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Eraldo Affinati, docente e scrittore, rivolgendosi agli studenti che si stanno preparando per l’esame di maturità, ha scritto: “Cari ragazzi, mantenete sempre davanti a voi la fiaccola interiore che vi guida. . .” .A dire che un ragazzo prima che uno studente, è una persona.
Eraldo Affinati, scrittore e insegnante romano, fondatore con la moglie Anna Luce Lenzi della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, ci suggerisce un’analisi e un orizzonte. Intervistato dall’Agenzia di Informazione SIR e sollecitato a descrivere lo stato d’animo dei diciottenni che si stanno preparando per l’esame finale, Affinati sostiene che i ragazzi vivono questo appuntamento in modo appassionato, a volte perfino drammatico.
I motivi? “Lo sentono, a torto o a ragione, come un giudizio istituzionale sulla loro persona. Non serve spiegare loro che si tratta di un sistema scolastico convenzionale, corrispondente solo in parte alla verità. Essi hanno la sensazione di essere giunti a una svolta esistenziale perché da luglio in poi abbandoneranno per sempre il gruppo-classe: luogo di apprendimento, di incontro e di scontro; di dialogo, di conoscenza di sé stessi e degli altri; spazio sociale, affettivo e culturale. Entreranno in una nuova realtà dove saranno cruciali le scelte compiute”.
E poi ci sarà la scelta della facoltà universitaria. La famiglia si trova al bivio: incoraggiare i sogni o scegliere quel che è meglio per i figli, che conviene, che offre maggiori possibilità lavorative? E quanto costerà l’eventuale rinuncia al sogno? Come sarà il loro essere adulti? Il consiglio di Affinati? “Cari ragazzi, davanti a voi ci saranno i docenti che ben conoscete. Siate quindi spontanei nei loro confronti cercando di mettere a frutto l’esperienza umana e culturale elaborata insieme.
Considerate queste prove finali non quali sfide radicali, solenni e inappellabili, bensì come l’ultimo episodio di un lungo romanzo iniziato tanto tempo fa. Finisce un libro, fra poco ne inizieranno tanti altri. Mettete sul tavolo ciò che avete imparato, senza tacere gli ostacoli già superati oppure ancora presenti. Passate da un argomento all’altro mantenendo sempre davanti a voi la fiaccola interiore che vi guida: può essere una passione, un’attitudine, una sensibilità, semplicemente il vostro carattere; insomma quello che vi rende unici.
Non abbiate timore a dichiarare le decisioni che avete preso riguardo al futuro, e se invece vi sentite ancora davanti a un bivio, confessatelo pure. La scuola non dovrebbe essere uno spazio noioso e specialistico, dove imparare gerghi e procedure, separato dai nostri veri interessi, bensì l’intensificazione della vita, meglio ancora: il modo in cui si cerca di stabilire il suo senso. Se lo mostrerete, avrete fatto centro. Ma se anche non vi riuscirete, andrete avanti lo stesso”.
Andreina Corso
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Cara Andreina girerò il suo bell’augurio a tutti i maturandi che mi girano intorno e che quest’anno sono davvero tanti….
Chissa che questa prova finale faccia uscire da ognuno di loro quel bello che li rende unici…..come dice lei e pensandoci ha proprio regione…..
In bocca al lupo a tutti