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Una brusca incursione artica ha riportato il Veneto indietro nel tempo, trasformando il mese di aprile in un inverno ritardato. Mentre i calendari segnano primavera, le città pianeggianti sono martoriate da una pioggia sottile e da raffiche di vento gelido, con le massime giornaliere che stentano a raggiungere i 7-8 gradi. In montagna, il clima diventa ancora più severo.
Accanto alle nevicate sulle Dolomiti e le Prealpi, i termometri hanno segnato valori insoliti per il periodo, tra i più bassi dell’anno. Sulla Marmolada, il mercurio è sceso fino a -15,3 gradi, mentre a Ra Valles, sopra Cortina d’Ampezzo, si sono toccati i -11 gradi, -6 al Falzarego e -2 a Cortina città.
Questo improvviso freddo ha spinto amministrazioni locali a reagire: da Padova a Vicenza e Treviso, i comuni hanno concesso deroghe al limite stagionale per l’uso dei termosifoni, consentendo la loro accensione per un massimo di 7 ore al giorno in risposta agli estremi meteorologici.
Questa situazione meteorologica insolita dovrebbe protrarsi per circa tre giorni, caratterizzati da un’atmosfera tipicamente invernale, con temperature basse e nevicate che potrebbero arrivare fino quasi alle pianure.
L’aria artica proveniente dalla Scandinavia continuerà dunque a dominare il clima italiano per circa 72 ore, dato che un miglioramento è previsto in tempo per il ponte del 25 aprile.
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