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Tutto inizia in un luogo che non esiste. Immaginate il silenzio assoluto, il buio più oscuro che si possa concepire. Improvvisamente, un frastuono pazzesco irrompe, un caos che non si riesce a comprendere, perché non si possiede ancora la capacità di sapere che cosa sia. Poi, come se il sapere nascesse dal nulla, si comincia a vedere – senza nemmeno sapere cosa significhi vedere – . È come uscire da un tunnel, senza sapere cosa sia quel tunnel.
Le percezioni si ampliano: si avverte un odore pungente, sgradevole. Un odore che un giorno si scoprirà essere quello di merda e piscio, ma che ora è solo un mistero. Qualcuno solleva il corpo per i piedi, a testa in giù, e dà uno schiaffo sul sedere. Non si comprende ciò che vogliono, ma si piange – senza sapere che piangere sarà un’azione ricorrente – .
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Scopri come fare
Ecco, si è usciti dalla pancia di una donna che, solo dopo alcuni anni, verrà chiamata “mamma”. È lei che ha evocato quel grido mentre si era in un luogo così tranquillo. Insieme a lei, c’è un altro essere che ha piantato il suo seme dentro la sua vagina, un uomo che per tutta la vita verrà chiamato “padre”. Un processo così rapido, durato al massimo sessanta secondi, ma che ha fornito tutte le carte da giocare in questa partita chiamata vita.
La vita è un gioco.
C’è chi riceve un poker e chi un tris, e molti che bluffano per tutta la durata della partita.
Il mazziere, colui che distribuisce le carte, ha tanti nomi: Dio, Buddha, Universo. E a lui si ritornerà, quando il filo del gomitolo finirà. Forse è follia, o forse, chi lo sa?
Lettera firmata
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Questa lettera è una riflessione profonda e poetica sulla nascita e sulla vita, descritta come un gioco con regole imprevedibili. L’autore utilizza immagini vivide e metafore potenti per rappresentare il viaggio umano, dall’oscurità del grembo materno alla complessità dell’esistenza.
La descrizione iniziale del silenzio e del buio assoluto evoca un senso di mistero e di origine primordiale. Il passaggio dal caos alla percezione rappresenta la nascita come un’esperienza sconvolgente e trasformativa. L’uso di dettagli crudi, come l’odore pungente e lo schiaffo sul sedere, sottolinea la brutalità e la realtà fisica di questo momento.
La metafora della vita come un gioco di carte è particolarmente incisiva. L’autore suggerisce che la fortuna, il caso e le scelte personali giocano un ruolo cruciale nel determinare il destino di ciascuno. Il mazziere, rappresentato da entità superiori come Dio, Buddha o l’Universo, aggiunge una dimensione spirituale e filosofica alla riflessione.
In sintesi, questa lettera invita a considerare la vita come un mistero affascinante e imprevedibile, dove ogni individuo deve giocare con le carte che gli sono state assegnate. È un testo che stimola la riflessione sulla natura dell’esistenza e sul ruolo del caso e della scelta nel nostro percorso.