale) un sistema che sembra promuovere la competizione e non la solidarietà. Ma non sembra che il ministro dell’educazione e del merito la pensi in questo modo.
> e ritirare per questo la propria figlia dalla scuola è forse meno offensivo?
dipende dal comportamento dell’insegnante, esattamente come non rispondere all’esame di stato (obbligatorio per il diploma) è un comportamento da criticare.
Ma come mai stò Steinberg sostiene temi palesemente artefatti?
“un sistema che sembra promuovere la competizione e non la solidarietà”
ah è un sindacalista al 100% e un insegnante al 60%. Un insegnante sindacale….
il meglio del meglio….
Toh, adesso improvvisamente diventa lecito insultare gli insegnanti (sindacali). Comunque non sono né l’uno né l’altro. Sono solo un padre che cerca di non lasciare ai propri figli un mondo di prepotenza, maleducazione e inciviltà e trovo che il cambiamento del nome del Ministero della Pubblica Istruzione e l’atteggiamento dell’attuale ministro siano indicativi di questo degrado.
Quanto all’insegnante, se erano veri gli episodi di bullismo, meglio avrebbe fatto la signora a denunciarlo: di fronte ai soprusi ci si deve opporre non ritirarsi.
>Comunque non sono né l’uno né l’altro.
Risposta assai prevista, non siete mai quello che dite, manco se ripetete a manovella esattamente le medesime parole dei vostri leader sindacali, vabbè.
In the meanwhile, sono state pubblicate le foto dell’eroe dei 15 millesimi di secondo. Maglietta pro palestine, zazzerina alla moda, megafonino, jensino, partecipazione alle “piazze del popolo, ma che piace alla gente che piace”. Un buon figlio della migliore sinistra de noialtri.
“lasciare ai propri figli un mondo di prepotenza”
E già, fatalità quando è uno di dx a parlare è un prepotente, ma le occupazioni che piacciono tanto a voi della cgil? Quelle non sono mica prepotenza, no?! Quelli sono “comportamentio formativi”, ovvio.
Quanto alle denuncie, l’ex preside di un liceo classico di Venezia una volta si vantò di averne ricevute “moltissssssime”, lo fece all’atto di rifiutare di riconoscere anni di scuola fatti all’estero da uno studente, lui affermò “che poteva” anche se la normativa dice l’esatto contrario, ma si pentì più tardi del suo “io sò io e voi nun siete un…”. Sono quindi sicuro che ci siano state quelle denuncie, le scuole sono piene di denuncie perchè sono un santuario di sinistra e per l’appunto spero che, dopo i vari premi strega e menate varie, il governo pensi a demolire pure quello. Trump docet.
Ma cmq, esimio sindacale, buona estatina a capalbio, certo, quest’anno nemmeno la festa dell’unità siete riusciti a fare….siete un pò in difficoltà eh!?
“Denuncie”?!… avrebbe dovuto frequentare un po’ più seriamente quei santuari della sinistra: forse avrebbe imparato ad argomentare invece di insultare e, perlomeno, a scrivere correttamente.
Lettera a dir poco imbarazzante, esci dagli anni 60 e stai al passo coi tempi che non hai certo la verità in tasca anzi, da come scrivi dovresti tornare tu a scuola. Rispetta le decisioni altrui
La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri (Martin Luther King). Così la tua finisce dove inizia la mia.
Qui è questione di rispetto ed educazione.
Mio caro Max, forse non avrò la verità in tasca (ci credo davvero perchè lo dici tu!!) ma sicuramente ho avuto la cultura atta a capire quale fosse la scelta migliore per mio figlio. E ricordati che non ho fatto solo “La scelta”, ma ho anche partecipato attivamente alla sua preparazione, io che insegnante non sono mi sono trasformata, mio malgrado, per l’occasione. E stiamo parlando di una cosa successa l’altro giorno (si fa per dire, ma non siamo tanto distanti). A mio figlio sicuramente ho insegnato molto; al contrario, dubito che questi ragazzi con le loro “decisioni libere” saranno in grado di dare altrettanto alla loro prole un domani.
Poi ognuno è libero di fare quel che vuole, anche tu di biasimare e disprezzare le mie idee e le mie convinzioni. Per il momento siamo in democrazia.
Con una strizzatina d’occhi e una tiratina d’orecchie ti dico che sono un bel po’ più giovane. La differenza sostanziale della tua elucubrazione mentale è, all’atto pratico, l’educazione ed il rispetto.
Senza rancore, ciao bello!
Il conte Max ha detto la sua…. mirabile visu tanto coraggio.
Però però, a pensarci bene, coraggio stà cepp@ (nel linguaggio della Rai Tv, genitrice dei rivoluzionari da cortile de noialtri). La promozione era assai assicurata, questo genere di proteste, reiterate negli ultimi 2 anni, servono solo ad evitare di faticare all’esame e farsi dare quei 15 millesimi di secondi di notorietà promessa.
Valditara ha detto la cosa giusta, bocciatura istantanea, per ora suggerita, spero l’anno prossimo effettiva, magari annullando la maturità dei coraggiosi guerriglieri (de stà cepp@) di questo e anno precedente.
E poi, cavolo, quando ho fatto la maturità i voti degli anni precedenti valevano solo come “morale” e l’esame me lo sono guadagnato io, ma quanto pischelli siete giovani? Già sindacalizzati con il latte in bocca, che roba ridicola, anche questo è da cambiare.