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Una donna di Spinea è attualmente ricoverata in terapia intensiva dopo aver accusato un malore al rientro da un viaggio. Le prime analisi avrebbero confermato un contagio da Chikungunya. Non essendo ancora chiaro se l’infezione sia avvenuta all’estero o in Italia, l’azienda sanitaria ha attivato immediatamente un protocollo di disinfestazione straordinaria in diverse aree del centro cittadino.
Il Comune di Spinea ha diffuso ieri un comunicato dettagliato sugli interventi in corso, che partiranno da via Cici, ma copriranno un’area molto più vasta. “L’Ulss 3 Serenissima ha segnalato un caso di Chikungunya, trasmessa dalla zanzara tigre, Aedes albopictus, all’interno del territorio comunale,” si legge nel comunicato ufficiale.
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Scopri come fare
L’Ulss ha immediatamente predisposto interventi di disinfestazione adulticida e larvicida in un raggio di almeno 200 metri dal luogo di contagio. Le vie interessate includono via Cici, via Cavour, via Volta, via Capitanio (tra via Roma e via Omerighi), via San Marino, via Omerighi, via Roma (tra via Cavour e via Fermi), via Nievo, via Pisacane, via XX Settembre, via Bixio, via Gramsci, via Don Manzoni, via E. Fermi, via Bellini (dal civico 20 al civico 26, inclusa la Scuola primaria C. Goldoni e l’area verde), e via Ponchielli (dal civico 12A fino all’incrocio con via Bellini).
Le operazioni di disinfestazione larvicida sono iniziate ieri pomeriggio e continueranno oggi, domani, e giovedì 1 agosto, dalle 5 del mattino. “Chiediamo ai cittadini di consentire l’accesso agli operatori della ditta Triveneta Multiservizi, incaricata della disinfestazione in caso di emergenza sanitaria, per l’effettuazione dei trattamenti larvicidi, adulticidi e la rimozione dei focolai larvali nelle aree cortilive private,” conclude il comunicato del Comune.
Inoltre, è stata pubblicata un’ordinanza rivolta in particolare ai residenti delle zone interessate dagli interventi, ma valida per tutti i cittadini. Si raccomanda di chiudere le finestre durante le operazioni di disinfestazione e di evitare l’abbandono di contenitori all’aperto che possano raccogliere acqua piovana, al fine di ridurre la proliferazione delle zanzare tigre.
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